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Gli interventi

Randagismo, Istituto zooprofilattico
al fianco di Comune e Asp


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Diverse le aggressioni di cani soprattutto nel campus universitario di viale delle Scienze, o nei pressi del Policlinico e della Favorita. “Al di là delle cifre, non bisogna abbassare i riflettori" il commento del commissario dell'Izs Seminara e del direttore sanitario Caracappa

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PALERMO - L’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia collaborerà con il Comune, l’Asp e l’Università di Palermo nella lotta al randagismo. Cuccioli abbandonati accanto ai cassonetti, branchi di cani che si moltiplicano nelle periferie e aggressioni che non tendono a diminuire. La situazione è critica in Sicilia. Le ultime stime del ministero della Salute forniscono un quadro allarmante del fenomeno. Solo nel capoluogo sono circa 5 mila i randagi, 60 mila in tutta l’Isola. I piani di controllo delle nascite, attraverso la sterilizzazione, spettano ai Comuni. Ma “all’Istituto Zooprofilattico, previe autorizzazioni, potremo ospitare i servizi veterinari dell’Asp, che potranno effettuare le sterilizzazioni dei cani, al fine di favorire lo sgombero del canile municipale di Palermo, che deve essere ristrutturato”, hanno spiegato il commissario straordinario dell’Izs, Salvatore Seminara e il direttore sanitario, Santo Caracappa, durante il convegno “Sanità pubblica: gestione della sanità animale e delle emergenze in Sicilia – Il randagismo”, che si è tenuto oggi, alla presenza dell’assessore comunale al Verde pubblico, Francesco Maria Raimondo, alla rappresentante del rettore dell’Università, Augusta Troccoli, oltre a vari dirigenti regionali ed esperti del settore.

Un problema, quello del randagismo, che negli ultimi anni ha coinvolto soprattutto il campus universitario di viale delle Scienze, il Policlinico, senza dimenticare alcuni recenti episodi di aggressione nel parco della Favorita. “Al di là delle cifre, non bisogna abbassare i riflettori – concludono il commissario Seminara e il direttore sanitario Caracappa - dal momento che, vista la scarsa e disomogenea applicazione delle leggi, non tende a diminuire il ricorso, da parte delle vittime, alle soluzioni fai-da-te, agli avvelenamenti, alle trappole per i randagi, anche sotto forma di polpette “stuzzicanti”, usate a dispetto della normativa nazionale ed europea che vieta il maltrattamento degli animali”.

L’Istituto Zooprofilattico, fin dalla sua istituzione, ha rappresentato il centro di riferimento per la classe veterinaria sul territorio, impegnandosi a garantire al servizio veterinario della Regione e alle Aziende sanitarie provinciali la collaborazione tecnico-scientifica in materia di igiene veterinaria. Il direttore Caracappa ha precisato che “l’Istituto si impegnerà ad effettuare controlli igienico-sanitari e studi sulle zoonosi presenti nel territorio, quali la leishmaniosi animale e sulla Rickettsiosi trasmesse da zecca”.

Dal ministero alla Salute, con Vincenzo Santucci, dirigente della Sanità animale, arriva un monito alle amministrazioni comunali: “La responsabilità è dei sindaci, perché le risorse ci sono e ai Comuni arrivano”. Messaggio raccolto dall’assessore comunale Raimondo: “Nei prossimi giorni, dopo settimane difficili, contiamo di riuscire a trasferire nei canili privati i randagi ospitati nella struttura comunale, al fine di ristrutturarne i locali”.

Anche dalla Regione arrivano buone notizie. “Miglioreremo l’anagrafe canina regionale, strumento fondamentale per tenere sotto controllo il problema”, ha detto Antonino Virga, dirigente responsabile del servizio “Sanità veterinaria” dell’assessorato regionale alla Salute. Infine, per l’Asp di Palermo, rappresentata da Francesco Francaviglia “ogni attore deve svolgere il proprio ruolo all’interno di un progetto univoco”.