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"La formazione dei raccomandati"
Marasà svela il sistema ai pm


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L'assessorato regionale alla Formazione professionale

Il presidente del Consorzio Eduform aveva annunciato di volersi presentare spontaneamente in Procura. I magistrati di Palermo hanno atteso alcuni giorni e poi deciso di convocarlo. Nel suo verbale ci sono i primi spunti interessanti. (Nella foto l'assessorato alla Formazione)

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PALERMO - Alla fine i nomi li ha messi a verbale. Seppure dopo qualche tentennamento iniziale. Antonino Marasà non è andato spontaneamente in Procura nonostante lo avesse annunciato con fermezza in un articolo di Livesicilia. Sono stati i pubblici ministeri a convocarlo per raccoglierne la denuncia sul sistema malato della formazione professionale di cui è stato per anni un punto di riferimento con il suo consorzio Eduform.

Ha parlato di pressioni e raccomandazioni per assumere amici e parenti di politici e grossi nomi della burocrazia regionale. Le sue dichiarazioni sono considerate interessanti a tal punto che - impossibile trovare conferme - sembrerebbe certa la convocazione delle persone da lui citate.. E si sta già valutando se dovranno essere ascoltati come semplici persone informate sui fatti o interrogati con la necessità di farsi accompagnare da un avvocato.

Marasà avrebbe iniziato a raccontare le anomalie della formazione professionale. Forse è stata la tensione per il fatto di trovarsi di fronte al pubblico ministero Luca Battinieri e agli agenti di polizia giudiziaria, oppure c'è dell'altro che merita di essere scandagliato. Sta di fatto che Marasà non è stato diretto e immediato com'era apparso quando a Livesicilia, pochi giorni fa, dichiarava che “la politica mi ha usato, spremuto, e ora mi volta le spalle”. Alla fine, però, avrebbe messo sul piatto degli inquirenti nomi e informazioni utili.

A cominciare dalle raccomandazioni ricevute per le assunzioni nella formazione professionale: “Politici, assessori, alti burocrati, dirigenti e funzionari regionali - aveva detto - in tanti mi hanno chiesto di fare lavorare amici e parenti e ora neppure mi ricevono. Hanno deciso che non c'è spazio per Eduform?, mi sta bene ma ci diano ciò che ci spetta”.

Il Consorzio era un colosso della formazione con aule in mezza Sicilia. Oggi Marasà, in pensione da preside dell'Istituto alberghiero Paolo Borsellino di Palermo, raccoglie i cocci, sommerso dai decreti ingiuntivi. Fornitori, personale, proprietari degli immobili dove c'erano le sedi del consorzio: tutti vogliono soldi. Il conto è salato: 9 milioni di uro. Al suo ente sta per essere tolto l'accreditamento per una serie di irregolarità contestate dalla Regione. E senza accreditamento addio all'attività di formazione nell'ambito delle scuole secondarie. Lui non ci sta e tuonava contro chi prima lo convocava per “chiedermi favori” e poi “mi ha sbattuto la porta in faccia”. Marasà è convinto che qualcuno abbia voluto tagliarlo fuori dalla formazione professionale. La faccenda si fa seria. Anzi, serissima. Ormai di mezzo ci sono i pubblici ministeri.