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Sprechi e paradossi

Bruxelles, informatica, etc etc...
Gli uffici inutili della Regione


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Dalla sede voluta nel cuore dell'Europa, alla struttura per i migranti che non ha in bilancio nemmeno un euro ed è guidata da una biologa. Il governo li crea, li tiene in piedi ma spesso non sa che farsene. Nonostante in qualche caso siano anche molto costosi.


PALERMO - Saranno pure speciali. Ma in molti casi sono inutili. O almeno, il loro contributo alla causa è tutto da dimostrare. Uffici sparsi un po' dovunque. Alcuni sorti di recente, per volere del governatore Crocetta. E in qualche caso rimasti sulla carta. Come i tanti annunci della rivoluzione. È il caso, ad esempio, dell'Ufficio speciale per l'immigrazione, tante buone intenzioni e nessun soldo. O quello per l'informatica regionale, sostanzialmente inattivo. O quello di Bruxelles, che il presidente, anzi, ha fatto rinascere, dopo la scelta di Lombardo di svuotarlo completamente.

L'Ufficio nel cuore dell'Europa

Uffici "speciali", sono considerati la maggior parte di questi. O comunque "fondamentali", come quello che la Regione ha aperto da anni nella città del Parlamento europeo. Avrebbe dovuto dare – nelle intenzioni dell'allora presidente Lombardo – nuovo impulso alla spesa dei fondi, alla conoscenza delle faccende comunitarie. E invece si è rivelato una bolla di sapone. Piena, in realtà, di addetti stampa dai compensi assai prestigiosi, impiegati nella produzione di sporadiche e improbabili "newsletter", o di qualche giovane di belle speranze e dal cognome noto, chiamato direttamente e senza concorso a lavorare per mamma Sicilia.

Eppure, Lombardo, al culmine delle polemiche sulle spese di quella sede, aveva ridotto l'ufficio al minimo: due dipendenti. Crocetta, invece, pochi mesi dopo il suo insediamento ha deciso di ripristinare gli effetti di una legge del 2002: quella che istituisce gli uffici di Bruxelles, appunto. E che determina anche la dimensione dell'organico: non più di sedici dipendenti, mentre il tetto massimo per gli "esterni" è stato fissato a otto. Al momento, a dire il vero, di persone nella sede da 750 metri quadrati di Rue de Belliard costata tra acquisto e ristrutturazione circa tre milioni, lavorano appena cinque persone. Tre "esterni" scelti dal governo e due funzionari regionali.

Insomma, ciascun lavoratore può contare sulla bellezza di 150 metri quadrati della moderna struttura di Bruxelles. E il governo ha già stanziato in bilancio le somme utili perché tutto resti in piedi. Ecco infatti cinquantamila euro per il funzionamento, 40 mila euro per il personale esterno e 200 mila euro per i dipendenti regionali. Insomma, 300 mila euro in tutto. Per un ufficio dall'utilità ancora tutta da dimostrare. Anche in seguito alle recenti notizie sulle capacità di spesa dei Fondi Ue da parte della Regione. Da pochi mesi, a guidare il dipartimento non è più la dirigente storica, cioè Maria Cristina Stimolo, che mantiene il suo ruolo di dirigente generale del dipartimento Affari extraregionali. Al suo posto, da ottobre Crocetta ha inviato Vincenzo Falgares, con la strana mansione di "coordinatore" dell'ufficio. L'obiettivo (o forse la speranza) è quella agganciare il lavoro di quella inutile sede con quello del dipartimento programmazione guidato dal dirigente. "Quando termineremo i lavori legati alla chiusura della programmazione europea – spiega Falgares – metteremo mano a un progetto di rilancio di quell'ufficio". E più che di rilancio, si dovrebbe parlare di "partenza", di avvio di una struttura che – basta fare un giro sulla pagina inserita nel sito ufficiale della Regione – raramente è andata oltre la organizzazione di convegni, mostre e qualche costosa newsletter.

L'Ufficio informatico

Nella scorsa Finanziaria, in un primo momento, il governo aveva deciso di cancellare l'Ufficio informatica. L'epilogo più adatto, forse, per un Ufficio nato proprio in occasione di una Finanziaria, quella del 2013. Il governo poi ci ha ripensato. In quell'Ufficio avrebbero dovuto trovare posto la bellezza di 97 dipendenti regionali. Eppure, in un anno e mezzo sulla propria pagina ufficiale si può rinvenire l'unico avviso della "chiusura per disinfestazione e derattizzazione" dello scorso 28 gennaio 2015. Un anno fa. Già nel 2014, l'allora dirigente della struttura Massimo Piccione dichiarava che "l'Ufficio è stato costituito, ma al momento non risulta pienamente operativo". Ma è ancora in piedi. Nonostante nel frattempo Sicilia e-servizi sia risorta e sia stata miracolosamente ripopolata. Insomma, di cosa si occupi quell'ufficio oggi in pochi lo sanno. Di sicuro c'è che la voce in bilancio prevista per il finanziamento, è tra le poche a crescere. E non di poco: dai 46 ai 75 milioni di euro in un anno tra spesa corrente e investimenti.

Dal cinema agli immigrati

E se da un paio d'anni è scomparso l'ufficio speciale per l'efficientamento energetico, una struttura che avrebbe dovuto consentire risparmi enormi sulle spese della Regione, ecco spuntare negli ultimi mesi nuovi Uffici speciali. Ovviamente inutili. Come ammise alcuni anni fa l'attuale dirigente generale di Famiglia e Lavoro Antonella Bullara: "Quegli uffici sono buoni – spiegò a Livesicilia - per fungere da 'parcheggio' per dirigenti rimossi o poco graditi. In quel caso, bisognerebbe avere coraggio fino in fondo e dire al dirigente 'non mi servi più'". Anche perché sugli uffici speciali ha detto la sua anche la Corte dei conti nell'ultimo giudizio di parifica ricordando che "la previsione di Uffici speciali dovrebbe essere limitata alle situazioni in cui essi possano garantire un'attività più efficiente di quella dei dipartimenti; in ogni caso, dovrebbe evitarsi la sovrapposizione di competenze tra i Dipartimenti e gli Uffici in questione". Ma non solo. Secondo i magistrati contabili, prima di aprire un nuovo Ufficio speciale sarebbe necessaria la "ricognizione delle attribuzioni dei dipartimenti e una visione sistematica, che non vi è stata nel corso degli anni. Tali elementi non sono stati finora considerati in maniera adeguata dalla Regione, come si desume dalle repentine vicende dell’Ufficio speciale per il cinema". E il riferimento dei giudici contabili va alla creazione, voluta da Crocetta tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015. Un ufficio utile innanzitutto, secondo l'interpretazione suggerita dalla dirigente Bullara, per "ripescare" con un incarico equivalente al vecchio, l'ex dirigente al Turismo Alessandro Rais. Nel 2015, quell'Ufficio è costato ai siciliani oltre quattro milioni. Per il 2016 le previsioni prevedono una riduzione a un terzo di quella cifra. Ma resterà comunque in vita. Nonostante, ribadisce la Corte dei conti, quegli uffici debbano "avere carattere temporaneo, poiché sono finalizzati al soddisfacimento di esigenze particolari oppure alla realizzazione di specifici programmi e di progetti di rilevante entità e complessità".

L'Ufficio speciale per il coordinamento delle attività tecniche e di vigilanza sulle opere pubbliche, invece nasceva col compito di censire le opere incompiute in Sicilia. Ma proprio quel censimento è rimasto incompiuto, così il governo Crocetta con una delibera del maggio del 2014 ne ha deciso una proroga biennale. Ma curioso è lo stanziamento previsto per questo ufficio: 4 mila euro. Ovvero non è stato previsto nemmeno un euro per la voce relativa alla "stampa" o per le spese postali. Per un ufficio che dovrebbe operare un censimento e quindi rivolgersi anche ai vari enti locali sparsi nell'Isola.

Se ti guardi attorno, quei quattromila euro sono persino un piccolo tesoro. Perché esiste un Ufficio speciale che, nelle intenzioni del governo, può stare in piedi anche senza un euro. Eppure, per il governo Crocetta non c'era dubbio: "La Regione siciliana, per la sua localizzazione geografica, costituisce un territorio particolarmente interessato dai flussi migratori provenienti dai Paesi del Mediterraneo e dal nord Africa costituendo, per questi aspetti, un vero e proprio territorio di frontiera". E così, ecco la necessità di creare un ufficio che, tra i suoi innumerevoli obiettivi, si ponesse anche quello di un "raccordo con i Ministeri, Prefetture e Protezione civile", lo "sviluppo della tematica migratoria", la "implementazione delle politiche di integrazione sociale" e anche il "reperimento di strumenti finanziari". A cominciare, magari, da quelli che servono all'Ufficio stesso. Per il quale il governo non ha stanziato, nel prossimo bilancio, nemmeno un euro. Dimostrando così che la proposta altro non era che uno spot. Nonostante fosse stato deciso che a comporre quell'Ufficio dovessero essere sei dipendenti guidati da un dirigente. Che era stato pure individuato: Daniela Segreto è il suo nome. Un lungo e prestigioso curriculum. E una laurea in biologia, con una tesi sul "riccio di mare mediterraneo". Quel mare. Unico legame col dramma vero dell'immigrazione, ridotto a uno spot.