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"Fratel Biagio non si alza più"
La grande paura dei volontari


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Sette giorni di digiuno. Sette giorni di battaglia per riconquistare l'ex Fonderia Basile. Biagio Conte è allo stremo. E i suoi amici temono per la sua salute.

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PALERMO- "Da ieri non ha più praticamente la forza per alzarsi. Siamo a una settimana di digiuno. Fratel Biagio rimane seduto o coricato per terra, col suo cartone e con la sua coperta. Ancora non siamo al punto di rottura, ma la preoccupazione è grande. E tutti i palermitani che gli vogliono bene dovrebbero cominciare ad avere paura".

Sono le parole gravi di Francesco Russo, medico e volontario della 'Missione Speranza e Carità', amico di Biagio Conte: il missionario che non mangia e prega per l'ex Fonderia Basile che fu promessa ai poveri dalle precedenti amministrazioni e che è stata acquistata da un privato. "Non mi fermerò mai, sono pronto a morire per Salvare Palermo. La mia non è una protesta, ma una battaglia contro la disumanizzazione crescente e per i diseredati", così il fraticello laico a LiveSicilia.

L'ex Fonderia, a due passi dalla Missione di via Archirafi, è l'ultima trincea di un'esistenza spesa per il prossimo. Dimenticata per anni, dedicata, secondo le parole della politica, a progetti di solidarietà: oggi nelle mani di un imprenditore che ha fatto semplicemente il suo mestiere. Ma forse altri dovrebbero recitare qualche mea culpa.

Non a caso, all'inizio della storia, lo stesso fraticello laico aveva scritto una lettera di fuoco: "Vent'anni di attesa per l’utilizzo dell’ex Fonderia Basile per ridare dignità e reinserimento ai fratelli emarginati ed esclusi da questa indifferente umanità (...) Palermo perde un’altra speranza e ripiomba nel buio, nell’inerzia e di non potersi rialzare".

Le testimonianze di sostegno non sono mancate, pure al massimo livello. Il sindaco Orlando è andato a trovare Biagio Conte, seguito dal vescovo, don Corrado Lorefice. Ma la verità è che l'uomo che vuole salvare una citta e il mondo non si fermerà mai. Le sue case dell'accoglienza ospitano circa mille e duecento persone che hanno ricevuto speranza e carità, altrimenti negate. Qualcuno riesce a immaginare cosa sarebbe Palermo se Fratel Biagio non fosse mai nato?