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PALERMO

Le assunzioni a Sicilia e-Servizi
No all'archiviazione per Crocetta


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Il logo della partecipata regionale, Sicilia e-Servizi

Il giudice non ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri di chiudere il caso che coinvolge il governatore, l'ex magistrato Ingroia e gli ex assessori che diedero il via libera alle assunzioni nella partecipata regionale.

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PALERMO - “La richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero non può essere accolta”. Il giudice per l'udienza preliminare Lorenzo Matassa, per la seconda volta, dice no alla chiusura dell'indagine sulle assunzioni a Sicilia e-Servizi. Il Gup ha fissato l'udienza preliminare per il prossimo 30 marzo. In quella data comunicherà se ritiene necessario un ulteriore supplemento di indagini oppure obbligherà i pubblici ministeri a formulare il capo di imputazione.

Il 22 gennaio scorso la Procura di Palermo era tornata a chiedere l'archiviazione a carico del governatore della Regione Rosario Crocetta, del presidente della partecipata Antonio Ingroia e degli assessori regionali in carica a dicembre 2013 quando Sicilia e-Servizi stipulò contratti con 75 dipendenti della Sisev, società satellite, in violazione del blocco delle assunzioni. Una prima richiesta di archiviazione era stata formulata dai pm a luglio del 2014 quando l'inchiesta era contro ignoti. Anche allora Matassa l'aveva respinta ordinando di iscrivere nel registro degli indagati per abuso d'ufficio, oltre a Ingroia e Crocetta, anche gli ex assessori Antonino Bartolotta (Infrastrutture), Ester Bonafede (Lavoro), Dario Cartabellotta (Agricoltura), Nelli Scilabra (Formazione), Michela Stancheris (Turismo) e Patrizia Valenti (Funzione pubblica).

Al termine delle nuove indagini il procuratore aggiunto Dino Petralia e il sostituto Maria Teresa Maligno sono tornati a chiedere l'archiviazione per tutti gli indagati (difesi dagli avvocati Nino Caleca, Marcello Montalbano e Vincenzo Lo Re) perché "non sono emersi elementi dai quali si evinca che le persone indagate abbiano agito intenzionalmente al fine di procurare a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Le assunzioni - su cui espresse un parere favorevole anche l'avvocatura dello Stato - in violazione del blocco sono state ritenute “prevalenti sul divieto ad assumere per scongiurare il pericolo di una paralisi informatica della Regione”.

Di diverso avviso il giudice che ha respinto la richiesta il 26 gennaio.  La vicenda di Sicilia e-Servizi è al centro anche di un altro braccio di ferro. La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti nei mesi scorsi ha prosciolto per un difetto di giurisdizione gli stessi indagati dell'inchiesta penale, chiamati anche a risarcire il presunto danno erariale da un milione di euro provocato dalle assunzioni. Secondo il collegio contabile, la Procura della Corte dei conti non poteva indagare su Sicilia e-Servizi in quanto società per azioni e non pubblica. I pm non ci stanno e hanno appellato la sentenza.