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PALERMO - IL PRETE ARRESTATO

"Gli ho distrutto il cuore"
La confessione su Whatsapp


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L'icona di whatsapp

La drammatica ricostruzione degli abusi che hanno portato in cella un sacerdote palermitano.

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PALERMO - “Che è successo?”, chiedeva la madre delle due giovani vittime di abusi. “Gli ho fatto male nell'animo con il mio modo di amarlo, gli ho distrutto il cuore a poco a poco... per il suo bene ho accettato di stargli sempre lontano”, rispondeva il prete. Gli inquirenti non hanno dubbi: è la prova delle colpe di don Roberto Elice, sacerdote di Palermo arrestato a Roma con l'accusa di avere abusato sessualmente di tre minorenni. Una prova acquisita scaricando anche  la conversazione via whatsapp fra la madre di due delle tre giovani vittime e il sacerdote. Sembrerebbe che la Curia fosse stata informata dei suoi guai giudiziari.

La donna, che ha denunciato tutto alla polizia un anno fa, ha conservato i messaggi. Con il prete c'era un rapporto solido prima che venisse rimosso e si trasferisse a Roma. Ed è in una clinica romana specializzata ad affrontare casi di persone che si macchiano di reati di pedofilia che i poliziotti sono andati ad arrestarlo. I successivi passaggi della conversazioni sono ancora più drammatici: “... troppi abbracci e il desiderio di ricevere affetto lo hanno fatto entrare nel caos e a me mi hanno fatto perdere la bussola...”. Poi, la drammatica precisazione: “... non ci sono finito a letto”. Il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e il sostituto Claudio Camilleri non contestano all'indagato di avere avuto rapporti completi con le giovani vittime. Ma le ipotesi sono altrettanto gravi.

Le violenze, avvenute a casa dei ragazzini, ma anche durante un pellegrinaggio, sono state ricostruite grazie ad alcune testimonianze. Innanzitutto, è arrivata la piena collaborazione di alcuni frequentatori della parrocchia con cui i ragazzini si erano confidati. Poi, sono arrivate le dichiarazioni delle vittime: “... aveva pagato lui il biglietto - uno dei tre ragazzini ha raccontato la vicenda del pellegrinaggio all'estero - ... mentre gli altri sono in giro, ero rimasto a dormire nella stanza... anche lui è rimasto”. Ed è accaduto ciò per cui è scattato l'arresto. “Ero immobile, paralizzato”, ha aggiunto. Qualche tempo dopo, i poliziotti hanno scoperto che anche un terzo ragazzino era rimasto vittima delle attenzioni morbose del sacerdote. Sentito dagli agenti ha detto che stava ancora tentando a fatica di lasciarsi alle spalle la brutta storia. Sì, era tutto vero.