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Boccata d'ossigeno per i Comuni
Ma il braccio di ferro continua


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anci, comuni, enti locali, Politica

Lo sblocco della spesa annunciato da Baccei permetterà ai Comuni di sbloccare gli arretrati. Ma resta il nodo relativo al 2016. Se ne parlerà domani in commissione Bilancio all'Ars. Intanto, le cooperative che si occupano di servizi sociali per conto degli enti locali sono allo stremo: "Lavoriamo senza stipendio".

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PALERMO – Una boccata d'ossigeno per i Comuni siciliani. Per i quali la situazione finanziaria resta comunque critica. Di ieri sera la notizia, data dall'assessore all'Economia Alessandro Baccei, dello sblocco della spesa che permetterà alla Regione di pagare i trasferimenti ai Comuni del 2015, ancora in gran parte rimasti bloccati. Un ritardo che aveva determinato, insieme ad altri fattori, una profonda sofferenza finanziaria degli Enti locali siciliani denunciata dall'Anci, come raccontato sabato scorso da Livesicilia, con ritardi anche nel pagamento degli stipendi.

Domani Anci e Regione saranno sentiti in commissione Bilancio all'Ars per parlare della nuova finanziaria. E l'associazione dei Comuni, presieduta da Leoluca Orlando, arriva all'appuntamento chiederà alla Regione di rivedere la decisione di azzerare per l'anno prossimo gli stanziamenti ai Comuni destinati agli investimenti.

Dal canto suo, l'assessore Baccei, citato da un quotidiano regionale, ricorda “che il sistema degli enti locali costa 4 miliardi all'anno in Sicilia secondo i dati Istat. La Regione eroga circa 350 milioni. Mi chiedo come sia possibile che lo stop al 10 per cento del fabbisogno blocchi l'intero settore”. L'assessore punta l'indice sulla scarsa capacità dei Comuni di incassare i tributi di loro competenza “perché c'è un'evasione che sfiora il 50 per cento”. “Se si vuol fare passare il messaggio che è un'incapacità dei comuni quella di non fare pagare i tributi, credo che qualcuno dovrebbe interrogarsi su ciò che che accade in Sicilia, dove le aziende chiudono e la disoccupazione è ai massimi”, ribatte a Baccei Paolo Amenta, vicepresidente dell'Anci.

I sindaci non imputano solo alla Regione le difficoltà finanziarie degli enti locali, ribadisce l'Anci. Che ricorda ad esempio come il 38 per cento del gettito di Imu e Tasi (che complessivamente ammonta a circa un miliardo e mezzo) venga prelevato dallo Stato. E considerato che su questi tributi c'è in effetti un altissimo tasso d'evasione, ai Comuni restano briciole rispetto al miliardo e mezzo che prima lo Stato trasferiva. “L'applicazione di questo federalismo fiscale non funziona” commenta Amenta, che ricorda come nel frattempo, malgrado la crisi e i conti in rosso, “ci sono poi i servizi che per legge i Comuni devono garantire”. In particolare i servizi sociali. L'elenco è lungo: trasporto degli alunni disabili, ricoveri nelle case protette per anziani non autosufficienti, ricoveri per disabili psichici, comunità per minori non accompagnati, centri diurni per disabili. E qui entra in gioco il Terzo settore, ossia le cooperative che per conto dei Comuni svolgono questi servizi. Anche loro da mesi tirano la cinghia. “Le cooperative in molti comuni non vengono pagate da sette, otto mesi. Sono servizi che riteniamo per un fatto di coscienza indispensabili. E quindi li continuiamo a svolgere”, racconta Pippo Di Natale, presidente del Forum del Terzo settore. Che racconta di operatori delle coop senza stipendio da mesi. Una sofferenza che ha fatto scattare alla fine dell'anno scorso lo stato d'agitazione nel settore. Mai venuto meno, osserva Di Natale.

Lo sblocco della spesa annunciato da Baccei dovrebbe fornire ora una boccata d'ossigeno ai Comuni. “Con quello che pagherà adesso la Regione, libereremo i comuni dalle banche e pagheremo gli arretrati. Ma bisogna riprendere con un flusso regolare e continuo i trasferimenti”, chiede Amenta.

Di certo c'è che almeno la metà del costo degli enti locali se ne va in stipendi. Qualcosa come due miliardi all'anno. Il livello del personale negli enti locali siciliani è nettamente superiore alla media nazionale. E negli ultimi anni, malgrado la crisi e i tagli, la spesa corrente dei Comuni è addirittura aumentata. “Certamente non volgiamo lanciare il messaggio che i Comuni siano immuni da colpe. Dobbiamo innovare, risparmiare e dare servizi ai cittadini. Bisogna alleggerire i costi del personale, anche sfruttando la nuova programmazione. Ma le soluzioni dobbiamo trovarle insieme alla Regione”, auspica Amenta.

L'occasione per un confronto dovrebbe esserci in commissione Bilancio, visto che l'incontro in programma oggi con Baccei è saltato perché l'assessore era impegnato a Roma. In seconda commissione sono convocati i vertici dell'Anci, Baccei, l'assessore agli Enti locali Luisa Lantieri e i dirigenti generali Sammartano e Bologna. Un'occasione per saperne di più del futuro degli enti locali siciliani. Inclusi i nascenti liberi consorzi sulla cui scarsa dotazione finanziaria l'Anci ha espresso molte perplessità.