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Commissione Attività produttive

Il caso Gela, ma Crocetta non c'è
L'Eni: "Impegni rispettati"


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I dirigenti dell'Eni a Palazzo dei Normanni in commissione Attività produttive: "Abbiamo investito solo per le attività del protocollo d'intesa circa 200 milioni di euro. Chi vuole lasciare Gela non spende lì tutti quei soldi". Il presidente della commissione Laccoto: "Dalla riunione emerge che non c'è la volontà di dismettere la raffineria". 

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PALERMO - Il caso Gela sbarca all'Ars. Audizione in commissione Attività produttive sui problemi relativi ai lavoratori della raffineria e dell'indotto. Assente il presidente della Regione Rosario Crocetta, sono giunti nella Sala rossa dell'Ars dirigenti e manager di Eni. Dovranno rispondere alle domande dei commissari guidati dal deputato Pd Giuseppe Laccoto.

A prendere per primo la parola è Luigi Ciarrocchi (responsabile area Eni di Gela): "Gli impegni del protocollo sono stati pienamente rispettati. Sul potenziale disimpegno di Eni a Gela, vorrei dire: abbiamo investito solo per attività del protocollo circa 200 milioni di euro. Chi vuole lasciare Gela non spende lì tutti quei soldi". Quindi il manager passa in rassegna "le cose fatte e le cose da fare. Ovviamente per quanto riguarda Eni. Ci aspettiamo che anche le altre parti firmatarie del protocollo rispettino il protocollo. Prendiamo atto di una accelerazione sia della Regione che del Comune".

Erano tre, spiega il dirigente Eni, i punti cardine dell'accordo: riconversione-raffineria, attività upstream, risanamento ambientale. "Eni - prosegue Ciarrocchi - si era impegnata nel 2015 di dare lavoro a 900 risorse. Hanno lavorato invece 1062. Dal novembre del 2014 sono stati aperti 53 cantieri a Gela e dintorni. Per il 2016 il livello di spesa che pensiamo di mettere in campo per il 2016 è simile al 2015. Anzi forse il venti per cento di più".

Sulla raffineria: "L'accordo - spiega il manager - prevedeva l'avvio della riconversione nel 2016. Il 28 di luglio abbiamo presentato l'istanza per la non assoggettabilità al Via. Aspettiamo che il ministero dell'Ambiente sciolga la riserva. L'avvio dei cantieri dipenderà anche dalla portata della decisione del ministero. Noi abbiamo avviato intanto alcune attività propedeutiche. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare. Adesso il resto delle attività passa anche dal referendum sulle trivellazioni".

Il deputato gelese del Pd Giuseppe Arancio: "Se c'è qualcosa che può essere fatto da noi deputati, siamo pronti a intervenire. Gli interventi di Eni ci sono stati, ma l'indotto non se ne è accorto. Sarebbe importante quantomeno avviare le opere di compensazione e per questo invito il sindaco a far presto. Ricordo che in piazza sono scese diecimila persone. Gela non può aspettare".

Il deputato regionale di Forza Italia Pino Federico: "Il governo regionale dovrebbe essere presente. Ad esempio un progetto di compensazione doveva essere portato avanti dalla Protezione civile, ma da mesi non ne sappiamo nulla. La Regione è l'attore principale, visto che ha firmato il protocollo".

Il sindaco di Gela Messinese ha chiesto se Eni intenda servirsi di maestranze gelesi nelle attività propedeutiche alle perforazioni, ha sottolineato la necessità di avviare le attività di bonifica. "Ma le opere di compensazione - ha detto il sindaco - devono essere decise insieme all'amministrazione e al territorio e che la Regione possa avallare le decisioni del consiglio comunale di Gela. Questa amministrazione farà di tutto per accelerare i percorsi e togliere gli ostacoli".

Il presidente della commissione Attività produttive Giuseppe Laccoto: "La commissione monitorerà la situazione di Gela mensilmente". In rappresentanza del governo regionale, il dirigente generale Maurizio Pirillo: "La Regione ha avviato tutti gli iter necessari per dare a Eni tutte le autorizzazioni che servono. Chiediamo anzi a Eni di elencare nel dettaglio quali sono queste autorizzazioni regionali che mancherebbero. Così da fare presto". Il dirigente generale delle Attività produttive Alessandro Ferrara: "L'assessore Lo Bello è assente perché impegnata a Roma a un tavolo proprio sulla vicenda Gela". Il direttore ha poi illustrato l'elenco degli interventi amministrativi che il dipartimento porterà a termine nei prossimi mesi.

Il deputato regionale del Pse Antonio Malafarina: "Mi sembra strano che il dirigente generale Pirillo, dopo tanti tavoli, oggi chieda ancora a Eni quali siano gli intoppi burocratici da risolvere. Bisogna capire chi sono i soggetti che non danno le autorizzazioni, con nome e cognome. In modo tale da avviare anche una politica diversa nei confronti di chi non fa ciò che deve fare. E ci venga detto chiaramente se si intende investire davvero o se questa è una lenta agonia".

Il deputato del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri: "Oggi dovevamo dare risposte ai lavoratori sul loro futuro. Ma è gravissima sia l'assenza del governo che dei lavoratori, che oggi non sono rappresentati. Questo sembra un tavolo per risolvere di Eni, mentre dovremmo pensare solo ai siciliani. Qui si parla di agevolare un protocollo d'intesa che l'Ars non ha mai discusso nè tantomeno sottoscritto. Quello sembra un accordo fatto da una persona furba e un'altra molto meno furba".

Il capogruppo del Pd in consiglio comunale di Gela Cirignotta: "I nuovi cantieri aperti non hanno avuto ricadute occupazionali per i lavoratori gelesi. Non a caso il nostro consiglio comunale è da giorni occupato dai lavoratori stessi. Temiamo che questo protocollo d'intesa sia povero di contenuti e non consenta di ottenere quei vantaggi occupazionali necessari".

Il presidente Laccoto: "Io avevo convocato tutti gli attori del protocollo d'intesa. Il presidente Crocetta ieri mi ha comunicato che non sarebbe venuto perché impegnato a Roma. Da Eni prendiamo atto dell'impegno a mantenere gli impegni del protocollo. Ci sono alcuni aspetti da chiarire: ci sarà una fase interlocutoria tra la fine degli investimenti e l'inizio di quelli nuovi, e in questo senso bisognerà pensare a un periodo di cassa integrazione da concordare col governo nazionale. Oggi ci è stato detto anche che la bio raffineria sarà la più grande d'Europa. Questa commissione si farà carico della situazione attraverso un monitoraggio continuo. Verificheremo anche se ci sono ostacoli negli assessorati regionali, mentre Eni e consiglio comunale si occupi di velocizzare l'iter delle opere compensative. Da questa riunione emerge un dato: non c'è da parte di Eni la volontà di dismettere la raffineria".