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Mafia, assegnata la scorta
al padre dell'agente Agostino


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Vincenzo Agostino con Papa Francesco e don Ciotti

Vincenzo Agostino (nella foto con Papa Francesco e don Ciotti) ha raccontato agli inquirenti che un mese prima dell'omicidio un uomo col volto deturpato, sostenendo di essere un collega del figlio, gli chiese dove fosse Nino.

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PALERMO- Il Comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica ha assegnato la tutela a Vincenzo Agostino, padre di Nino, l'agente di polizia ucciso con la moglie Ida Castellucci, il 5 agosto 1989 a Palermo. L'inchiesta, che la Procura sta proseguendo dopo il rigetto della richiesta di archiviazione da parte del gip, potrebbe essere a una svolta. Nel registro degli indagati sono stati iscritti i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto e l'ex poliziotto, vicino ai Servizi, Giovanni Aiello soprannominato "faccia da mostro" per una ferita al volto. Nei mesi scorsi, sentito in incidente probatorio, il pentito Vito Lo Forte ha raccontato di avere appreso di un ruolo di Aiello nel delitto: sarebbe stato alla guida dell'auto sulla quale Madonia e Scotto fuggirono dopo il delitto.

Il padre di Agostino ha raccontato agli inquirenti che un mese prima dell'omicidio un uomo col volto deturpato, sostenendo di essere un collega del figlio, gli chiese dove fosse Nino. Agostino dovrà effettuare una "ricognizione personale": una sorta di confronto all'americana con Aiello per chiarire se il collega incontrato a luglio del 1989 fosse lui. Dietro l'assegnazione della scorta ci sarebbe proprio l'attività investigativa a cui Agostino dovrebbe prendere parte. L'inchiesta è coordinata dai pm Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. (ANSA)