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Dimezzati i permessi sindacali
Ma nell'Isola sono ancora tanti


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PALERMO - Quei numeri sono stati messi nero su bianoco nell'ultimo giudizio di parifica della Corte dei conti. E raccontano di un paradosso tutto siciliano, riferito agli anni scorsi. “Emergeva – si legge nel documento dei magistrati contabili – che il contingente dei permessi sindacali in ambito nazionale è pari a 76 minuti e 30 secondi annui per dipendente mentre in ambito regionale, considerando il personale a tempo indeterinato al 31 dicembre 2010 e il contingente dei permessi previsto a regime per il 2012, tale quota ascende a 775 minuti e 50 secondi”. Dieci volte tanto. Adesso, però, non è più così.

Il recente accordo-quadro sottoscritto tra Regione e sindacati all'Aran e poi ratificato con una delibera di giunta, ha notevolmente ridotto il “pacchetto” relativo ai permessi, alle aspettative e ai distacchi sindacali.

Cosa prevede il piano di riduzione? Intanto il dimezzamento dei permessi sindacali. Proprio quelli che la Corte dei conti indicava come “dieci volte maggiori al resto d'Italia”. Il numero complessivo scenderà dalle attuali 18.370 giornate annue a 9.187. Con un risparmio presunto, per le casse della Regione, di circa 1,2 milioni di euro. La metà del risparmio complessivo consentito dall'accordo, stimato in 2,4 milioni appunto.

La restante parte, invece, sarà legata al taglio delle aspettative retribuite, delle ore di assemblea e e dei distacchi sindacali. Nel primo caso, il numero complessivo di aspettative che possono essere richieste per i dirigenti sindacali che ricoprono cariche elettive è di due per ogni organizzazione sindacale: complessivamente quindi scenderanno da un numero di 24 a un numero di 18. Scendono anche le ore di assemblea retribuita cui ha diritto ogni lavoratore: da dodici a dieci ore l'anno. Infine, ecco i tagli ai “distacchi” sindacali, pari al 25 per cento. Una riduzione che porterà a un risparmio complessivo di quasi 330 mila euro.