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Finanziaria, proposta di Vinciullo:
"Dirigenti: tetto da 140 mila euro"


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PALERMO - “I dirigenti regionali non potranno guadagnare più di 140 mila euro annui”. La proposta suona un po' come una provocazione, ma ha buone possibilità di approdare nella prossima legge finanziaria. Al momento è messa nero su bianco in un emendamento firmato dal presidente della commissione bilancio Vincenzo Vinciullo.

“Adesso basta – ha tuonato il deputato Ncd – si puntano sempre i riflettori nei confronti dei parlamentari, e spesso ci si dimentica di quanto avviene negli enti regionali”. E il riferimento, nemmeno troppo velato, va ai dirigenti di alcuni organismi come i Consorzi di bonifica, l'Irsap o qualche società partecipata. La spesa per il personale di questi enti,  spesso ignota persino agli addetti ai lavori, è stata al centro di diverse audizioni in seconda commissione all'Ars.

Così, ecco l'emendamento di Vinciullo, che si pone l'obiettivo di razionalizzare la “spesa pubblica regionale”. “Il trattamento economico complessivo annuo dei dipendenti degli enti pubblici regionali, delle società partecipate dalla Regione siciliana e comunque di tutti gli enti, di natura pubblica o privata, che ricevono a qualunque titolo trasferimenti, contributi o corrispettivi a carico del bilancio della Regione siciliana, compreso il settore sanitario non può essere superiore al doppio dell'indennità parlamentare spettante ai deputati regionali e in ogni caso a centoquarantamila euro annui”. Una somma che va considerata come trattamento complessivo annuo lordo.

Un tetto che si applicherebbe anche ai contratti già vigenti che andrebbero “rinegoziati entro trenta giorni dall'entrata in vigore” della legge di stabilità regionale. Ed ecco le durissime sanzioni per chi non porterà a termine questa riduzione: “In caso di mancato accordo sulla rinegoziazione – si legge nell'emendamento – gli amministratori provvedono alla risoluzione unilaterale dei contratti entro i successivi 30 giorni. La mancata attuazione delle disposizioni – conclude la proposta di Vinciullo – determina la decadenza degli amministratori”.