Live Sicilia

la protesta degli agricoltori

Gela, non solo petrolchimico
Trattori in piazza per il caro acqua


Articolo letto 7.072 volte
gela, protesta agricoltori, Caltanissetta
La manifestazione degli agricoltori a Gela

Il corteo dopo l'aumento del 50% delle tariffe dell'acqua. Sostegno anche dai lavoratori Eni. Foto Andrea Cassisi

VOTA
0/5
0 voti

GELA (CALTANISSETTA) - Agricoltori in piazza, stamani, a Gela, contro il caro-acqua da irrigazione, il ripristino delle dighe Comunelli, Disueri e Cimia, per l'abbattimento dell'Imu sui i terreni agricoli e per la dichiarazione di calamità naturale a causa della siccità di questi mesi. Guidati dai sindacati di categoria, Unsic e Upa, i contadini gelesi sfilano in corteo con i loro mezzi agricoli, da via Palazzi a Piazza Umberto e poi a Piazza Municipio, esprimendo nel contempo, sostegno ai lavoratori del petrolchimico Eni, in lotta da 17 giorni per il rispetto del protocollo d'intesa cui sono legati la riconversione "green" della raffineria, le bonifiche e il rilancio economico del Gelese. Chimici, metalmeccanici, edili e maestranze dei servizi, con le bandiere dei sindacati confederali, hanno ricambiato la solidarietà, aggregandosi a centinaia al corteo degli agricoltori, la cui manifestazione è considerata un momento della più ampia "Vertenza-Gela" per l'occupazione e lo sviluppo.

La protesta dei contadini è scattata a seguito dell'aumento del 50% delle tariffe dell'acqua (da 15 a 22 euro l'ora) imposto dal consorzio di bonifica n.5, dopo che la Regione ha deciso di azzerare, da qui al 2020, i contributi irrigui, ponendo i costi interamente a carico dei consorziati. Al governatore Rosario Crocetta chiedono la modifica della legge, avvertendo che "continuando così si rischia la chiusura del consorzio e l'abbandono delle terre" la cui produzione, quest'anno, è crollata dell'80% per la siccità. Il corteo degli agricoltori, dopo una sosta in piazza Umberto, raggiungerà il municipio per incontrare una delegazione dei sindaci del comprensorio ai quali presentare la piattaforma rivendicativa con i provvedimenti che vorrebbero fossero adottati dai comuni (abbattimento dell'Imu e dichiarazione dello stato di calamità).

"Approfittando della mia presenza nella capitale – ha affermato il sindaco di Gela, Domenico Messinese - ho portato la piattaforma rivendicativa degli agricoltori dell’hinterland gelese all'attenzione del Ministero delle Politiche Agricole. Il nostro è un disagio economico, l’ennesimo, che dalla piazza adesso deve arrivare sui tavoli decisionali. Perché chi sottovaluta l’allarme della popolazione è un irresponsabile".
Lunedì scorso il sindaco ha demandato al dirigente comunale Emanuele Tuccio di istruire la richiesta di declaratoria dello stato di calamità naturale, a causa della persistente siccità che ha compromesso semina e raccolta. Questa sera, la questione arriverà in Consiglio Comunale. Il presidente Alessandra Ascia porterà in assemblea un documento redatto con i manifestanti alla fine della mobilitazione di oggi.