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Le norme

I furbetti del cartellino
La “Madia” anche in Sicilia


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Gli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione verranno recepiti anche nell'Isola. Tra questi, anche le nuove norme anti-assenteismo. Ecco i provvedimenti in arrivo.

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PALERMO - Gli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione verranno recepiti direttamente dalla Regione siciliana. La “riforma Madia”, insomma, sarà vigente anche in Sicilia, dove entreranno in vigore anche le norme sui cosiddetti “furbetti” del cartellino.

“La Sicilia – spiega infatti il dirigente generale del diparimento Funzione Pubblica Luciana Giammanco – ha competenze esclusive solo sull'organizzazione degli uffici. Ma chiaramente le norme statali di carattere generale si applicano anche qui. E così sarà per i decreti attuativi della legge Madia”. Del resto, anche in passato altre norme, come quelle ad esempio previste dalla “legge Brunetta” erano state applicate allo stesso modo nell'Isola.

Via libera ai decreti, quindi. Tra le novità anche il fatto che i dipendenti pizzicati fuori dal posto di lavoro possono essere chiamati a rispondere per danno di immagine, cosa già prevista dall'ordinamento ma ora viene quantificato anche il valore di partenza della multa: “L'ammontare del danno risarcibile è rimesso alla valutazione equitativa del giudice anche in relazione alla rilevanza del fatto per i mezzi di informazione e comunque l'eventuale condanna non può essere inferiore a sei mensilità dell'ultimo stipendio in godimento, oltre interessi e spese di giustizia” si legge nel testo del decreto attuativo che detta anche i tempi: “La Procura della Corte dei conti, quando ne ricorrono i presupposti, emette invito a dedurre per danno d'immagine entro tre mesi dalla conclusione della procedura di licenziamento”. L'azione di responsabilità è esercitata, viene aggiunto, "entro i centoventi giorni successivi alla denuncia, senza possibilità di proroga”.

Tra le altre norme riguardanti la lotta all'assenteismo anche il fatto che il dipendente pubblico colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio, come chi striscia il badge e poi esce, verrà punito entro 48 ore con la sospensione dall'incarico e dalla retribuzione. Se l'illecito non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento (oggi al massimo c'è la sospensione). Il decreto prevede un iter accelerato per l'espulsione: entro un mese il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi (ora dura anche 120 giorni).