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Il report

Le assenze dei regionali?
In linea col resto d'Italia


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Il tasso di assenteismo negli uffici regionali in qualche caso supera il dieci per cento. Numeri però molto simili a quelli dei lavoratori di due regioni come la Lombardia e il Veneto. DIPARTIMENTO PER DIPARTIMENTO, TUTTI I DATI


PALERMO - Una cosa è certa. Numeri alla mano, la Sicilia non è terra di assenteisti. La Regione, in particolare, non è luogo nel quale cercare esempi particolari di “fannulloni”. Per carità, come raccontiamo nell'articolo sugli ultimi “casi”, come quello che riguarda i dipendenti assenteisti nonostante fossero tra quelli destinatari della legge che tutela i parenti delle vittime di mafia, il fenomeno dei “furbetti” del tesserino non è affatto debellato. Ma dai numeri diffusi periodicamente dalla Regione siciliana e riguardanti in questo caso il quarto trimestre del 2015, non emergono sostanziali differenze con altre Regioni che abbiamo scelto per operare un confronto. E non abbiamo scelto a caso: la Lombardia e il Veneto.

Intanto, ecco i dati siciliani. Tra i dipartimenti della Regione, in tre casi il tasso di assenza supera il dieci per cento. È il dipartimento degli affari Extraregionali, guidato da Maria Cristina Stimolo, a far segnare il maggior numero di assenti: 13,66 per cento, pari a 501 giorni complessivi di assenza sui 3668 totali. Alla Segreteria generale guidata da Patrizia Monterosso, invece, il tasso d'assenza è pari al 10,47 per cento. Al 10,09 per cento, si attestano le assenze del dipartimento Famiglia, diretto da Antonella Bullara. Un caso a sé, invece, è quello che riguarda l'Ufficio di Bruxelles, dove il tasso di assenza arriva al 34,74 per cento, ma anche perché uno dei soli tre dipendenti di ruolo è un rappresentante sindacale, e come tale destinatario di permessi e distacchi.

Per il resto, negli altri uffici le assenze oscillano tra il dato migliore rappresentato dagli uffici di gabinetto del presidente Crocetta (0,68%) al quasi 9 per cento del dipartimento Lavoro. I numeri in questione riguardano le giornate lavorative (esclusi quindi sabati, domeniche e festivi). Nel computo non sono considerati nemmeno le ferie e i permessi a ora.

Numeri in linea col resto d'Italia. E per operare un confronto, come detto, abbiamo scelto due Regioni considerate “virtuose”, o quantomeno lontane, nell'immaginario, dagli usi e costumi dell'Isola. Anzi, sia in Lombardia che in Veneto, ecco che i tassi di assenza sono in qualche caso peggiori da quelle dell'Isola. A Milano, ad esempio, a novembre del 2015 le assenze in qualche ufficio addirittura al trenta per cento (è il caso dell'Ufficio legale), o di poco al di sotto del 20 per cento (alle Relazioni istituzionali e territoriali). In generale, per le strutture più grandi, le assenze oscillano tra il cinque e il sedici per cento.

Più virtuoso il Veneto, che conteggia le assenze in maniera diversa. Comprendendo nel tasso di assenza generale anche le ferie. Ma il dato ottenuto scorporando appunto i giorni di ferie, racconta che la media delle assenze, presa anche in questo caso nel mese di novembre del 205, oscilla tra il 6,3 per cento dell'area “Strutture dipartimentali”, e il 9 per cento dell'area “Bilancio, affari generali, demanio, patrimonio e sedi”. Numeri non così lontani, insomma, da quelli dei dipendenti siciliani.

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