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Le reazioni

Romano: "Pd ipocrita
Ecco i cuffariani-dem"


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Sul 'caso Cuffaro', dopo l'ormai celebre intervista all'ex presidente, fioccano le reazioni. A cominciare dalle parole del presidente Crocetta che dice di essere stato "profetico". Ma stanno intervenendo praticamente tutti. Dura polemica tra Bruno e Cracolici. Saverio Romano: quanta ipocrisia nel Pd, Bruno non era con Cuffaro?

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PALERMO- "L'analisi su quello che avrebbe fatto Cuffaro uscendo dal carcere l'ho fatta in tempi non sospetti, sono stato profetico. Non voglio polemizzare, ma ho previsto quello che sta accadendo". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in merito alle polemiche interne al Pd sull'ingresso nel partito di uomini legati a Totò Cuffaro. Sul tema in tanti si sono espressi. Dentro e fuori il Pd. Una fiera dell'ipocrisia, secondo un cuffariano doc come Saverio Romano. Che passa in rassegna i dem in passato vicini all'ex governatore.

Conflitti romani

"Il segretario regionale del Pd siciliano Fausto Raciti ha confermato in una intervista all'Huffington post che c'è un problema di infiltrazione nel tesseramento del Pd locale, promosso dal renziano Davide Faraone e legato all'attività di Totò Cuffaro, che ha appena finito di scontare sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a "Cosa nostra". Raciti ha correttamente congelato le iscrizioni al partito per compiere le necessarie verifiche. Stupisce invece che il vice segretario Lorenzo Guerini abbia sostenuto che il Pd non stia tesserando gli uomini di Cuffaro". Lo afferma il senatore della minoranza Pd Miguel Gotor.

L'attacco di Bruno

"Il fatto che Cuffaro si inventi questa storia del tesseramento dei suoi uomini nel Pd, facendo cosi da assist alle parole del segretario Fausto Raciti, è la conferma di come in Sicilia il cambiamento di Renzi faccia paura e si stia cercando di restaurare il vecchio sistema consociativo e di potere che da Totò Cuffaro portava a Vladimiro Crisafulli, Antonello Cracolici e Lillo Speziale". Così il presidente regionale del Pd, Giuseppe Bruno. "Abbiamo avuto in Sicilia un tesseramento libero e aperto a tutti - aggiunge - e guarda caso adesso Raciti e compagni essendosi resi conto di essere netta minoranza provano a bloccare le iscrizioni immaginando magari di poter anche dare la patente di moralità a tante donne e uomini che hanno deciso liberamente di aderire al partito. Del resto sono gli stessi metodi e gli stessi personaggi che alle scorse primarie facevano di tutto per allontanare dai gazebo coloro che volevano votare per Renzi".

La replica di Cracolici

"Il bue che dice cornuto all'asino. Giuseppe Bruno, esperto in cuffarite, mi accusa di essere stato consociativo con Cuffaro. Dimentica che lui c'è cresciuto, militando persino nella stessa corrente interna". Cosi Antonello Cracolici su Fb. "Si è formato alla sua scuola. Io quella cultura l'ho combattuta da sempre - aggiunge - Ma del resto uno che non è riuscito a farsi eleggere nemmeno in un condominio, pensa di poterci riuscire cercando di delegittimare la storia degli altri".

Le obiezioni renziane

"Bisogna smetterla con fantomatiche invasioni cuffariane nel Partito democratico. Lo dice il componente dell'assemblea nazionale e sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, renziano, a proposito delle dichiarazioni del segretario regionale del Pd Fausto Raciti. "Mi sembra paradossale - aggiunge - che la politica in Sicilia non riesca ancora, per alcuni, a fare a meno di rievocare fantasmi del passato. Tirare in ballo Cuffaro, una persona che ha commesso errori e per questo ha pagato, è a mio avviso inappropriato e strumentale. Cosa c'entra il Pd con Cuffaro? Laddove emergessero scomposte scalate al partito da parte di soggetti interessati più al potere personale che al bene comune, chiunque essi fossero, sarei il primo a dissociarmi. Con la stessa determinazione bisogna, però, contrastare ogni tentativo di gettare fango su chi sta lavorando per il cambiamento creando inevitabili danni di immagine al partito siciliano. Se poi a fare certe dichiarazioni è addirittura il segretario regionale siamo davvero al paradosso".

Bruno controreplica

"Cracolici si vanta di saper raccogliere più voti di preferenza di me? Forse è vero, del resto il mio ed il suo modo di fare politica sono palesemente diversi. E poi io di essere un 'signore' delle preferenze in Sicilia non sarei per nulla così fiero. Per il resto, grazie al cielo, la storia politica e personale mia e di Cracolici sono ben note ai siciliani". Così il presidente del Pd Giuseppe Bruno controreplica alle dichiarazioni di Antonello Cracolici.

Raciti non vuole risse

"Vedo molta voglia di rissa. Non è nel mio stile parteciparvi né provocarle, avendo il carattere del pompiere. Ho sempre cercato di fare crescere il Pd e di tenerlo unito. Credo che allargare un partito significhi non mischiare acqua e olio ma spingere persone di provenienze diverse a riconoscersi in un'identità e un progetto comune". Lo dice il segretario del Pd in Sicilia, Fausto Raciti. "Cioè governare le cose e la crescita del Pd senza pose moralistiche da un lato e senza superficialità destinate ad aumentare le divisioni dall'altro - aggiunge - Questo sforzo può avere successo se sappiamo chi siamo e dove vogliamo andare e a chi ha aderito al Pd per la prima volta abbiamo sempre e con chiarezza chiesto di rispettarne modi di condotta e comportamenti. Insomma di aderire davvero ad un (l'ultimo?) partito. In tanti casi questo è successo senza alcun problema". "Ma un'altra cosa sono i casi, nel tesseramento del Pd, che destano sospetti. Allora è mio dovere chiedere che gli organi deputati a fare chiarezza la facciano - prosegue - Questo non significa sporcare l'immagine del Pd o avere paura della sua crescita, ma difenderne immagine, credibilità e profilo. E' una cosa da antipatici? Può essere. Ma sarebbe da stupidi aspettare che i problemi scoppino quando è troppo tardi per risolverli. E' una cosa che non personalizzo e non riduco ad una lite tra correnti, anche perché le preoccupazioni sono ampiamente trasversali, ma che ha a che fare col tipo di partito che vogliamo costruire nel futuro".

Speziale e i bambini 'scarsuliddi'

“Sono tirato a freddo in una polemica insensata e strumentale. Comunque non resto sorpreso dal fatto che l’amico di Cardinale, Vitrano, Genovese, Riggio e tanti altri si erga a fautore del rinnovamento in Sicilia, facendo come quei bambini ‘scarsuliddi’ a scuola, che però si vantano di avere un papà importante". Lo dichiara l'ex presidente della commissione Antimafia all'Ars Lillo Speziale.

Il vero attacco a Renzi in Sicilia, che pure sta attuando una politica innovativa in larga parte da me condivisa, è portato da coloro che nel PD hanno messo in campo pratiche di trasformismo e mercimonio, che appannano la spinta propulsiva del segretario nazionale e che stanno emarginando molti militanti, anche renziani della prima ora.

Il fatto che il PD sia partito di maggioranza e che al PD guardino settori e blocchi sociali nuovi, è alla base della nascita del partito e credo sia un fatto positivo. Ma pensare che l’allargamento del consenso possa essere portato avanti attraverso le peggiori campagne acquisti di ceto politico e burocratico, non è certo ciò che si può definire ‘cambiamento’. Sono convinto che questi metodi non siano condivisi dal gruppo dirigente nazionale, né dallo stesso segretario del PD”.

Romano e il 'cuffaresimo'

Commenta lo scontro nel Pd dal di fuori Saverio Romano: "Treccani spiega bene cos'è l'Ipocrisia, "Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole" e nello scontro all'interno del PD, la falange antiRenziana, per prima, ha tirato addosso ai compagni avversari di partito, nientepocodimeno, il Cuffaresimo! Sic. No non mi sono sbagliato, non il Famigerato Cuffarismo (modello politico amministrativo coniato all'epoca del dileggio) ma proprio il Cuffaresimo, in senso di essere stato o di essere ancora amico, sodale, beneficato dal Cuffaro medesimo. Da ciò che facevate insieme a ciò che eravate o siete. A tale puntuta accusa, ha risposto con gli stessi toni, utilizzando la stessa regola d'ingaggio, appunto l'Ipocrisia, chi, per difendere il Renzismo rottamatore non può consentire macchie di tale sorta. Ma, poiché la storia insegna che fu un bambino ad apprezzare la nudità del Re di Francia che a tutti appariva vestito, proverò per una volta, non sono infante, e solo questa volta, a fare nomi e cognomi di coloro che a vario titolo, con diversi pretesti e per le vie più disparate, furono ed ebbero con Totò, e adesso legittimamente si contrappongono dentro un contenitore politico che li blandisce, li usa, a volte li premia ed infine li rimpalla come accusa da scagliare addosso al compagno avversario che ne è' nume tutelare: ho letto di Giuseppe Bruno alto dirigente del PD Siciliano, mio successore alla guida dei giovani democristiani, voluto fortemente da Cuffaro per la sua capacità di essere presente ogni mattina alla di lui corte. Ad Agrigento di Zambuto, posso solo testimoniare che l'affetto di Cuffaro e per Cuffaro era anche dovuto alla familiarità dell'onorevole La Russa suocero di Zambuto e compare di nozze oltre che primo mentore di Totò. Ma il Caronte più efficace sembra essere l'on Cardinale, democristiano e Manniniano come lo fummo io e Cuffaro con lui cresciuti e da tempo sulla rive gauche, ricordo a me stesso che anche la figlia Daniela e' parlamentare dal 2008 del PD. Si è inventato un taxi collettivo ed ha raccolto all'Ars più parlamentari di quanto ne eleggemmo Musumeci ed io che con le nostre liste di centrodestra alleate a Berlusconi, siamo stati i principali donatori del gruppo collaterale al PD da lui guidato. Ed infatti, i parlamentari Gianni, Tamajo, Cascio Totò, Sudano, Lo Giudice, sono gli esempi viventi che legittimamente hanno scelto Crocetta che all'epoca beneficò della trasfusione, e ora che Cardinale punta la prua su Faraone, il beneficiato strilla e accusa di Cuffaresimo. Faccia tosta, Crocetta, come fa a solo a pensare che nessuno si accorga di colei che fu' e presumo sia una delle donne che con Cuffaro non smetteranno mai di essere amici? Cuffaro inventò, difese e voto' l'assessore Lantieri al punto di portarla ad una manciata di voti dallo scranno di Bruxelles. Mi fermo, evito di infierire su chi dopo avere elargito sottogoverno ai tantissimi Cuffariani, nei posti chiave dell'amministrazione regionale, oggi se ne duole del nome e del loro passato. Perché ai Cuffariani oggi viene chiesto di non avere un passato o di inventarsene un'altro. Per quanto mi riguarda non intendo fuggire alla domanda e prontamente rispondo che poiché tengo molto al mio passato sto tentando di inventare un futuro che non dipende solo da me ma che certamente non dipenderà mai da coloro che ho sempre fieramente avversato. Votare le riforme a Roma non sia pretesto per pasticci incomprensibili in Sicilia. Crocetta, Lumia, Cracolici, Raciti etc. Ho un diverso personale giudizio su Loro, ma una sola certezza: nessun Caronte porterà me e la mia comunità politica con loro!! E adesso vi prego litigate ancora quanto volete", conclude Romano. Che oggi all'Huffington Post cita anche altri nomi, da Dario Cartabellotta a Ester Bonafede, passati al governo con Crocetta in quota Udc, o "Vincenzo Cirignotta, che fa il capogruppo del Pd a Gela, città di Crocetta. Ricordo che quando ospitava a casa sua Cuffaro per le campagne elettorali e lo ostentava facendo ingelosire altri amici", e Michele Catanzaro, neorenziano di Agrigento "che stava con noi nelle giovanili".

Sammartino preoccupato

Il renziano Luca Sammartino si dice "molto preoccupato" per il futuro del Partito democratico in Sicilia, perché "i valori e il patrimonio di idee del Pd, che, con la guida di Renzi nel resto d''Italia, hanno creato le condizioni perché tanti giovani, e non, si ritrovassero per dare una nuova speranza all''Italia, nella nostra regione rimangono ''ostaggio'' di una parte del partito, per essere usati esclusivamente per regolare dei conti politici e forse personali"