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Zika, un nome esotico
per un pericolo esplosivo


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zika, Le firme
Adelfio Elio Cardinale

Cos'è e quali conseguenze ha il virus che sta allarmando il mondo.

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Zika è il nome di una foresta dell’Uganda dove il virus con questo nome è stato scoperto nel 1947 e, in quel tempo infettava solo le scimmie attraverso la puntura di una zanzara – la “Aedes Aegypti” – che trasporta questo virus.

Un virus non è un essere vivente nel senso proprio della parola, ma un assemblaggio di geni che si trasmettono tra soggetti della stessa specie o di specie diversa. I virus del nostro pianeta sono una quantità inimmaginabile. Qualcuno ipotizza questo numero: 10 seguito da 31 zeri. Per fare un paragone esemplificativo l’origine dell’universo data in anni 10 elevato a 9 zeri.

Dall’Africa Zika è arrivata in America del Sud (si pensa che 21 Paesi su 55 di questo continente siano interessati), specie in Brasile, probabilmente in relazione al campionato mondiale di calcio del 2014, che ha determinato l’arrivo di migliaia di persone, provenienti dal continente africano e da tutto il mondo.

La stessa zanzara è portatrice non solo di Zika, ma anche di altri agenti causa di malattie esotiche, come dengue e chikungunya.

Pur non essendoci certezza di trasmissione da uomo a uomo, Zika si è diffuso in maniera esplosiva in Brasile e in altre nazioni del Sud America. In Venezuela, per esempio vi sono già 4700 casi sospetti. In Brasile si teme che l’epidemia possa esser fuori controllo, avendo secondo taluni calcoli infettato 1 milione e mezzo di persone. Pertanto c’è paura e preoccupazione per lo svolgimento delle Olimpiadi, tra pochi mesi, nella città di Rio.

Le principali istituzioni sanitarie internazionali si sono attivate, dall’Oms-Organizzazione Mondiale della Sanità a Medici senza Frontiere, oltre i Presidenti Obama e Putin e la brasiliana Dilma Rousseff, i quali hanno chiesto massima vigilanza nei loro Paesi, nonché ricerche e studi più approfonditi, per arrivare al più presto a mettere a punto un vaccino. In Italia il ministero della Salute ha inviato circolari con raccomandazioni in tutte le Regioni e la questione è, inoltre, seguita con grande scrupolo dall’Istituto Superiore di Sanità.

Pur non essendoci oggi certezze, secondo la medicina delle evidenze scientifiche, mancando prove definitive, quali il riscontro del virus nella placenta, allo Zika si ritiene possano collegarsi: microcefalie, danni ai feti delle donne gravide, malformazioni. Alcune autorità di Stati sudamericani consigliano alle donne di praticare attività sessuali protette o addirittura di astenersi da queste, per evitare gravidanze.

E in Italia? Sia nel nostro Paese che in Europa non sembrano esistere problemi e pericoli, né attuali né imminenti. Dobbiamo bandire il panico da “pandemia”, come per le vecchie pestilenze, o ricercare presunti monatti, già descritti nel capolavoro di Manzoni “I promessi sposi”. Bisogna solo essere vigili e attenti, rivolgendosi per ogni informazione alle autorità sanitarie preposte. L’unica teorica preoccupazione è che il virus possa essere trasportato anche dalla “zanzara tigre”, la più comune nel nostro Paese.

L’Italia, secondo il dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha ottime probabilità di rimanere fuori da una eventuale epidemia.

Poiché l’infezione all’inizio si mostra in maniera blanda – con esantemi, cioè pruriti rossi sulla pelle, arrossamenti, lieve stato febbrile, congiuntivite, cefalee – sono molto proficue alcune misure di protezione dalla puntura di zanzara.

Le principali cautele consistono in: sconsigliare viaggi nelle aree geografiche più a rischio alle donne in gravidanza, ai malati cronici, ai soggetti affetti da patologie del sistema immunitario; una particolare prudenza va estesa ai donatori di sangue.

Per vincere ogni contagio da quella che alcuni chiamano “epidemia brasiliana” dobbiamo attendere la scoperta di un vaccino, per il quale passeranno ancora alcuni anni. Ovvero l’impiego di zanzare geneticamente modificate per combattere l’Aedes Aegypti, distruggendo rapidamente le loro progenie con il conseguente crollo distruttivo degli insetti responsabili.

In ogni caso è assodato che in tutte le epidemie e pandemie (quest’ultimo termine derivante dalla lingua greca, significando “che interessa tutto il popolo”,) da malattie infettive l’ambiente fisico e sociale ha una parte considerevole, che può divenire preminente. Oggi a tutto ciò si aggiunge la globalizzazione.

Oggi – senza dimenticare gli errori e l’ingiusto panico del passato per diverse malattie infettive – la situazione, in estrema sintesi, trova riscontro nelle parole di Margareth Chan, direttore generale dell’Oms: “Il virus Zika è un’emergenza internazionale di salute pubblica e la relazione tra Zika in gravidanza e microcefalia del feto è fortemente sospetta.”