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Ciancimino: "Ecco lo spione"
Ma è un potente dei palazzi romani


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Massimo Ciancimino

All'udienza di oggi del processo sulla Trattativa Stato-mafia emerge un retroscena di tre anni e mezzo fa. Il figlio dell'ex sindaco di Palermo aveva notato l'uomo durante un importante avvenimento politico e ne aveva parlato con i magistrati. LA DURISSIMA REAZIONE DEL QUIRINALE. 

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PALERMO - L'ultima colossale bufala di Massimo Ciancimino emerge oggi nel giorno in cui depone come testimone chiave del processo sulla Trattativa Stato-mafia, ma è del 28 maggio 2012. Ciancimino jr, interrogato dai pm di Palermo e Caltanissetta, offre sul piatto la foto del presunto signor Franco, il fantomatico spione dei servizi segreti che popola i verbali del figlio dell'ex sindaco.

Il personaggio ritratto non è l'ultimo arrivato. Confrontando l'immagine di allora con quelle che circolano in rete sembrano esserci pochissimi dubbi: si tratta di Ugo Zampetti, nel 2012 segretario generale della Camera dei deputati e oggi segretario generale della presidenza della Repubblica, chiamato al Quirinale dal capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Ecco la storia. Stamani i pm della Trattativa depositano il verbale al processo che si celebra in Corte d'assise. Un verbale pieno di omissis in cui, tra le altre cose, Ciancimino jr dice di avere saputo dal padre che il signor Franco “faceva parte dell'entourage degli allora onorevoli Violante e Scalfaro”. Lo stesso verbale, però, è stato depositato da temo, in versione riassuntiva ma senza omissis, a Caltanissetta nel processo che vede imputato Ciancimino per calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Leggendo la versione "nissena", oltre a quello di Luciano Violante e Oscar Luigi Scalfaro, Ciancimino faceva riferimento anche all'entourage di Giorgio Napolitano e dello stesso De Gennaro.

Non è tutto perché nella prima parte del verbale si scopre la bufala. Il 23 aprile 2012, Ciancimino era stato convocato dai pm di Palermo e Caltanissetta che avevano letto una sua intervista in cui diceva di sapere chi davvero fosse il signor Franco e di non averlo finora detto per paura, ma che prima o poi si sarebbe tolto il peso di quel segreto insopportabile. Davanti ai magistrati Ciancimino si rimangia le certezze dell'intervista, sconfessa i giornalisti e dice che si riferiva, ma senza avere certezze di identificazioni, ad un signore visto in tv fra coloro che presenziavano ad un importante appuntamento politico.

Il 23 maggio il suo racconto si fa più preciso: l'uomo da lui riconosciuto come il signor Franco lo aveva visto inquadrato dalle telecamere durante le consultazioni per la formazione del governo di Mario Monti: "Oggi sono in grado di precisare che il signor Franco dovrebbe essere il soggetto immortalato in una fotografia che ho tratto da internet nei giorni successivi”. Si tratta della foto di Zampetti che Ciancimino jr girò al suo avvocato via e mail. Nella parte finale del verbale anche i suoi ultimi dubbi cadono, visto che “Ciancimino ribadisce di essere convinto della riferita indicazione”.

I pm di Palermo non gli credono. In tre anni e mezzo non hanno fatto neppure accertamenti. E a Caltanissetta hanno depositato il verbale per rafforzare l'accusa nel processo in cui Ciancimino è imputato per calunnia. Resta da capire perché, ma forse è stata una dimenticanza, lo stesso Ciancimino stamani in aula ha detto di non avere mai identificato in fotografia l'uomo del mistero.

La reazione del Quirinale

"La vicenda è talmente ridicola e surreale che non meriterebbe neanche un commento. Nondimeno per la sua gravità sarà ovviamente oggetto di denuncia penale da parte dell'interessato". Lo afferma Giovanni Grasso, consigliere per l'informazione della presidenza della Repubblica, a proposito del verbale di interrogatorio depositato agli atti dalla procura di Caltanissetta nel quale Massimo Ciancimino indica in una foto l'attuale segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti come il 'signor Franco' della trattativa Stato-mafia.