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La polemica

Pd, volano ancora stracci
"Raciti e l'ex cuffariano"


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, Politica

Il comunicato. "Ci lascia stupiti che il segretario regionale Fausto Raciti sia arrivato a Siracusa per presentare un nuovo iscritto al Pd, il sindaco di Carlentini, già cuffariano e poi dirigente del Pdl". Il segretario: "Non siamo una Spa da scalare".


SIRACUSA- "Ci lascia stupiti che il segretario regionale Fausto Raciti sia arrivato a Siracusa per presentare un nuovo iscritto al Pd, il sindaco di Carlentini, già cuffariano e poi dirigente del Pdl, quel target di politico per cui lo stesso Raciti fino a pochi giorni fa si strappava le vesti gridando allo scandalo e annunciando il congelamento delle tessere". Lo dicono in una nota la deputata Dem Sofia Amoddio, il deputato regionale Marika Cirone Di Marco e il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo. "La coerenza, caro segretario regionale - aggiungono - è merce rara e tu riveli di non averla. Ci convinca adesso che ci sono ingressi buoni (i suoi) e ingressi cattivi (quelli degli altri)". I tre esponenti contestano anche "la decisione" di Raciti "di recarsi a Siracusa e utilizzare impropriamente, di concerto con il segretario provinciale Alessio Lo Giudice, per una iniziativa correntizia ed esclusiva, con i biglietti d'ingresso riservati solo agli amici riformisti, la sede del Pd".

"Lunedì i garanti del Pd faranno quello che è loro dovere fare, verificare la congruità del tesseramento e delle procedure". Lo ha detto il segretario del Pd in Sicilia Fausto Raciti a Siracusa, presentando con il segretario provinciale Alessio Lo Giudice, l'adesione ai dem del sindaco di Carlentini, Pippo Basso. "Non è un ostilità all'allargamento della crescita del partito democratico - ha aggiunto - Un partito cresce se è riconoscibile, altrimenti si rischia di trovarsi di fronte a uno spazio da scalare". "Siamo partito di governo - ha proseguito - ma questo rischia di farci diventare vittima di un'operazione di scalata, come se fossimo società per azioni, che non fanno bene alla credibilità del partito". E ancora: "Io non ne faccio una questione morale, sono stato protagonista di processi di allargamento del Pd in chiave locale o regionale: questo lavoro è possibile se il Pd sa chi è, e non rinuncia alle proprie battaglie ma chiede agli altri di partecipare alle proprie battaglie".