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palermo, l'inchiesta

Il prete accusato di pedofilia
Domiciliari in clinica per don Elice


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Foto d'archivio

Non ci sono più né pericolosità sociale, né rischio di reiterazione del reato. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari. Il sacerdote ha confessato di avere abusato di tre ragazzini.

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PALERMO - Don Roberto Elice ritorna nel luogo in cui è stato arrestato. E cioè nella clinica romana dove stavano cercando di curarlo. La decisione è del giudice per le indagini preliminari Riccardo Ricciardi che ha concesso gli arresti domiciliari al sacerdote arrestato per avere abusato di tre ragazzini quando era parroco nel capoluogo siciliano.

Il gip ha accolto la tesi del legale dell'indagato, l'avvocato Mario Zito: non ci sono più né pericolosità sociale, né rischio di reiterazione del reato. A pesare sulla decisione il fatto che don Roberto si è autodenunciato alla Curia che l'ha trasferito un anno fa, appunto, in un centro che si occupa di casi analoghi. La distanza della struttura, che è comunque chiusa, escluderebbe anche il ripetersi dei rati che l'ex parroco ha ammesso nel corso del suo interrogatorio. Aveva parlato di “profondo disagio di fronte a questa difficoltà che non riuscivo a superare... ho chiesto aiuto alla Curia”.

A denunciarlo fu la madre di due delle vittime, due fratelli adolescenti. Un terzo ragazzino venne individuato successivamente grazie ala testimonianza di alcuni parrocchiani. La Curia, dunque, sapeva come ha per altro confermato il cardinale Paolo Romeo, ex arcivescovo di Palermo: "Non spetta al vescovo denunciare, ci siamo comunque mossi con tempestività: abbiamo subito contattato la madre dei bambini, informandola del suo diritto dovere d denunciare. Ci disse che l'aveva già fatto".