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Palermo, Brancaccio

Nuovo raid al centro Padre Nostro
Artale: si vuole davvero la chiusura?


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Il centro Padre Nostro

Il presidente del centro: "Abbiamo chiesto un intervento alla prefettura, nonostante le nostre richieste non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Continuando così dovremo chiudere i battenti. Necessaria la videosorveglianza".

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PALERMO - Ventidue anni di attacchi ed intimidazioni. Il centro Padre nostro chiede una mano e dopo l'ennesimo danneggiamento considera necessaria la convocazione di un tavolo sulla sicurezza in prefettura. Stanotte è stata tagliata e in parte rubata la la rete che si trovava attorno al campo di calcetto del centro, i paletti sono stati abbattuti.

Maurizio Artale, presidente del centro dedicato a Padre Pino Puglisi: "Dal 14 Gennaio dello scorso anno la Regione Siciliana attende una relazione della Prefettura di Palermo sulla natura degli atti intimidatori ripetutamente subiti. Questa relazione ci permetterebbe di accedere ai fondi regionali per l’istallazione della videosorveglianza".

"A marzo e ad ottobre - aggiunge - abbiamo sollecitato la Prefettura, senza ricevere alcuna risposta. Sino a quanto dobbiamo attendere? Si vuole veramente che il centro di accoglienza Padre Nostro, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi, chiuda i battenti? È possibile che, ancora oggi, dopo 22 anni di intimidazioni da parte dei “soliti noti”, le forze dell'ordine non abbiano compreso che quest'ultimo è un obiettivo sensibile da tutelare? Chiedo al prefetto di Palermo se ritiene opportuno convocare un tavolo sulla sicurezza, affinché si prendano le idonee misure per tutelare un patrimonio cittadino, quale il Centro di Accoglienza Padre Nostro e quanti vi lavorano".