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Sanità, in bilico le nomine
Gucciardi: “Verifica sui titoli”


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, Politica

Dopo i casi dei direttori sanitario e amministrativo dell'Asp di Palermo, dubbi sugli incarichi ai direttori generali. I sindacati: “Qualcuno certamente non ha i requisiti richiesti dalla legge”. Partiti i controlli dell'ufficio di gabinetto dell'assessore. Aziende sanitarie e ospedali rischiano un terremoto.

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PALERMO - “Gli incarichi di alcuni direttori generali sono illegittimi”. Gli ultimi dubbi rendono incandescente la Sanità siciliana. Che di nuovi scossoni, dopo i casi dei direttori sanitari e amministrativi dell'Asp di Palermo, non sembrava avere bisogno. Soprattutto in questi giorni caldissimi che porteranno verso i nuovi concorsi. E così, l'assessore Gucciardi, appare sempre di più come un vigile nel caos.

I sindacati dei medici hanno innescato solo l'ultima miccia. E adesso, a traballare sono alcuni manager delle aziende ospedaliere e sanitarie siciliane. Alcune di quelle nomine, decise dal presidente Crocetta e dall'assessore Borsellino, sarebbero illegittime per mancanza dei titoli previsti dalla legge. “E' a nostra conoscenza che taluni candidati, tra questi alcuni nominati - affermano i segretari regionali di Aaroi - Emac, Anaao-Assomed, Cimo - Asmd, Cgil Medici Fp, Cisl Medici, Uil Medici Fpl, Fassid, Fvm, Fesmed in una nota congiunta - hanno dichiarato di avere maturato i prescritti cinque anni di direzione di struttura complessa mentre in realtà ciò non risponderebbe al reale sviluppo delle carriere professionali”. Si tratta di un requisito, sostengono i sindacati, che “non potevano tecnicamente e giuridicamente possedere in quanto alcuni hanno svolto esclusivamente 'funzioni' di direzione di struttura complessa ad interim o temporanee senza mai avere partecipato a nessun pubblico concorso con nomina e stipula di contratto individuale correlati”.

Insomma, all'orizzonte ecco casi simili a quelli che hanno portato all'addio prima del direttore sanitario, poi del direttore amministrativo dell'Asp di Palermo, rispettivamente Giuseppe Noto e Antonio Guzzardi. Una denuncia, quella dei sindacati, inviata anche alla Procura di Palermo. E del resto, già venti giorni fa, i carabinieri si erano recati negli uffici dell'assessorato di Piazza Ottavio Ziino. Obiettivo della “visita” delle forze dell'Ordine sarebbe stato proprio un numero consistente di curriculum. Quelli dei manager di alcuni posti-chiave nella Sanità siciliana. Incarichi contro i quali aveva già puntato l'indice anche un altro sindacato, lo stesso che ha sollevato, in commissione Sanità all'Ars, il caso di Noto, cioè il Cimo. “A questo punto è lecito domandarsi – hanno dichiarato a proposito dell'incarico del direttore sanitario dell'Asp - se quella omessa valutazione di titoli in Commissione non sia valsa, all'epoca, anche per tanti altri aspiranti direttori generali, sanitari e amministrativi. Ed è altrettanto lecito, anzi doveroso, accertare se tutti gli attuali detentori della governance della Sanità siciliana siano realmente in possesso, se non delle capacità, almeno dei requisiti per poterlo fare”.

A proposito di Commissione Sanità, lo stesso presidente Pippo Digiacomo aveva ammesso: “Mi arrivano tante segnalazioni sui titoli dei manager, ma non voglio trasformare la Commissione in un tribunale”. Dichiarazioni alle quali è seguita la decisione dell'assessore Baldo Gucciardi di avviare una verifica ulteriore dei titoli dei direttori generali. Un monitoraggio affidato non ai dipartimenti dell'assessorato, ma direttamente all'ufficio di gabinetto guidato dall'avvocato Marina Valli. “La verifica è iniziata già da qualche giorno – dichiara Gucciardi – e sarà puramente 'tecnica'”. Una risposta agli stessi sindacati che hanno sollevato dubbi sui rischi di pressioni politiche. “La politica politicante – la denuncia dei sindacati - sembrerebbe essersi messa in moto per cercare di sterilizzare le dinamiche di verifica in corso. Chiediamo con forza all’assessore ed alla buona politica – aggiungono - di analizzare e rivalutare minuziosamente tutti i percorsi professionali dichiarati dai candidati in fase di autocertificazione, accertandone veridicità e legittimità”. “Nessuna interferenza – insiste però Gucciardi – ho già detto che la politica dovrà stare cento passi indietro rispetto all'assessorato. I componenti del mio ufficio di gabinetto stanno preparando una scheda per ogni direttore generale. Questa conterrà l'elenco dei requisiti richiesti dalla legge. E per ognuno verrà specificato se il requisito è in possesso o meno del manager. A quel punto, prenderò le mie decisioni”.

Secondo i sindacati, però, come detto in alcuni casi la carenza di titoli sarebbe addirittura evidente. Non circolano ancora nomi. Ma pare che in qualche caso l'assenza dei requisiti sufficienti riguardi anche manager a capo delle più importanti strutture del capoluogo. E la storia dei manager della Sanità in era Crocetta è davvero costellata da scivoloni e marce indietro. Prima, a causa della lunghissima e discussa procedura di selezione affidata (ma fino a un certo punto) a una commissione di “esperti”. Poi, i primi intoppi. Con la necessità di rimangiarsi fin dall'inizio alcune delle nomine. Per problemi di incompatibilità (è il caso del manager Mario Zappia) o addirittura perché non in possesso dei titoli (la vicenda di Calogero Muscarnera, designato manager all'Asp di Enna). Per non parlare della querelle che ha riguardato i manager catanesi Angelo Pellicanò e Paolo Cantaro: prima nominati, poi sospesi a causa di una interpretazione “personale” del governo Crocetta di un decreto nazionale sui dirigenti in pensione, quindi ripescati dopo uno scontro di carte, che ha interessato anche la Procura di Catania. “A dire il vero – ricorda Gucciardi – i titoli dei direttori generali attualmente in carica dovrebbero essere stati già verificati”. Ma forse, qualcosa è sfuggita.