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In bilico le poltrone dei manager
"Una verifica su Migliore e Venuti"


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Il sindacato Cimo punta il dito contro i direttori generali del Civico e di Villa Sofia-Cervello: "Avevano i requisiti per essere nominati?". L'assessore Gucciardi: "Stiamo verificando attentamente tutti i curriculum".

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PALERMO - Dopo Giuseppe Noto, ex direttore sanitario dell'Asp di Palermo, revocato per mancanza di titoli, il battagliero sindacato Cimo punta il “mirino” su altri due pezzi grossi della sanità palermitana. Si tratta di Giovanni Migliore, direttore generale del Civico, e di Gervasio Venuti, manager dell'ospedale Villa Sofia. “È legittimo porre all'assessorato alla Sanità - scrive in una nota Angelo Collodoro, voce segretario regionale del Cimo - la domanda se una cosa del genere sia accaduta al Policlinico di Palermo. Più precisamente l'attuale direttore generale dell'Arnas Civico, Giovanni Migliore, fu nominato 'ad personam' dall’allora direttore generale Pecoraro senza un concorso e senza un posto in dotazione organica? Se così fosse ci troveremmo difronte ad una caso Noto due”.

Ed ancora, prosegue Collodoro, “dal Policlinico esce Gervasio Venuti, direttore generale a Villa Sofia, dirigente al Policlinico con un incarico esterno. Ma risulta all'assessorato che il dottor Venuti abbia fatto domanda di aspettativa senza averne titolo, visto che l'aspettativa è un diritto del lavoratore dipendente? Se così fosse Venuti tornerebbe al Policlinico a rioccupare un posto che non potrebbe occupare in base al decreto Balduzzi del 2012”. Il sindacato, infine, alza il tiro e parla di caso politico: “Questi sono solo altri due casi che dimostrerebbero le anomalie che hanno pervaso le nomine da parte dell'assessorato alla Sanità e da parte del governo Crocetta”.

È stato il Cimo a smascherare il caso di Noto, rimosso perché non era in possesso dei titoli necessari. O meglio, nel suo curriculum si faceva riferimento a vecchi incarichi in strutture complesse che tali non erano. Senza di essi, Noto, alcuni anni fa, non avrebbe potuto essere inserito nell'albo degli idonei, da cui fu poi pescato dall'Azienda sanitaria. Chi doveva controllare non lo avrebbe fatto.

Proprio in queste ore, intanto, va avanti l'inchiesta interna voluta dall'assessore alla Salute Baldo Gucciardi: “In qualche caso – spiega a Livesicilia – mi risulta siano state chiesti chiarimenti e integrazioni”. Di più, però, da Piazza Ziino non filtra. “Si tratta di verifiche non semplici – precisa Gucciardi – anche per le difficoltà nella definizione di Unità operativa complessa”. Si tratta della struttura a capo della quale l'aspirante manager deve avere svolto il ruolo di capo per cinque anni. Un titolo che non sarebbe così “pacifico” in alcuni casi.

Ma insieme alla verifica sui titoli, un'altro monitoraggio rischia comunque di provocare qualche scossa al vertice delle aziende sanitarie e degli ospedali siciliani. “Come disciplinato dalle norme – dice Gucciardi – l'assessorato opererà una verifica a 18 mesi dagli incarichi dei manager. Verificheremo il raggiungimento degli obiettivi in vista dell'eventuale riconferma”. I 18 mesi, intanto, sono scaduti già a novembre. “Da allora – rivela Gucciardi – lavoriamo insieme ai responsabili dell'Agenas per portare a termine queste valutazioni. Senza dimenticare – aggiunge – che decadrà per legge il direttore generale che non abbia raggiunto l'obiettivo dell'equilibrio finanziario”.

Insomma, a traballare potrebbero essere molte poltrone. E l'impressione che le valutazioni alla base delle nomine possano essere state carenti, è assai diffusa. Non a caso proprio pochi giorni fa, un altro gruppo di sindacati aveva puntato il dito contro quegli incarichi: all'assessore Borsellino, sarebbero illegittime per mancanza dei titoli previsti dalla legge. “E' a nostra conoscenza che taluni candidati, tra questi alcuni nominati - affermano i segretari regionali di Aaroi - Emac, Anaao-Assomed, Cimo - Asmd, Cgil Medici Fp, Cisl Medici, Uil Medici Fpl, Fassid, Fvm, Fesmed in una nota congiunta - hanno dichiarato di avere maturato i prescritti cinque anni di direzione di struttura complessa mentre in realtà ciò non risponderebbe al reale sviluppo delle carriere professionali”. La stessa cosa era state denunciata dal Cimo pochi giorni prima. Oggi questo sindacato fa anche i primi nomi, chiedendo di verificare attentamente i titoli del direttore del Civico Giovanni Migliore e quello di Villa Sofia-Cervello Gervasio Venuti.

La replica di Migliore

Giovanni Migliore, manager del Civico, replica a LiveSicilia, riferendosi alla nota del Cimo: "Per fortuna siamo in un paese in cui ciascuno può esprimere la propria opinione. Da parte mia resto sereno e non commento nel merito". Anche Venuti preferisce non commentare.

La nota Cimo
"Nel comunicato stampa Cimo viene posto un quesito all’assessorato della Salute riguardante unicamente il dottore Giovanni Migliore. La parte riguardante Venuti, presente nel comunicato stampa, pone unicamente un ben diverso quesito che, al di la del caso particolare, potrebbe essere esteso più in generale alla nutrita platea degli incarichi ex art. 15 septies e cioè se è possibile ottenere l’aspettativa per un incarico di questo tipo oppure no. Va detto che nessun riferimento è stato fatto dalla CIMO sulla possibile mancanza di titoli dell’ingegnere Venuti, anche perché sarebbe stata una sottolineatura parziale e non corretta dal momento che è noto a tutti che anche altri direttori generali provengono dalla medesima tipologia di incarico. Si reitera pertanto l’invito all’Assessorato Regionale della Salute a fare immediata chiarezza su una vicenda che sta assumendo una deleteria sovraesposizione mediatica che non può che arrecare danno all’intera sanità siciliana".