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il vicepresidente della commissione antimafia

Castelvetrano e il 'caso Giambalvo'
Fava: "I consiglieri si dimettano"


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, Trapani
ROMA - "E' infamante che i cittadini di Castelvetrano, che si battono perché il nome del Paese non rimanga per sempre legato a Messina Denaro, siano rappresentati in consiglio comunale da persone come Lillo Giambalvo". Per questo Claudio Fava domani si recherà in città a chiedere ai consiglieri comunali, che "giudicano indecente sedere in consiglio vicino a questo personaggio, di comportarsi coerentemente e dunque di dimettersi". "La legge è dalla parte di Giambalvo - sottolinea Fava - l'assoluzione dall'accusa di essere un fiancheggiatore del boss ha costretto il prefetto a reintegrarlo nel suo posto in consiglio, ma questo non si può accettare in modo rassegnato". "La mafia - prosegue il parlamentare - costruisce il suo potere anche in un clima di abitudine, di rassegnazione". Il contrasto a Cosa Nostra, aggiunge Fava "non si fa solo con la cattura di Messina Denaro", il temuto boss latitante dal '93, "serve cambiare il contesto sociale". "Chiederò, infine - conclude il parlamentare - alla commissione Antimafia di chiamare in audizione il sindaco di Castelvetrano perché ci spieghi come sia possibile che in un consiglio comunale sieda una persona accusata di fiancheggiare Messina Denaro e un'altra che ha subito attentati dalla mafia". Il vice presidente dell'antimafia assieme ai referenti locali di Libera, incontrerà la stampa alle 17 nell'aula magna del Liceo Pantaleo, in piazza Regina Margherita.

Lillo Giambalvo, arrestato nel 2014 insieme ad altri 15, a gennaio è tornato al suo posto nel consiglio comunale di Castelvetrano dopo l'assoluzione dall'accusa di essere un fiancheggiatore del super boss Messina Denaro.