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Palermo, indaga la polizia

Esplosi fuochi d'artificio
per le esequie del cognato del boss


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, Cronaca

Il traffico in via Lincoln è andato in tilt. La polizia sta verificando il ruolo di tre operatori della Rap che hanno bloccato la piazza per consentire lo svolgimento del corteo.

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PALERMO - La questura di Palermo indaga per accertare la ditta e il committente dei fuochi di artificio che sono stati esplosi sabato scorso nel quartiere Kalsa durante il passaggio del feretro di Antonino Cinà, cognato del boss locale Luigi Abbate, conosciuto come "Gino u mitra", attualmente in carcere. I funerali si sono svolti nella chiesa di Santa Maria della Pietà. In prima fila i fratelli di Gino, Ottavio e Piero Abbate, il corteo ha attraversato la piazza e percorso via Lincoln, ripreso dalla polizia. Le saracinesche dei negozi erano abbassate. Si sono levate colombe in volo e il passaggio del feretro è stato sottolineato da applausi. Il traffico in via Lincoln è andato in tilt. La polizia sta verificando il ruolo di tre operatori della Rap (la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Palermo) che hanno bloccato la piazza per consentire lo svolgimento del corteo.

 

"Esistono nella nostra città ancora sacche di ignoranza e malaffare legati alla mafia. Di mafia legata ad ignoranza e malaffare. Sono realtà, le cui manifestazioni non hanno alcunché di folkloristico, che non possono essere né ignorate né tollerate. Per quanto attiene il presunto coinvolgimento di dipendenti della RAP, indipendentemente dal fatto che gli stessi fossero in servizio o meno, l'azienda verificherà, anche con l'ausilio delle Forze dell'Ordine, la loro identità e se ne ricorranno i presupposti adotterà ogni provvedimento disciplinare previsto dal contratto". Lo ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando. 

 

Di comune accordo con lo stesso sindaco Orlano, il presidente uscente dalla Rap, Sergio Marino ha richiesto alle Forze dell'Ordine le informazioni utili per identificare i presunti dipendenti della Rap coinvolti nella vicenda “per adottare ogni provvedimento necessario”. (ANSA)