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Il caso Candela

Tutti contro Digiacomo
“Non mi lascio intimidire”


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, Politica

Dopo le pesanti critiche del presidente della commissione Salute all'Ars nei confronti del direttore generale dell'Asp di Palermo, durissime le reazioni di Crocetta, Lo Bello e di mezzo Pd. Tutti dalla parte del manager. La commissione Antimafia all'Asp di Palermo.

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PALERMO - “La questione non è politica”. Il presidente della commissione salute all'Ars Pippo Digiacomo cerca di restringere gli argini di una polemica che invece ha assunto, eccome, connotazioni puramente politiche. Il “caso Candela” ha spinto anche il presidente della Regione Crocetta a “scendere in campo” al fianco del manager aspramente criticato da Digiacomo. Insieme al governatore, anche la sua vice Mariella lo Bello e i deputati del Pd Mariella Maggio, Antonella Milazzo e Marika Cirone . Che seguono di qualche giorno l'intervento a caldo, e dello stesso tenore, della capogruppo democratica Alice Anselmo.

“La valutazione dei manager della sanità – ha detto Crocetta replicando a Digiacomo - non è una questione politica, non può riguardare questo o quel partito né addirittura aree di un partito o la commissione Sanità dell'Ars. I manager vengono scelti dal governo come prevede la legge e valutati dall'assessorato alla Salute e dall'intero governo. Al manager dell'Asp 6 di Palermo Antonio Candela va il mio pieno appoggio per l'attività che sta svolgendo". Per Crocetta “colpiscono gli attacchi da parte di qualcuno nei confronti di Candela perché dagli atti in possesso del governo e delle conoscenze che abbiamo sull'attività di questo manager emerge una instancabile azione per la trasparenza e per la legalità che ha determinato l'assegnazione da parte del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza di una tutela personale in considerazione dei gravi rischi che corre".

Il governatore poi ha apertamente puntato il dito contro il presidente della commissione Sanità dell'Ars, Pippo Digiacomo: "Ha sicuramente il diritto di esprimere indirizzi nei confronti del governo ma non nei confronti dei manager e non può dare indicazioni gestionali alle aziende sanitarie. La commissione - aggiunge Crocetta - può disporre ispezioni e controlli ma non può sostituirsi al governo nell'attività amministrativa e di indirizzo ne può sostituirsi ai manager nelle scelte sugli appalti. La politica - incalza il governatore - non entri assolutamente nella gestione delle Asp e se sospetta irregolarità non lo faccia sulla stampa ma nelle sedi opportune. La mia solidarietà è netta nei confronti di Candela per il lavoro che fa e per lo slancio che da' alla sanità palermitana”. Le parole di Crocetta erano state precedute da quelle di Mariella Lo Bello: “La politica stia dalla parte delle persone oneste come Candela”.

E la risposta al governatore di Digiacomo non si è fatta attendere: “So quello che faccio – ha detto - e quello che dico quando parlo dell'Asp di Palermo tanto quanto il presidente Crocetta sa quello che dice, sono nella pienezza del mio mandato parlamentare. Non c'entra nulla – ha aggiunto - Faraone e non c'entrano nulla i renziani. Io pongo dei quesiti e il popolo siciliano esige risposte. Sono fatti ben precisi, non mi faccio intimidire”.

Non c'entrano Faraone, né i renziani precisa Digiacomo. La questione non è politica, per il presidente della commissione Salute. Eppure dopo quelle dichiarazioni è arrivata fortissima la reazione proprio del partito democratico. La prima, è stata la capogruppo Alice Anselmo, che ha sottolineato gli ottimi risultati raggiunti da Candela.

“Nel momento in cui la sanità siciliana sta portando a compimento un duro percorso di risanamento, - confermano le parlamentari renziane Antonella Milazzo e Marika Cirone - uscendo dalla black-list delle regioni in piano di rientro e accingendosi a dare attuazione alle nuove piante organiche, appare quanto mai strumentale l'intervento a gamba tesa da parte di chi cerca di ritagliarsi un vacuo spazio di visibilità. Proprio quando l'Assessorato si accinge a dare il via al completamento delle nuove piante organiche, - hanno aggiunto le deputate - mettendo in moto la macchina delle assunzioni con l'obiettivo di offrire finalmente ai cittadini una sanità efficace ed efficiente, ecco che si scatenano attacchi che hanno il sapore della strumentalità. Allungare le ombre del sospetto serve solo a insinuare dubbi su vicende su cui comunque sta indagando la magistratura e sulle quali sarebbe meglio tacere, nel rispetto del lavoro che stanno svolgendo gli organi inquirenti”.

“L'assessore Gucciardi – continuano le parlamentari – sta lavorando cercando di dare ulteriore impulso al lavoro iniziato da Lucia Borsellino, anche attaccando sprechi e zone d'ombra con l'istituzione della Centrale unica degli acquisti. Ma purtroppo, mentre un assessore del Pd sta realizzando tutto questo, qualcuno porta avanti uno sterile attacco nei confronti suoi e del presidente del gruppo parlamentare del Pd all'Ars, colpevole di averne difeso l'operato, mettendo a rischio il successo di un'intera riforma. Siamo certe – concludono Milazzo e Cirone – che nessuno intenda pregiudicare tutto questo e che si comprenda la necessità di collaborare per il bene comune, non facendo della sanità un pericoloso terreno di scontro politico”.

Al coro si è aggiunta anche la presidente della commissione Ambiente, anche lei deputata del Pd, Mariella Maggio: “Su un tema cosi delicato come quello della sanità, - ha detto - andrebbero messe al bando quelle posizioni politiche, che nella loro ambiguità finiscono per indebolire l’azione del governo. Rischiare oggi, di vanificare l’azione riformatrice nella sanità, fin qui intrapresa, sarebbe un gravissimo errore, che graverebbe solo sulle spalle dei siciliani. Del tutto inaccettabili, in tal senso, sono gli attacchi all’assessore Gucciardi, - continua - ed incomprensibili appaiono, perché non supportati da motivazioni valide, quelli reiterati nei confronti del direttore Candela. Nel momento in cui si sta cercando di raccogliere i frutti di una azione riformatrice operata nella trasparenza e nella legalità, - conclude la Maggio - serve maggiore compostezza istituzionale per non disorientare ulteriormente i cittadini”. Il problema, insomma, è tutto politico. E anche stavolta è tutto del Pd.

La commissione antimafia all'Asp

La Commissione regionale antimafia e' stata in visita all'Asp 6 di Palermo il 12 gennaio scorso, dove ha incontrato il direttore generale, Antonino Candela, bersaglio di minacce e intimidazioni. Presenti all'incontro il presidente della commissione, Nello Musumeci, il vicepresidente Salvatore Cordaro, ed il deputato Pietro Alongi. ''Sono stati affrontati - si legge in una nota dell'antimafia regionale - temi legati alle ultime attivita' dell'Asp e alle intimidazioni subite ed e' stata ribadita, da parte della Commissione, la volonta' di continuare a lavorare per l'accertamento dei delicati argomenti affrontati oggi''.