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la nota

Sviluppo Italia Sicilia, la Uilca:
"Abbandonata a una lenta agonia"


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, Economia
Salvo Patti (Uilca)
PALERMO - "Sviluppo Italia Sicilia sembra oramai giunta al punto di non ritorno, abbandonata di fatto alla sua lenta agonia, sia dal socio unico che dalle forze politiche presenti all'Ars". Lo dicono in una nota Salvo Patti, della segreteria Uilca Sicilia, ed Ernesto Barba, Rsa Uilca-Uil di Sviluppo Italia Sicilia. "L'assenza di decisioni politiche ed amministrative, da parte di chi ne ha la responsabilità, sta dando corpo ai nostri segnali di pericolo, lanciati attraverso interpelli, audizioni e financo scioperi", aggiungono.

!Dopo tre anni in cui la Uilca continua a chiedere invano al socio Regione, attraverso il suo management, il Piano Industriale, non è emerso, infatti, nessun provvedimento tra quelli approvati nell'ultima seduta della Commissione Bilancio, prima della legge finanziaria, in cui si fosse tenuto conto dei 16 anni di attività istituzionale, in favore di disoccupati e giovani, attraverso la gestione degli strumenti agevolativi per la creazione di nuove attività in proprio, e di quelli in favore dei rami dell'Amministrazione Regionale, attraverso i servizi di Assistenza Tecnica - prosegue la nota -. Nessun provvedimento, anche indiretto, che permetta di rendere ulteriormente credibile una programmazione delle attività aziendali nei prossimi mesi, in linea con i principi contabili e con i vincoli di legge, cui la società in house è obbligata a rispettare. Nessun provvedimento che agevoli, in qualunque forma, l'aspetto economico della gestione giornaliera della società, visto l'indebitamento anche verso i propri dipendenti, in arretrato di sei mensilità, che di fatto, stanno sopportando il peso della difficile situazione economica aziendale, senza far venir meno gli obblighi contrattuali assunti dalla società verso la committenza".

"A questo epilogo - concludono - si sta giungendo quando per esempio l'attuale governo regionale, nella gestione della misura del “self employment” di Garanzia Giovani, ha rinunciato ad affidarla a Sviluppo Italia Sicilia, a una sua società, in favore di Invitalia, con sede a Roma. A questo epilogo si sta giungendo pur quando le commesse contrattualizzate con Sviluppo Italia Sicilia, dal socio Regione, sono a valere su fondi nazionali o europei. Amaro constatare che la dirigenza politica di questa regione, in questi ultimi anni, abbia rinunciato di fatto ad avvalersi di uno strumento per lo sviluppo del territorio, come Sviluppo Italia Sicilia, pur quando esso, con una gestione assennata e di prospettiva, non determinerebbe oneri a carico del bilancio regionale".