Live Sicilia

Soldi e salute

Sanità: il male oscuro degli appalti
Acquisti, in arrivo il manager


Articolo letto 22.840 volte
, Politica

Le accuse della politica ai manager, le reazioni del governo regionale, i dubbi sugli affidamenti milionari e le inchieste della Procura. Da anni, la storia di ospedali e aziende è anche quella delle gare volute e revocate. Presto entrerà in funzione la nuova mega-struttura che dovrà occuparsene. E circolano già i primi nomi.

VOTA
3/5
4 voti

PALERMO - È sempre una storia di appalti. Maledettissimi appalti a complicare le cose. A mantenere sulla Sanità siciliana la nube del dubbio e della polemica. L'alta tensione propria del potere e del denaro. Appalti, affidamenti, gare. Che presto passeranno dalle mani di un manager che dovrà occuparsi solo di questo: il nuovo dirigente della Centrale unica per gli acquisti della Regione. Che tra pochi giorni avrà anche un volto e un nome.

Intanto, finora, quegli appalti, quegli affidamenti, quelle gare della Sanità siciliana sono spesso finite sulle scrivanie delle Procure. Ancora più spesso nelle dichiarazioni intrise di accuse o difese. Le ultime, tra queste accuse, rischiano oggi di far deflagrare il Partito democratico. Sono quelle lanciate dal presidente della Commissione Salute Pippo Digiacomo nei confronti del manager dell'Asp di Palermo Antonio Candela. In mezzo alla querelle, appunto, un appalto. Quello sull'efficientamento energetico da 126 milioni di euro. Su cui il deputato ha sollevato dubbi, sia relativi agli effettivi risparmi, sia al vincolo (13 anni) per la ditta vincitrice. Per lo stesso motivo, Candela ha presentato un esposto che ha portato a un avviso di garanzia proprio per Digiacomo per turbativa d'asta.

Un appalto, c'è sempre un appalto. E del resto, anche in passato Candela era stato oggetto di accuse durissime da parte della politica. In quel caso, l'oggetto era un appalto non assegnato. Una gara non svolta. “Sono stato denunciato di 'pressione indebita' – rivelò Cracolici nel gennaio del 2015 - per una vicenda che riguarda l'ospedale di Partinico e per la quale era stato richiesto il mio intervento. Un'associazione di volontari che si occupa di malati di diabete – proseguì Cracolici - mi fa presente che da luglio non sono più disponibili in ospedale i kit dei microinfusori, che servono a gestire la dose di insulina nei bambini affetti da tale patologia”. E da lì, le richieste di chiarimenti a Candela. Che sarebbero sfociati appunto in una denuncia per “pressioni indebite” appunto. Dopo la smentita dell'Asp: “Nessun disagio per i pazienti”.

Ma i dubbi, le ombre sugli appalti sono diffuse un po' in tutta l'Isola. Inquietanti le recenti dichiarazioni dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, durante un'audizione della Commissione Antimafia all'Ars. “Gli affidamenti delle Asp siciliane per l'assistenza domiciliare integrata agli anziani disabili – ha rivelato Cantone - sono stati oggetto di un'attività di indagine da parte dell' Autorità nazionale anticorruzione. Si tratta di un'attività in via di conclusione. In sei casi le Asp avrebbero assegnato il servizio allo stesso soggetto uilizzando criteri che in qualche modo sono stati considerati discutibili. Abbiamo segnalato la stranezza agli uffici giudiziari competenti e all'assessorato regionale alla Sanità" ha concluso Cantone. Gli affidamenti insomma avrebbero privilegiato, in modo quasi esclusivo, la stessa cooperativa. Il riferimento era al Consorzio Sisifo, presente anche nell’Ati che ha vinto l’appalto del Cara di Mineo finito nelle carte di Mafia Capitale.

Ma le vicende della Sanità siciliana in questi anni, compresa la scelta dei vertici di aziende e ospedali, sono state spesso scandite da storie giudiziarie legate, appunto, agli appalti. Se Candela oggi è attaccato (e difeso largamente) dal mondo politico anche per questioni legate alle gare, è anche vero che l'arrivo stesso del manager all'Asp di Palermo è legato alle conseguenze di un altro appalto milionario. Quello sui “pannoloni” nelle Asp, per il quale il manager Salvatore Cirignotta finì ai domiciliari con l'accusa di turbativa d'asta: secondo l'accusa il bando milionario era stato “cucito su misura” per una delle ditte partecipanti. Dopo la parentesi di Adalberto Battaglia, a guidare l'Asp palermitana toccherà proprio a Candela. Che subito dopo l'insediamente metterà le mani proprio sullo scottante tema degli appalti, stoppandone tre, considerati “sovrastimati” e contando di poter risparmiare qualcosa come 25 milioni di euro. Gli appalti stoppati e di nuovo indetti riguardarano, oltre ai pannoloni, anche l'affidamento del servizio di realizzazione, gestione e manutenzione del sistema informativo aziendale (in questo caso i pm parlano di una strana consulenza eseguita da una società di Roma, la Pegaso, considerata "amica" di Cirignotta) e quello per la manutenzione dei sistemi tecnologici. In qualche caso si è giunti ad aggiudicazione a cifre molto più basse.

E del resto, persino la legislatura era iniziata con la “caccia agli appalti” oscuri della Sanità. Fu Rosario Crocetta, insieme all'allora assessore Lucia Borsellino, a puntare il dito contro la gara per la copertura assicurativa delle aziende sanitarie siciliane. Una gara indetta dall'allora assessore Massimo Russo e revocata per una serie di dubbi sia relativi alla scelta del broker (Willis) sia per il contratto di assicurazione da 151 milioni di euro per tre anni. “Uno scandalo”, tuonò il governatore gelese.

Adesso, le zone oscure degli appalti potrebbero essere illuminate dalla creazione all'interno della Regione della “Centrale unica per gli acquisti”. Una nuova struttura voluta all'interno dell'assessorato all'Economia e dalla quale dovranno passare tutti gli affidamenti della pubblica amministrazione regionale. Sarà composta da una ventina di dipendenti. E' già stata preparata la nota che dovrà portare a una delibera di giunta utile a trasferire nel nuovo ufficio lavoratori di altri dipartimenti.

Questa "squadra", come detto, dovrà occuparsi di affidamenti e gare. A cominciare, ovviamente, da quelli della Sanità che ne rappresentano, in termini economici, certamente i più importanti. Non a caso, nell'avviso diffuso per l'individuazione del dirigente che dovrà guidare questo importantissimo ufficio, si fa riferimento non solo ai dirigenti della Regione, ma in maniera esplicita a dirigenti della Sanità che in passato si sono occupati della materia relativa agli appalti. E così, ecco circolare anche uno dei nomi più accreditati a ricoprire un incarico che avrà una importanza strategica nei prossimi anni, sia da un punto di vista amministrativo che economico: si tratta dell'avvocato Fabio Damiani. È lui, il 31 gennaio 2013, a chiedere un incontro urgente al governatore Rosario Crocetta e all'assessore alla Salute, Lucia Borsellino. Damiani è scosso. In quei giorni ricopre il ruolo di presidente della commissione per la gara d'appalto dei pannoloni. Racconta delle pressioni subite il giorno prima da Salvatore Cirignotta. La sera, qualcuno armato di coltello ha atteso che uscisse dall'ufficio per strappargli la borsa che conteneva i documenti della gara incriminata. Crocetta e la Borsellino corrono in Procura assieme ad Antonio Candela, allora direttore amministrativo, il primo a raccogliere lo sfogo e le paure di Damiani. Perché quella della Sanità siciliana è sempre una storia di appalti.