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Tagli agli enti locali in Finanziaria
L'Anci: "Così si va al dissesto"


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comuni, finanziaria, Politica
PALERMO - Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, ha ricevuto a palazzo dei Normanni il presidente e il segretario generale dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano. Nell'incontro, sul tema della finanziaria regionale, i rappresentanti dei Comuni siciliani hanno di nuovo lamentato i tagli per gli enti locali presenti nel ddl da ieri approdato in Aula, come la riduzione di 17 milioni di euro del Fondo per le autonomie e l’azzeramento del capitolo (115 milioni) per finanziamenti in conto capitale a favore dei Comuni.

A nome dell’Ufficio di presidenza dell’Anci, composto da Luca Cannata, Paolo Amenta, Salvo Lo Biundo e Giulio Tantillo, Orlando e Alvano hanno consegnato un promemoria, che Ardizzone ha già trasmesso ai presidenti dei vari gruppi parlamentari a Sala d’Ercole.

“Condivido - afferma Ardizzone - l’allarme lanciato dal sindaco Orlando anche per quanto riguarda la sottovalutazione della questione relativa alle ex Province regionali, perché in attesa della riforma definitiva a dover sopportare i costi sono i Comuni”.

Nel documento, i sindaci partono “dalla imponente riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali” e sottolineano come in Sicilia, “territorio caratterizzato da difficoltà di sviluppo e scarsa capacità fiscale e la brevità del periodo (nel giro di pochi anni) si è passati da un quadro economico fondato in prevalenza da risorse finanziarie derivate ad un equilibrio di bilancio garantito dalla riscossione dei tributi locali, come evidenziato in più occasioni anche dalla Corte dei Conti”.

L'Anci sottolinea come, nella nuova finanziaria in discussione a Sala d'Ercole, “i trasferimenti nei confronti degli Enti Locali risentono dell’incertezza dovuta alla previsione dell’articolo 5 della Legge di Stabilità e alla complessiva definizione dei rapporti finanziari tra Stato e Regione Siciliana”. Per l'anno prossimo è previsto un taglio di 17 milioni per le spese correnti (erano 913 milioni nel 2009 oggi sono 340) e l'azzeramento degli stanziamenti per le spese per investimenti (115 milioni nel 2015).

"Dopo tutti gli incontri istituzionali con i rappresentanti dell'Ars, abbiamo registrato che un po' tutti sono d'accordo con le rivendicazioni dei Comuni, eppure la norma resta lì invariata - commenta Paolo Amenta, vicepresidente dell'Anci -. Forse non si è capito che questa finanziaria contribuirà a portare i Comuni siciliani tutti al dissesto finanziario. Basta pensare che sono 256 i Comuni siciliani nei quali non sono stati approvati i bilanci di previsione 2015. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa al riguardo il presidente della Regione visto che non abbiamo avuto il piacere di incontrarlo".