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Brass Group, zero euro in bilancio
"Cinquanta lavoratori in bilico"


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PALERMO - "Cinquanta lavoratori a rischio, e questo perché il governo regionale si ostina a considerare il jazz una forma di musica minore". Si legge in una nota della Fondazione The Brass Group. "Una valutazione razzista, - prosegue - alla faccia delle pari opportunità, nonostante ci sia dietro una Fondazione riconosciuta per legge e che quindi merita, al pari del Teatro Massimo, del Politeama, del Biondo, del Bellini e dello Stabile di Catania e Vittorio Emanuele lo stesso trattamento".

“Il fatto che tra gli enti di produzione musicale l’unico che sembri azzerato sia il The Brass Group - la protesta dei lavoratori - fa apparire con evidenza che per il Governo della Regione la parità di genere sia una questione che attiene più all’orientamento sessuale, alle religioni, alla razza che alla musica. Sembra infatti che per quest’ultima il Governo abbia le idee molto chiare: i generi musicali in Sicilia, sul piano produttivo, siano quelli puri: la lirica e la sinfonica. Punto. Il jazz e le musiche di origini afroamericane, essendo generi bastardi, non avrebbero diritto di cittadinanza. Anche se il Parlamento siciliano si è più volte espresso di parere contrario”.

Sono le accuse dei cinquanta lavoratori della Fondazione The Brass Group, divisi fra orchestrali, docenti e personale amministrativo, che hanno appreso del nuovo azzeramento della Fondazione nel bilancio della Regione Siciliana. "Una scelta ancora una volta molto grave - si legge nella nota - alla luce delle tante attività che hanno rimesso la Fondazione, nonostante i ripetuti tentativi messi in atto per cancellarla dalla geografia delle attività siciliane, tra gli enti più produttivi sul fronte culturale regionale. I continui Sold Out del Real Teatro Santa Cecilia ne sono la prova certa".

“Chiederemo che i sindacati si spendano anche per noi sul tavolo delle trattative e intanto sospenderemo le attività, in attesa di un riscontro che guardi al nostro futuro – aggiungono i lavoratori -. E' impensabile che ci siano in ambito culturale lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. La cultura è una parola unica. Mai nella storia della Regione Siciliana c'è stato tanto accanimento da parte di un governo verso l'unico ente di produzione di musica jazz”.

“Conoscendo sia il Presidente Crocetta che il Presidente Ardizzone e l’assessore Barbagallo m’impongo di credere che ignorino questi fatti – aggiunge il presidente della Fondazione Ignazio Garsia – perché saremmo di fronte ad una beffa politica. Il Brass ospita a Palermo i più grandi jazzisti del mondo, offre settimanalmente un palcoscenico ai nuovi talenti del conservatorio e agli studenti del Brass, si lancia in nuove iniziative culturali come quella del cinema e fa lavorare la nostra prestigiosa orchestra con concerti che fanno costantemente il tutto esaurito. Alla luce di tutte queste cose, non è possibile ciò che riporta la stampa. Ci sarà un equivoco. Ne sono certo”.