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Sigilli a tre aziende di ortofrutta
Il primo sequestro del dopo Saguto


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Nel mirino della guardia di finanza il patrimonio di Salvatore D'Amico, condannato per estorsione e intestazione fittizia. Secondo le fiamme gialle farebbe parte della famiglia mafiosa della Noce. I beni valgono un milione di euro.

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PALERMO - È il primo provvedimento del dopo Saguto. Interamente gestito dal nuovo collegio delle seziona Misure di prevenzione del Tribunale, presiduto da Giacomo Montalbano.

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, guidato dal colonnello Francesco Mazzotta, ha sequestrato tre aziende di ortofrutta di Salvatore D'Amico, 52 anni, tra Corso Calatafimi e Villabate. (Pa). Il valore dei beni è di un milione di euro.

D'Amico è stato arrestato nel 2012 con l'accusa di estorsione ed intestazione fittizia. Per questi reati è stato condannato a un un anno e otto mesi. Secondo le indagini dei finanzieri D'Amico farebbe parte della famiglia mafiosa di Palermo Noce e avrebbe acconsentito ad intestarsi attività di Marcello Argento, come un'agenzia di scommesse, oggi chiuse, dove è stata avviata l'attività di ortofrutta sequestrata dai finanzieri.

Nei mesi successivi all'inchiesta che ha azzerato la vecchia gestione altri sequestri erano stati eseguiti, ma erano figli di indagini iniziate prima che lo scandalo travolgesse il Tribunale. Quello di oggi segna l'avvio di un nuovo corso.