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Stop ai lavori dell'anello ferroviario
Operai Tecnis in sciopero a oltranza


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, Cronaca

Impiegati e operai della Tecnis hanno incrociato le braccia dopo la decisione del cda dell'azienda di ritirare il piano di ristrutturazione del debito. I sindacati chiedono l'intervento del prefetto. Arcuri: "Preoccupati per l'azienda, saremo vigili specie su via Amari e viale Lazio". Caracausi: "Il sindaco sospenda i cantieri e ripristini i luoghi in attesa di chiarezza".

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PALERMO - Si fermano i lavori dell'anello ferroviario di Palermo. Le 44 unità lavorative tra impiegati e operai della Tecnis impegnati nel capoluogo nella costruzione della grande opera questa mattina hanno incrociato le braccia, dopo la decisione di ieri del Cda dell'azienda di ritirare il piano di ristrutturazione del debito. Il futuro della Tecnis è sempre più in bilico e con esse anche il destino dei cantieri di Palermo. Ieri il colosso catanese, nella bufera per le grane giudiziarie che hanno coinvolto i suoi vertici, ha dovuto infatti ritirare il piano di rientro del debito per evitare che questo venisse bocciato dal tribunale.

Una notizia che ha gettato nello sconforto i lavoratori, preoccupati dall’ipotesi che l’azienda fallisca, ma che ha provocato anche la preoccupazione di Palazzo delle Aquile. La Tecnis, infatti, gestisce a Palermo due cantieri delicatissimi: l’anello ferroviario, che interessa contemporaneamente il Politeama, via Amari e viale Lazio, ma anche il disinquinamento della fascia costiera, vitale per poter restituire il mare alla città.

Il vice sindaco Emilio Arcuri, proprio ieri sera, ha contattato la Prefettura di Palermo esprimendo “grande preoccupazione per le sorti dell’azienda” e dicendosi pronto a un confronto con Rfi, che è il committente dell’opera, e con i lavoratori. Il timore, infatti, è che l’azienda non abbia la solidità economica necessaria per terminare i lavori, il che lascerebbe la città sventrata e renderebbe inutili i sacrifici fin qui sostenuti dai residenti e dai commercianti. “E’ un momento delicato e noi rimarremo vigili, con un occhio attento specie a via Amari e viale Lazio anche in considerazione dei disagi creati”, si limita a dire Arcuri per il momento.

Intanto però le maestranze hanno incrociato le braccia e indetto un sit-in, bloccando di fatto i cantieri. "Siamo estremamente preoccupati per l'evoluzione di questa vicenda - commentano Ignazio Baudo, segretario generale Feneal Uil Palermo, Antonino Cirivello. segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani e Francesco Piastra segretario generale Fillea Cgil Palermo - che rischia di mettere in serio pericolo il destino di diversi lavoratori e il completamento di un'opera essenziale per la città. A oggi tardano ad arrivare gli stipendi degli operai e l'incertezza che pesa sulla Tecnis aggrava ulteriormente lo stato di bisogno. Ribadiamo intanto la necessità di erogare subito i salari pregressi e di adottare subito una soluzione che sia anche quella, già ipotizzata, di bypassare i lavori all'azienda arrivata seconda nella graduatoria di aggiudicazione dell'appalto. La mancata realizzazione dell'anello ferroviario causerebbe disagi immani ai cittadini, con strade chiuse e sventrate a fronte di un'opera incompiuta".

Ma si guarda con attenzione anche alle mosse del commissario straordinario Saverio Ruperto, giurista ed ex sottosegretario di Stato, scelto dalla Prefettura e quindi dal governo per reggere le sorti dell’azienda. Se Ruperto dovesse fare un passo indietro potrebbe significare che ormai non ci sono più speranze, mentre il fatto che per ora resti al suo posto lascia intravedere qualche spiraglio per il futuro. Intanto però i cantieri resteranno fermi, per la disperazione di residenti e commercianti.

Proprio nell'ottica di salvaguardare gli interessi di residenti e commercianti danneggiati dai cantieri di via Amari e del Politeama arriva la proposta del consigliere di Italia dei Valori Paolo Caracausi: “L’ennesimo stop ai cantieri dell’anello ferroviario dimostra ancora una volta la fragilità di un’azienda, la Tecnis, non all’altezza dei lavori da portare avanti. I commercianti di via Emerico Amari stanno vivendo una situazione tragica che li sta portando al fallimento. Invito il sindaco e Rfi a sospendere i cantieri e a ripristinare lo stato dei luoghi, fino a quando non ci sarà un chiarimento definitivo in un tavolo tecnico da convocare con la massima urgenza con i vertici della Tecnis e il Prefetto di Palermo. Non si può continuare a far finta di nulla, la città è già in ginocchio per la crisi economica e ancora di più per tutti i cantieri aperti il cui futuro ad oggi appare incerto”.