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Figli e figliastri di Mamma Regione
Chi perde e chi guadagna


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, Politica

La manovra prevede tagli a volte dolorosi per molti enti. Scende lo stanziamento per Sicilia e-servizi, dimezzati i contributi per gli specializzandi in medicina, calano quelli per i teatri. Ma spuntano anche soggetti per i quali lo stanziamento aumenterà rispetto al 2015. Chi sale e chi scende: tutti i contributi.

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PALERMO - Lacrime e sangue. Ma non per tutti. Perché a dare un'occhiata ai finanziamenti che la legge di stabilità regionale destina agli enti nell'orbita di Mamma Regione, scopri che tra questi esistono figli e figliastri.

No, nessuno certamente potrà stappare bottiglie in segno di festa. Spesso i contributi, frutto dei graduali tagli giunti nel corso degli anni, costringono gli enti ai salti mortali. Eppure, per qualcuno di questi ecco la sorpresa: quest'anno i soldi in bilancio saranno un po' di più rispetto all'anno scorso.

Per molti, però, come detto, sarà una manovra finanziaria di tagli. Alcuni dolorosissimi. E che hanno già scatenato polemiche. Come quello che ha portato da sette a cinque milioni il finanziamento in bilancio per la società partecipata Sicilia e-servizi. Una decisione che ha suscitato l'ira dell'amministratore unico Antonio Ingroia: "Vogliono farci fuori".

Altri tagli sono rintracciabili invece nell'allegato alla legge di stabilità che contiene i contributi a enti regionali, oltre che i finanziamenti per attività diverse. Saranno dimezzati ad esempio, gli stanziamenti per le borse di studio degli studenti delle scuole di specializzazione di medicina negli atenei di Palermo, Messina e Catania. Dai quasi dieci milioni stanziati nella scorsa finanziaria, si è scesi a 4,9 milioni di euro per quest'anno. Cifra che addirittura scenderà ancora nel 2017 (a tre milioni e mezzo). A proposito di Università, taglio anche per gli Enti per il diritto allo studio (700 mila euro in meno, con un contributo totale di circa 12,5 milioni). Ma questi enti potranno godere di una fetta di fondi Pac, così come previsto da un altro articolo della Finanziaria.

Scendono di 3,2 milioni rispetto al 2015 invece i finanziamenti per gli enti economici Azasi, Espi, Ems. Taglio di 2,7 milioni invece per gli enti che gestiscono le riserve naturali. Scende di mezzo milione, fermandosi a poco più di dieci milioni, il finanziamento per l'Irsap, considerato già insufficiente in passato e non in grado di garantire gli stipendi dei lavoratori, ridotto di settecento mila euro il contributo per l'Esa (adesso è inferiore ai 13 milioni).

Scende di seicento mila euro lo stanziamento destinato al Teatro Bellini di Catania (12,4 milioni), di duecento mila euro quello per il teatro Vittorio Emanuela di Messina (3,8 milioni), di cento mila euro quello per lo Stabile di Catania (un milione e mezzo) e per il Biondo di Palermo (2,5 milioni in tutto). Tagli anche per l'Istituto nazionale del dramma antico (finanziamento ridotto di 30 mila euro), per la Fondazione orchestra sinfonica (meno 400 mila euro, con un contributo complessivo che scende sotto gli otto milioni) e taglio di trecento mila euro per la Fondazione Teatro Massimo di Palermo (6,7 milioni). Questi enti, però, potranno anche contare sui contributi messi a disposizione col Furs (il Fondo unico per lo spettacolo) già in vigore con la scorsa Finanziaria. Taglio di 40 mila euro per “Taormina arte” e di 14 mila euro per le “Orestiadi” di Gibellina. Scende di 70 mila euro (da 350 mila a 280 mila) il contributo per il Coppem.

Altri soggetti, compresi sempre nell'allegato 1 della Finanziaria, sono riusciti quantomeno a mantenere lo stanziamento dell'anno scorso. Un mezzo miracolo, considerate le difficoltà per tenere in piedi questo bilancio. Ma ancora più miracolosa è la crescita di alcuni stanziamenti. Contributi che aumentano, in periodi di vacche magrissime. Somme “conquistate” quasi sempre grazie all'intervento in Commissione bilancio del deputato di turno. È il caso, ad esempio, di un Fondo destinato ai lavoratori dell'ex ente minerario siciliano. Un emendamento piovuto in commissione ha portato a un aumento dello stanziamento di oltre 2,5 milioni di euro. Rispetto al 2015, la cifra complessiva cresce di quasi tre milioni. E ancora, ecco aumentare il contributo per cooperative agricole, cantine sociali e consorzi agrari: per i lavoratori delle coop ecco saltare fuori un milione in più rispetto alla scorsa finanziaria (da quasi 6 a quasi 7 milioni). Crescono, anche in questo caso grazie a interventi dei parlamentari durante l'iter di esame della legge, i finanziamenti per “la conduzione dei vivai di viti americane e di piante fruttifere” (+ 100 mila euro), quelli per l'Istituto per l'incremento ippico di Catania (più 150 mila euro), per l'Istituto zootecnico (più 50 mila euro). Mentre per portare a termine la tanto sbandierata “dismissione” delle società partecipate, ecco 300 mila euro per nominare gli advisor. Che la Finanziaria sarà pure di sangue e lacrime. Ma non tutti piangono.