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processo borsellino quater

La gestione del pentito Scarantino
Poliziotti indagati non rispondono


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processo borsellino quater, vincenzo scarantino, Caltanissetta
CALTANISSETTA - I poliziotti Domenico Militello e Giacomo Piero Guttadauro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell'udienza di stamattina del quarto processo per la strage di via D'Amelio, in cui erano stati citati come indagati di reato connesso. I due poliziotti sono attualmente indagati dalla Procura nissena per la gestione del falso pentito Vincenzo Scarantino nel periodo in cui questi ha reso le prime dichiarazioni - poi rivelatesi false - sull'attentato costato la vita a Paolo Borsellino e a cinque agenti della scorta. La loro deposizione avrebbe dovuto riguardare alcuni interrogatori cui fu sottoposto lo stesso Scarantino nel carcere di Pianosa, nel luglio del '94. Oggi avrebbe dovuto deporre anche Rosaria Basile, la moglie di Vincenzo Scarantino; la donna ha però inviato una comunicazione alla Corte d'Assise di Caltanissetta dicendo di essere impossibilitata a recarsi nel capoluogo nisseno e chiedendo di potere essere sentita in videoconferenza. Preso atto della comunicazione la Corte, anche per ragioni di sicurezza, ha disposto che Rosaria Basile venga ascoltata in videoconferenza nella prossima udienza, il 25 febbraio. Quel giorno deporranno anche i poliziotti Mario Bo e Vincenzo Ricciardi, che erano stati indagati per la gestione di Vincenzo Scarantino, al quale sarebbero state suggerite le dichiarazioni da rendere, e la cui posizione è stata archiviata. Nel processo sono imputati per strage Salvo Madonia e Vittorio Tutino, mentre rispondono di calunnia i falsi pentiti Vicenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. La Corte ha anche fissato quattro udienze, il 13, 14, il 27 e il 28 aprile per la requisitoria dei pubblici ministeri; la prossima settimana verranno fissate le date per gli interventi delle altre parti.