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Dalla Formazione all'Informatica
Al via il trasferimento dei regionali


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, Politica
PALERMO - I primi si sposteranno nei prossimi giorni. Un trasferimento annunciato, quello di trenta dipendenti regionali al dipartimento Formazione. La richiesta era arrivata in giunta i primi di gennaio, da parte del dirigente generale Gianni Silvia. Gli uffici dell'assessorato, infatti, aveva fatto sapere il dirigente, nei prossimi mesi saranno impegnati in diverse e delicate attività, tra cui quella legata ai nuovi bandi per l'edilizia scolastica, alle procedure di revoca dell'accreditamento di enti coinvolti in vicende giudiziarie e, in generale, nelle attività legate ai piano dell'offerta formativa. Così, Silvia ha chiesto in tutto trenta regionali, tra funzionari (otto), istruttori (quattordici) e operatori (otto). E non è la prima volta, dicevano. Poco più di un anno fa, infatti, il governo decideva il trasferimento d'ufficio proprio di trenta persone. Un tentativo che in realtà fallì, visto che in molti casi avrebbe avuto come conseguenza quella di svuotare altri uffici. E in un caso, di “trasferire” a Palermo persino il sindaco di Enna. Così, arrivò la retromarcia. Adesso il dipartimento della Funzione pubblica ha anche individuato i dipendenti che dovranno fare le valigie. Un trasferimento d'ufficio, compiuto senza interpellare i sindacati, così come è consentito dagli accordi sulla mobilità del personale.

Ma i dipendenti della Formazione saranno solo i primi. Nell'arco probabilmente di un mese, un centinaio di dipendenti regionali lascerà il proprio posto di lavoro. I prossimi, saranno quelli che dovranno formare la Centrale unica per gli acquisti della Regione. Una nuova “creazione” che comporterà un altro trasferimento. In senso contrario: i dipendenti del servizio “Gestione giuridica ed economica del personale dell'assessorato regionale all'Economia” dovranno tornare negli uffici della Funzione pubblica. Nella delibera, infatti, la giunta dà mandato “al ragioniere generale della Regione e ad al dirigente generale del dipartimento Funzione pubblica e del personale di concordare, con la massima urgenza, le modalità di trasferimento di questo personale, nonché di reperire il personale necessario dalle strutture che si occupano degli acquisti in servizio presso i singoli dipartimenti regionali”. Per farla breve, una trentina di dipendenti dovrà lasciare l'assessorato all'Economia per spostarsi al personale. Nel frattempo, circa 25 dipendenti pescati dai vari dipartimenti, dovrà andare a comporre la Centrale unica per gli acquisti nei locali dell'Economia.

Dove, nel frattempo, una cinquantina di dipendenti hanno già subito un trasferimento. Ma in questo caso si può parlare soltanto di “moto apparente”, se non di una illusione ottica. Dieci dipendenti del servizio “Patrimonio” e 39 dipendenti del servizio “Demanio”, oltre a quattro dirigenti, infatti, sono passati dal dipartimento bilancio a quello delle Finanze. Ma per loro cambierà poco. Il “trasferimento”, infatti, è solo la conseguenza del nuovo assetto dell'assessorato all'Economia. Insomma, cambieranno “formalmente” dipartimento, ma non lasceranno la vecchia scrivania.

Altro discorso è invece legato all'ufficio Informatica. La modifica proposta in giunta dal dirigente generale Maurizio Pirillo, che ha ritirato le sue dimissioni di pochi giorni fa e ha ridisegnato la struttura, prevede ad esempio l'addio a una decina di postazioni dirigenziali (da 15 a 4) e alla creazione di quattro macro strutture..In quell'Ufficio avrebbero dovuto trovare posto la bellezza di 97 dipendenti regionali. Oggi sono 85. Ma già nel 2014, l'allora dirigente della struttura Massimo Piccione dichiarava che "l'Ufficio è stato costituito, ma al momento non risulta pienamente operativo". Oggi, come detto, a coordinarlo è Maurizio Pirillo. Che ha deciso di ridisegnare quell'ufficio e di creare un legame reale con Sicilia e-Servizi. Intanto, la voce in bilancio prevista per quell'ufficio è tra le poche a crescere. E non di poco: dai 46 ai 75 milioni di euro in un anno tra spesa corrente e investimenti. Ma di quei cento dipendenti qualcuno presto dovrà fare la valigia.