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la lettera dell'ex pm

Ingroia e i conti di Sicilia e-Servizi
"Con me costi notevolmente ridotti"


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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera dell'amministratore di Sicilia e-Servizi, Antonio Ingroia, in merito all'articolo: "Sicilia e-Servizi costa troppo - Scoppia la guerra Regione-Ingroia

In merito alla c.d. “Durissima nota del dirigente dell'Ufficio informatico Pirillo”, premetto, come di seguito argomentato puntualmente in merito, che oggi Sicilia e-Servizi non solo è più economica del mercato di riferimento (Consip), ma confermo, numeri alla mano (si vedano i bilanci Societari e non le fantasiose “esternazioni” di questo o quel “burocrate” Regionale in favore di certi appetiti del c.d. “mercato"), che Sicilia e-Servizi, oggi, rende gli stessi servizi che rendeva quando era in mano al cosiddetto “mercato” (e cioè all’ex-socio privato) a costi ben al di sotto del 200% di allora. Infatti, era proprio nel periodo in cui Pirillo commissionava e “controllava" le attività di Sicilia e-Servizi (dalla sua postazione di “Sicilia e-Innovazione") che i costi per le attività rese da Sicilia e-Servizi alla Regione sono lievitati a cifre oscillanti fra i 25 milioni ed i 55 milioni di euro l’anno (vedasi i bilanci della Società che sono documenti pubblici): parlo dei tempi dei “ bagordi” quando la Regione siciliana veniva saccheggiata e a quel tempo c’era già Pirillo a “controllare" il settore, mentre io stavo in Procura a cacciare i latitanti mafiosi e i loro complici. Ebbene, oggi che io sono qui, per rendere gli stessi servizi la Società, che gestisco, fa pagare appena 7 milioni di euro. Ma Pirillo che allora non obiettò nulla alla SIESE opaca e spendacciona, oggi obietta e denuncia alla SIESE trasparente e che risparmia.

C’è qualcosa di anomalo e credo che si debba andare a chiarire sino in fondo cosa sta accadendo dietro le quinte. Oggi Pirillo fa i conti (in modo capzioso) e dichiara non congrui 7 milioni per riconoscercene poco più di 5, con un taglio pari a circa 1,8 milioni di euro. Guarda caso la stessa cifra che risulta essere stata distratta (dagli accantonamenti per la Società), proprio dall’Ufficio da lui diretto, per coprire debiti fuori bilancio dell’Amministrazione Regionale, in favore di un fornitore (stranamente uno tra i tanti aventi diritto, ivi incluso l’ex Socio privato, per un ammontare di disavanzo di oltre 44 milioni di euro), scelto dall’Ufficio di Pirillo come beneficiario, fra tutti i creditori della Regione, in modo così tanto discrezionale, da dare adito a giustificati sospetti.

Nel merito, si precisa che la capziosa nota di Pirillo è stata puntualmente contestata e smentita in ogni suo punto con nota a mia firma (inviata per conoscenza sia al Presidente Crocetta, che all’Assessore Lantieri che al Ragioniere Generale Sammartano), senza che ci sia stata replica alcuna né da parte di Pirillo né da parte dell’Amministrazione Regionale. In particolare, la presunta tariffa media Consip a cui fa riferimento la nota di Pirillo, è stata capziosamente calcolata facendo riferimento al prezzo di una attività parziale e di profilo tecnico medio/basso, mentre SIESE fornisce servizi su tutte le attività informatiche dell’Amministrazione Regionale, ivi incluse quelle di profilo tecnico alto e medio/alto. Dunque, artificiosamente vengono messe a confronto “mele” con “pere” al fine di fare apparire surrettiziamente diseconomici i prezzi di Sicilia e-Servizi.

Per banalizzare faccio un esempio semplice per dare un'idea: “E’ come se Pirillo si facesse fare un prezzo Consip per tinteggiare una stanza, poi divide questo prezzo per gli imbianchini che verranno addetti alla attività e tira fuori una presunta tariffa media di mercato. Poi chiede a SIESE di progettargli, costruirgli e arredargli un intero palazzo, prende il costo (fatto dalla somma dei costi sostenuti per operai, geometri, ingegneri, architetti, arredatori ecc.), lo divide per il numero delle risorse impiegate e tira fuori la tariffa media di Sicilia e-Servizi, per compararla in modo assolutamente disomogeneo con quella di Consip”. Nonostante ciò, come si evince dalla nota su menzionata e mai smentita né da Pirillo né da alcun altro ramo dell’Amministrazione Regionale, la tariffa media di Sicilia e-Servizi risulta (anche in questa capziosa comparazione) assolutamente congrua. Infatti, per rimanere nei freddi ed incontestabili numeri, nella nostra nota precisiamo: “In riferimento alla Vs. prot.n.7157 del 17/12/2015 si rappresenta che, diversamente da quanto da Voi asserito, il costo medio standard delle giornate/uomo è pari a €.329,49. Infatti, avuto riguardo al PEA 2015 da Voi preso in riferimento, il costo complessivo è pari a €.7.200.251,30 a valere su di un organico totale pari a n.103 risorse (invece di n.83, come da Voi erroneamente sostenuto). Pertanto, avuto riguardo alla previsione standard (ossia, a 220 giorni standard lavorativi) il costo medio gg/uu standard che ne deriva è pari a €.317,74, diversamente da quanto da Voi erroneamente calcolato, ossia €.406,00.”

Ma le gravi distorsioni prospettate dal Dott. Pirillo non si fermano agli aspetti legati alle tariffe medie, ma toccano tutti i costi aziendali. Infatti, nei costi 2015, della Società, pari a 7,2 milioni di euro, ben osserva il Dott. Pirillo quando precisa che oltre un milione di detti costi sono afferenti l’ immobile e le spese legali per contenziosi, ma dimentica di dire che l’immobile di Via Thaon De Revel (come egli ben sa) è utilizzato da Sicilia e-Servizi solo in minima parte e che la parte preponderante dell’immobile è sub-affittato (per espressa volontà del Ragioniere Generale pro-tempore) sia allo stesso Ufficio per il Coordinamento dei Sistemi Informatici Regionali (da lui diretto), che a "Sicilia e-Patrimonio", che a "Sicilia Lavoro", ecc. per un costo di oltre 330.000 euro/anno. La cosa si fa ancor più grave nella misura in cui tutti questi “inquilini” (primo fra tutti l’Ufficio diretto da Pirillo), sono morosi da innumerevoli anni nel pagamento dell’affitto a Sicilia e-Servizi. Il Dott. Pirillo ha dimenticato altrettanto facilmente che le spese legali per l’elevato contenzioso che ho ereditato, nascono principalmente dal contenzioso con l’ex Socio privato che pretende di vantare crediti per oltre 118 milioni di euro a fronte di prestazioni rese anche nel lontano 2009, ma ancora non verificate e collaudate proprio dall’Ufficio per il Coordinamento dei Sistemi Informatici Regionali, diretto dal Dott. Pirillo.

A questi costi si aggiungono i costi afferenti le spese legali per i contenziosi legati al personale e alla mancata strutturazione, questione ben conosciuta sia dall’Ufficio per il Coordinamento dei Sistemi Informatici Regionali, che dall’Ufficio Partecipate che dalla Ragioneria Generale. Purtroppo, nessuno di questi rami preposti dell’ Amministrazione, nonostante le puntuali relazioni, comunicazioni e solleciti che vengono da noi trasmessi da anni, sull’argomento, si è fatto carico o è mai intervenuto per una reale soluzione della problematica. Vale la pena far presente in questa sede (cosa non banale), che tutti questi ragionamenti, sebbene si riferiscano alla programmazione 2015, vengono posti dal Dott. Pirillo tra il 17 ed il 30 dicembre 2015 (solo a fine anno), ossia dopo che SIESE, a seguito degli incarichi avuti dall’Amministrazione Regionale, espressamente per il tramite proprio dell’Ufficio per il Coordinamento dei Sistemi Informatici Regionali, diretto da Pirillo, ha già fornito i servizi informatici necessari e sopportato i relativi costi di produzione e del personale. Ma non è solo Pirillo a dimenticare come stanno realmente le cose, stante che su espresso indirizzo dell’Ufficio Partecipate e della Ragioneria Generale la Società Sicilia e-Servizi, ha potuto operare solo ed esclusivamente utilizzando personale interinale, con un aggravio dei costi (solo nel 2015) di quasi 500.000 euro. A tal riguardo, io personalmente ho ripetutamente sottoposto all’ Amministrazione emendamenti normativi per consentire la necessaria strutturazione aziendale e permettere un risparmio di quasi un milione di euro l’anno, ma di tutto ciò non vi è traccia nella proposta di legge di stabilità, piuttosto troviamo dei veri e propri “emendamenti trappola” volti a ridimensionare ed ingessare l’operatività di Sicilia e-Servizi. Scelte per le quali chiederemo conto e ragione nelle sedi opportune.

Antonio Ingroia