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la presentazione del psr e del feamp 2014/2020

Martina: "Sicilia ok nell'export
Assicurazioni per danni maltempo"


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Crocetta, Martina e Cracolici (Foto tratta dal profilo facebook di Cracolici)

Iniziativa a Palermo con il ministro per le Politiche agricole. Crocetta: "L'Ue cambi passo sul sud". L'assessore regionale Antonello Cracolici: "Un settore che deve diventare centrale di rilancio economico della Sicilia".


PALERMO - "Coldiretti ha segnalato un tema ma c'è un dato inequivocabile dell'Istat che ha certificato che nel 2015 l'Italia ha fatto il record assoluto di agroalimentare toccando i 36,8 miliardi di euro. Non era mai accaduto. Questo è il segnale forte che ci aspettavamo e che dimostra che si può usare l'agroalimentare come chiave di sviluppo per il Paese". L'ha detto il ministro per l'Agricoltura Maurizio Martina a Palermo ai cronisti che chiedevano un commento sui dati di Coldiretti che attestano un raddoppio dell'export di prodotti agroalimentari Italia all'estero. "L'obiettivo che il governo s'è dato - ha aggiunto - di raggiungere i 50 miliardi di export al 2020 è alla portata". Poi Martina ha detto: all'interno di questo ambito, il dato della Sicilia sull'export è molto interessante".

"I fondi europei sono decisivi - ha aggiunto -, dobbiamo spendere tutte le risorse e spenderle bene, fare soprattutto un lavoro organizzativo e cambiare passo su certe partite; ad esempio, rispetto alle numerose calamità che si abbattono sulla Sicilia dobbiamo pensare di utilizzare gli strumenti assicurativi che possono essere molto importanti", ancora Martina presentando il nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale) e il nuovo Feamp (Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca) 2014/2020, finanziati con 2 miliardi e 200 milioni di euro e 150 milioni di euro di fondi europei. Per Martina, i fondi strutturali destinati al comparto agricolo e alla pesca sono "una grande occasione". "Con il Psr - ha aggiunto - si possono valorizzare le qualità agroalimentari della Regione e organizzare con nuovi strumenti l'impresa agricola siciliana, prendendo ad esempio l'esperienza vitivinicola siciliana, che è la produzione agricola che più di altre esprime la forza della Regione e dimostra che tutto si può fare".

"L'Europa cambi passo: non è possibile che tutti gli accordi internazionali che fa con il mondo intero possono essere pagati dall'agricoltura meridionale". E' 'l'appello all' Ue lanciato dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, a margine dell'iniziativa. ''E' quello che sta accadendo - ha detto - In questi anni - abbiamo dato impulso al settore agricolo e continueremo a farlo puntando sui giovani. L'agricoltura siciliana è considerata una delle migliori nel mondo''. Per Crocetta la Sicilia non può ''subire l'illecita concorrenza di altri Paesi senza avere, non misure protezionistiche alle quali siamo contrari, ma misure che vanno a integrare i danni prodotti da accordi internazionali e pagati dalla Sicilia in modo forte''. Nel 2014 il nostro export biologico nei confronti della Russia era pari al 7 per cento, le sanzioni nei confronti della Russia per la questione Ucraina hanno impedito quell'export. Chi lo paga?''. Poi parlando dell'accordo Ue-Marocco, Crocetta ha detto: "siamo favorevoli al dialogo tra i Paesi del Mediterraneo però non si può fare un accordo in cui l'Europa può esportare tutti i prodotti tecnologici e industriali verso il Marocco, l'Egitto e la Tunisia, permettendo a questi Paesi di importare tutti i loro prodotti agricoli. E' una cosa che danneggia l'agricoltura greca, spagnola, del sud della Francia e del sud dell'Italia''.

Tra i presenti anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici: "La Sicilia - ha detto - è all'inizio di una nuova programmazione che ci obbliga a passare dalla logica del bancomat a una politica che metta al centro l'agricoltura e la pesca per trasformarle in un asse centrale di rilancio economico della Regione, attraverso un rilancio della capacità organizzativa delle nostre produzioni, della loro commercializzazione e trasformazione". A chi ha chiesto a Cracolici come affrontare il tema della concorrenza, l'assessore ha risposto: "Dobbiamo vincere le sfide puntando sulla qualità e sull'organizzazione. Abbiamo tante eccellenze. Dobbiamo saper vendere i nostri prodotti. Se l'offerta è concentrata è in grado di orientare i mercati e determinare i prezzi. Se in Sicilia, invece, l'offerta è frantumata e frastagliata, gli agricoltori soccombono". Parlando del Psr 2014-2020, Cracolici ha detto: "ci sono risorse, per consentire alla Sicilia di continuare ad essere la terra più pulita d'Europa. Abbiamo la più alta estensione di coltivazioni biologiche, abbiamo oltre 50 Doc e Igp. Fare di questo un valore aggiunto costituisce una priorità". "Dobbiamo organizzare la rete dei produttori ma la grande sfida è portare giovani professionalizzati in agricoltura; avere giovani agricoltori-imprenditori", ha concluso.