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Da Sicilia e-servizi all'Ast
Se la legalità è... poco trasparente


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, Politica

Il dirigente Pirillo ha chiesto a Ingroia: “Perché non sono pubblicate le notizie sui compensi della società?”. Dati che devono essere accessibili per legge. Le altre partecipate, gradualmente, si sono adeguate. Tra ritardi e lacune. Viaggio tra stipendi, consulenti,  spese (e qualche dimenticanza) delle spa regionali.

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PALERMO - “Perché i compensi, i contratti ed i curriculum e le dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità dei dirigenti e del personale non sono pubblicati, così come i bilanci ed altro ancora, sul sito ufficiale?”. Il sito in questione è quello di Sicilia e-servizi e la domanda è posta dal dirigente responsabile dell'Ufficio informatico Maurizio Pirillo, al culmine di un incandescente “botta e risposta” con l'amministratore unico Antonio Ingroia. “La sezione Amministrazione Trasparente”, insiste Pirillo nella sua lettera aperta pubblicata su Livesicilia “da tre anni è in allestimento. A parte qualche fotografia con strette di mano non si trova niente”. E in effetti, sul sito ufficiale di Sicilia e-servizi non si trova granché. Nonostante la legge, per ultimo il decreto legislativo 33 del 2013, obblighi a pubblicare sul web queste informazioni. Anzi, leghi la legittimità giuridica di molti atti amministrativi alla stessa pubblicazione.

"Sono stato scelto – eppure commentava Ingroia due anni fa - proprio perché il governatore Crocetta sapeva che avrei operato con trasparenza e secondo un principio di legalità”. Ma la legalità, che altro non dovrebbe essere poi se non il rispetto delle leggi, sul tema della pubblicità degli atti in Sicilia e-servizi appare fin troppo... trasparente. Nella pagina dedicata all'amministratore unico, ad esempio, si trova solo una foto e una breve biografia. Anche questa, a dire il vero, viziata da qualche lacuna. Se, infatti, Ingroia ricorda con legittimo orgoglio, il fatto di essere stato un “allievo di Paolo Borsellino”, suona come una divertente “autocelebrazione” il passaggio in cui si fa riferimento alla conferma al vertice di Sicilia e-servizi “al termine di una incisiva azione di risanamento risanamento”. Risanamento a dire il vero contestato dagli uffici regionali, che parlano ancora di una società “troppo costosa”, e complicato da qualche vicenda giudiziaria, come quella che porterà in tribunale per la prima udienza il 30 marzo prossimo Ingroia e il governatore Crocetta, sotto indagine per le assunzioni nell'azienda. Qualche lacuna, poi, dicevamo. Ingroia fa riferimento all'incarico di Commissario dell'ex Provincia di Trapani, dimenticando di ricordare però che a quell'incarico dovrà rinunciare perché ritenuto illegittimo dal garante dell'Anticorruzione Raffaele Cantone. Ma le lacune maggiori, ovviamente, riguardano i dati che “obbligatoriamente” dovrebbero trovarsi sul sito della società: non è possibile infatti rinvenire alcun compenso riguardante Ingroia, né dei componenti del collegio sindacale, né tantomeno dei consulenti. Anzi, a dire il vero in questo caso la pagina riporta solo il nome dell'avvocato Elio Costanza, già tesoriere del movimento di Ingroia Azione civile. La società dell'informatica non è ancora riuscita, a distanza di due anni dall'incarico, a reperire l'informazione sul compenso di Costanza: sul sito si parla solo di “dato in corso di acquisizione”.

Il caso di Sicilia e-servizi non è l'unico. Anche se, a dire il vero, seppur con ritardi e qualche imperfezione, le altre società partecipate regionali (ci siamo limitati a quelle 'salvate' dall'ultimo piano di riordino) si sono gradualmente adeguate alle norme sulla trasparenza. Ancora indietro, però, è ad esempio l'Ast. Sul sito, infatti, si trovano ancora i nomi degli ex componenti del Consiglio di amministrazione. Non c'è ancora notizia della nomina del nuovo presidente Massimo Finocchiaro e non è rinvenibile alcun compenso. Divertente è l'immagine che appare sulla pagina relativa alle consulenze esterne. Un omino su un divano ci scherza su: “Appena ho un minuto libero, giuro che la termino”. Perché la pagina è, appunto, ancora “in costruzione”. Mancano diversi dati anche sul sito del Mercato agroalimentare siciliano. Nella pagina “amministrazione trasparente”, infatti, si trovano solo i nomi (e qui il dato è molto recente, al novembre del 2015) del presidente Emanuele Zappia e del consigliere Giuseppe Guagliardi, oltre ai nominativi dei componenti gli altri organi interni dell'azienda. Ma dei compensi, anche in questo caso, non c'è traccia. E una “condanna” della tecnologia deve essere quella che il Parco scientifico e tecnologico condivide con Sicilia e-servizi. Società “futuristiche”, ma non in grado nemmeno di aggiornare il proprio sito. E la pagina del Parco scientifico dedicata all'amministrazione trasparente suona come una beffa: “Questa sezione – si legge - è dedicata alle informazioni e ai documenti pubblicati per garantire la trasparenza dell'azione amministrativa del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia”. Peccato manchino proprio le informazioni e i documenti...

Sul sito di Sviluppo Italia Sicilia, ecco spuntare nomi e compensi dei componenti del Cda (40 mila euro per Carmelina Volpe e 20 mila a testa per Andrea Vincenti e Alessia Liardi), mentre la pagina dei consulenti appare “poco aggiornata”. Gli ultimi risalgono al 2013. E a fare la parte del leone sono due “nomi noti” nella pubblica amministrazione siciliana: l'ex braccio destro di Crocetta Stefano Polizzotto e Claudio Alongi, marito del Segretario generale Patrizia Monterosso. Un nome, quello di Alongi, che torna anche tra i consulenti della società Servizi ausiliari sicilia. Anzi, è lui l'unico consulente, per un compenso da 8 mila euro. Per il resto, il sito appare aggiornato, con la pubblicazione dei compensi degli amministratori: il presidente Giuseppe Di Stefano (32 mila euro annui), Gianni Silvia (24 mila, ma nessun euro erogato nel 2015 al dirigente) e Doriana Fascella (24 mila euro annui). La moglie di Alongi, invece, cioè Patrizia Monterosso, risulta ancora tra i componenti del cda di Irfis, per un compenso di 20 mila euro. Soldi che, però, la dirigente avrebbe restituito, a causa della illegittimità di cumulo dei compensi per i dirigenti regionali. Il cda è guidato da Rosario Basile che, stando al sito ufficiale, riceve 40 mila euro annui per questo ruolo.

E' rinvenibile qualche dato anche sul sito di Siciliacque, guidata da Antonio Tito (per lui 27 mila euro lordi) che ha pubblicato anche la propria dichiarazione dei redditi. Ma anche in questo caso le informazioni in alcuni casi sono ferme al 2014. Ma sono comunque interessanti: si scopre infatti che l'azienda ha erogato stipendi a dirigenti per quasi 174 mila euro, mentre solo in consulenze, ha speso nello stesso anno la bellezza di mezzo milione di euro. Tutto in ordine, invece, sul tema trasparenza alla Società patrimonio immobiliare, il cui sito è aggiornato anche alla recente nomina del presidente Vincenzo Lo Re, avvocato personale del presidente Crocetta: per lui 27 mila euro lordi. Una indennità un po' più bassa rispetto a quella destinata ad Antonio Fiumefreddo: 36 mila euro lordi. Sul sito di Riscossione Sicilia, alla pagina trasparenza, molto ricca di dati, è possibile rinvenire anche l'elenco delle consulenze. Di recente, a fine 2015, solo un rapporto di collaborazione da 6.100 euro con l'Università di Catania. Ma ecco anche spuntare le cifre sugli incarichi legali, ma solo per l'anno 2014. Cifre complessive elevatissime, tra le quali spicca quella destinata all'avvocato Alessandro Furci: 399 mila euro in un anno. Un dato che sarà pure trasparente, ma che fa girare la testa.