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Bilancio, il governo "cade" 6 volte
Tagli ai dirigenti e ai viaggi


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Il voto segreto ha visto soccombere l'esecutivo più volte. Tagliati i fondi per le missioni di Crocetta e dell'assessore Lo Bello. La maggioranza è spaccata. Il capogruppo democratico ha chiesto il rinvio, poi ha ritirato la richiesta. E l'esame della manovra è appena iniziato.

 

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PALERMO - Una caduta dopo l'altra. Così il governo regionale si è presentato alle prime votazioni sulla manovra finanziaria. Oggi a Sala d'Ercole è approdato il bilancio. Solitamente uno scoglio meno insidioso per la nave della maggioranza. E invece, la seduta per il governo e i suoi alleati è stata drammatica. Per sei volte è stato chiesto il voto segreto e per sei volti l'esecutivo è stato battuto. Anche a causa delle "assenze di massa" dei deputati di maggioranza.

Una seduta durante la quale si è assistito al tentativo del Pd di fuggire dalla battaglia. Di gettare la palla in corner. Prima con la richiesta della capogruppo Alice Anselmo di rinviare la seduta, quindi con quella identica del deputato Luca Sammartino. Alla fine, i democratici riusciranno a mettere fine a un incontro da "ko tecnico" chiedendo la verifica del numero legale in Aula. Numero che ovviamente non c'era.

Così, dicevamo, ecco andare sotto l'esecutivo più volte. Su emendamenti che non hanno una portata "finanziaria" straordinaria, ma che certamente assumono un significato politico evidente. Tagliate, infatti, le spese di viaggio per Crocetta e Lo Bello, un milione dal Fondo dei dirigenti per destinarlo alle opere pubbliche nei porti e bocciati anche due semplici emendamenti “tecnici” di Baccei con i quali venivano reindirizzati i fondi per il personale in seguito alla ristrutturazione degli assessorati all’Economia e alla Famiglia. Passa, sempre col parere contrario del governo, un emendamento Mpa che consente lo spostamento di 40 mila euro per il "restauro del materiale bibliografico di pregio". Niente che sposti troppo da un punto di vista economico. Ma il messaggio politico che arriva da Sala d'Ercole è chiaro: l'esame di questa delicatissima manovra finanziaria è già in salita.

LA DIRETTA DELLA SEDUTA DI OGGI

19.46 Non c'è il numero legale. Assemblea rinviata a domani alle 16.

19.45 Il deputato Pd Sammartino chiede nuovamente il rinvio della seduta.

19.41 Il governo cade la sesta volta: passa un emendamento del Movimento cinque stelle che prevede il taglio di un milione al trattamento economico dei dirigenti, per destinare la somma all'esecuzione di opere pubbliche nei porti.

19.39 Riprende la seduta.

18.38 La seduta non ha il numero legale. Aula sospesa per un'ora.

18.36 L'Aula riprende.

18.31 Aula sospesa.

18.30 Foti (M5S): "Imbarazzante la richiesta di rinvio sia del Pd che dell'Udc. La maggioranza si assuma le proprie responsabilità".

18.29 Panepinto (Pd) segnala delle disfunzioni dell'impianto elettronica per la votazione. Ardizzone: "Il sistema funziona perfettamente".

18.26 Figuccia (Forza Italia): "Perché dovremmo fermarci? Andiamo avanti e se è il caso, bocciamo anche il bilancio".

18.21 Il capogruppo Udc Turano: "L'uso dello strumento del voto segreto è legittimo. Ma chiedo un po' di buon senso. Si vogliono incassare successi politici su spostamenti di poche migliaia di cifre".

18.20 Governo ko ancora una volta. Sono cinque. L'emendamento prevedeva lo spostamento delle indennità del personale regionale in corrispondenza con la nuova conformazione dell'assessorato all'Economia.

18.18 Chiesto il voto segreto su un altro emendamento dell'assessore Baccei.

18.11 Governo ancora una volta sotto. E sono quattro. Affondato l'emendamento governativo che prevedeva una riclassificazione dei capitoli riguardanti l'assessorato alla Famiglia.

18.00 Anselmo: "Ritiro la richiesta di rinvio della seduta".

17.55 "Siamo di fronte a una situazione disastrosa che non fa altro che evidenziare l'assenza di una maggioranza. Proprio per questo futile motivo, non si può richiedere di rinviare la seduta. E' una richiesta irrispettosa nei confronti dei deputati e dei siciliani". A dirlo è il deputato del Pds-Mpa all'Ars, Giovanni Greco.

17.48 Seduta sospesa.

17.45 Ardizzone: "Ho bisogno di incontrare i capigruppo. L'Aula riprenderà alle 18".

17.44 Formica (Lista Musumeci): "Non si può rinviare la seduta per motivi di così basso profilo. Così daremo ragione a quanti continuano a non fidarsi del lavoro delle Aule parlamentari. Se questa maggioranza c'è, quantomeno provi a stare in Aula".

17.42 Cascio (Ncd): "Non sono d'accordo sul rinvio. Sono stati bocciati emendamenti di poco conto. I 12 mila euro per i viaggi della Lo Bello? Possiamo mettere noi duecento euro a testa".

17.41 Ciaccio (M5S): "E' una richiesta irrispettosa del parlamento. Si chiede di rinviare solo perché la maggioranza non è presente".

17.40 Il capogruppo di Forza Italia Falcone: "Noi prendiamo atto del rinvio".

17.39 Il capogruppo Pd ALice Anselmo: "Visto l'esito delle votazioni, chiedo il rinvio dela seduta a domani".

17.36 Maggioranza spaccata. Aula sospesa.

17.35 Anche stavolta il governo soccombe sotto i colpi del voto segreto.

17.33 Pochi minuti, e il governo va ko clamorosamente per la terza volta. Bocciato un emendamento governativo che prevedeva l'aumento delle spese per i viaggi dell'assessore alle Attività produttive e vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello.

L’esame del bilancio è appena iniziato e il governo regionale è già andato sotto. Per due volte. Affondato dal voto segreto di Sala d’Ercole. E il primo provvedimento dell’Ars rischia di rendere più difficili gli spostamenti del governatore. L’emendamento, infatti, a firma dei deputati Mpa, ha cancellato 24 mila euro destinati ai viaggi del presidente Crocetta: verranno utilizzati per le pulizie e le utenze della Regione.

Pochi minuti, e nuovo flop del governo. Anche questa volta, l’emendamento è a firma Mpa. Tagliati 40 mila euro per i servizi e le utenze, e spostati al “restauro del materiale bibliografico di pregio”.

Al di là del contenuto degli emendamenti, però, ecco il dato politico chiaro: la maggioranza si è presentata all’esame della manovra già divisa da tensioni e spaccature. Sono bastati due voti segreti, per mandare due volte a gambe all’aria l’esecutivo di Rosario Crocetta.