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Il Comune che non paga...


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La Sicilia sbarca sul 'Corriere della Sera'. Scrive Gian Antonio Stella: "Da tre mesi il municipio di Comitini, il paese-metafora della Sicilia schiava delle clientele, non paga gli stipendi. E i consiglieri comunali (per metà agenti di custodia!) sono in guerra gli uni contro gli altri. Non è un paese come tanti, Comitini, sulla strada da Agrigento a Palermo. È il paese delle miniere di zolfo, il paese dove sventolò il primo tricolore risorgimentale girgentino, il paese dove vissero un po’ della loro giovinezza due premi Nobel, cioè Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello (...) Fatto sta che, forse per devozione all’autore de «Il fu Mattia Pascal», Comitini non ha mai smesso di essere pirandelliana. Basti dire che dopo essere stato fatto conoscere dal Corriere e poi da Michele Santoro per il record planetario di dipendenti comunali (come se Milano ne avesse 93mila, Roma 186mila o l’Italia quattro milioni e 285mila: più gli altri «pubblici») il borgo finì cinque anni fa in prima pagina sul New York Times come simbolo di «una cattiva gestione delle risorse pubbliche che sta strangolando l’Italia e le altre economie in difficoltà in tutta Europa». Nino Contino, il sindaco di destra che aveva accumulato quella massa di impiegati (14) e precari in attesa di essere stabilizzati (51) spiegò all’«Arena» di Massimo Giletti che no, non era imbarazzato affatto: «So bene che 65 lavoratori comunali in una città di poco meno di mille abitanti sono molti. Ma se non gli avessimo offerto un lavoro, queste persone sarebbero emigrate, magari in America». E i soldi per mantenere questi esuberi? Spallucce: «La città non paga: sono lo Stato e la Regione che lo fanno. I dipendenti sono pagati solo per il 10% dal Comune»...

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