Live Sicilia

Istat

La mappa delle denunce
Rapine in banca, Catania prima


Articolo letto 1.665 volte
VOTA
5/5
1 voto

istat, Cronaca
PALERMO - Pubblicata dall'Istat la “Mappa del crimine”: una vera e propria raccolta delle denunce presentate dagli italiani per ogni tipologia di reato. L’indagine, riportata dal Corriere della Sera con le informazioni raccolte nel 2014 dall’istituto di statistica italiano, mostra uno scenario preoccupante, soprattutto con riferimento ai crimini denunciati nelle città siciliane.

Tra i comuni che ottengono la maglia nera per reati denunciati spicca - negativamente - la città di Catania, che conquista il titolo di capitale delle rapine in banca, della pornografia minorile e dei sequestri di persona. La città etnea si piazza, invece, al secondo posto dopo Trieste, per le denunce riguardanti lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione. Inoltre, ancora Catania resta in sul podio per i reati di riciclaggio, furti di mezzi pesanti, omicidi, associazione mafiosa e corruzione di minori. Spulciando le classifiche per ciascun tipo di reato, troviamo anche Caltanissetta che “conquista” il primato tra le città italiane con maggiori denunce per omicidio colposo; “ottiene” un quarto posto, invece, per reati di ingiuria. Trovano posto nell'elenco delle città italiane con maggiori crimini denunciati anche Ragusa e Siracusa, che raggiungono entrambe il quarto posto rispettivamente per il reato di omicidio volontario e per quello di estorsione. Ragusa, inoltre, raggiunge la vetta delle città italiane per i maggiori episodi denunciati di associazione per delinquere. Anche Enna entra in classifica conquistando il primato tra la città in cui sono stati denunciati i maggiori episodi di violenza sessuale in danno di minorenni. Palermo, invece, ottiene il primo posto tra le città d’Italia in cui sono stati denunciati reati di contrabbando. La città di Agrigento, infine, entra in classifica tra i comuni con il più alto numero di denunce per minacce.

Unico dato positivo riguarda la città di Trapani. Infatti, stando all’analisi condotta da Davide Mancino per il Corriere della Sera, nella Città del Sale vi è una diminuzione, seppur lieve, dei reati di stampo mafioso. Ma, come ricorda lo stesso autore dell’indagine, questa tipologia di dati non rappresenta gli effettivi reati commessi ma soltanto quelli denunciati, per questo “quello che possiamo capire del crimine a partire dalle statistiche – scrive Mancino - re viene dunque limitato da quanto le persone sono disposte a rivolgersi alle autorità”.