Live Sicilia

PALERMO

"Cercati un amico e stai tranquillo"
Metodi mafiosi in pizzeria


Articolo letto 14.184 volte
arresto, estorsione, mafia, palermo, pizzeria, pizzo, polizia, san lorenzo, Cronaca

A gennaio due persone sono state fermate davanti al noto locale del quartiere San Lorenzo. Ora la loro posizione si complica.

VOTA
3/5
6 voti

PALERMO - Avevano provato a sminuire il loro gesto. Sostenendo che non fosse stata una richiesta di pizzo, ma un maldestro tentativo di affrontare lo stato di indigenza. I poliziotti non ci hanno mai creduto e ora si complica la posizione di Sergio Macaluso, 32 anni, e Domenico Mammì, di 40, accusati di tentata estorsione ai danni del titolare di una nota pizzeria di San Lorenzo.

I pubblici ministeri contestano ai due indagati l'aggravante dell'articolo 7, e cioè quella che scatta quando c'è di mezzo la mafia. Mafioso sarebbe stato il metodo - e già basterebbe questo per aggravare la posizione - con cui hanno agito, ma le indagini adesso puntano a capire per conto di chi i due sarebbero entrati in azione.

A coglierli sul fatto, il mese scorso, furono gli agenti del Commissariato San Lorenzo. C'era un capannello di persone davanti al locale. I titolari, due amici e altrettanti clienti avevano accerchiato i due arrestati per impedire loro di andare via a bordo di una Smart dopo avere lanciato un chiaro avvertimento: “Cercati un amico e campi tranquillo”.

E dire che si erano presentati come due normali clienti per comprare una pizza da asporto. Non solo: i due sapevano che il titolare stava aprendo un nuovo locale. Non è servito a nulla: il commerciante non ha ceduto alle pressioni e gli animi si sono surriscaldati. Nel frattempo, però, ha avuto la lucidità di comporre il 113. Sul posto sono arrivati gli agenti della Squadra mobile. Ed è scattato l'arresto. Nel corso dell'interrogatorio, davanti al loro legale, i due indagati hanno scoperto che gli sarà contestata l'aggravante di avere agito per Cosa nostra.