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Soldi a precari, Forestali e Consorzi
Arriva la "sanatoria" per i burocrati


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Via libera ai finanziamenti e alle proroghe per i circa 24 mila lavoratori degli enti locali (compresi quelli dei Comuni in dissesto). Restano fuori i 1.700 ex sportellisti. Forestali: il blocco del turn over è solo sospeso in attesa della riforma, se non si farà in 4 mesi tutto tornerà come prima. Crocetta presenta un emendamento per proteggere i dirigenti che hanno ricevuto indennità per doppi incarichi vietati.

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PALERMO - Via ibera alle norme sui precari e sui Forestali. Ed ecco una "sanatoria" per i burocrati regionali spacciata per un provvedimento di "spending review". Mancano undici articoli all'approvazione finale della legge di stabilità regionale. Domani si riprenderà dagli ultimi temi caldi: la ricapitalizzazione per Riscossione Sicilia e la ex Tabella H.

I FORESTALI

Come detto, via libera all'articolo sui Forestali. Giunto in Aula tra le polemiche, per la norma voluta dal governo che avrebbe dovuto bloccare il turn over, cioè la sostituzione e le promozioni per i lavoratori "a giornate". Alla fine, è saltata fuori una norma-compromesso. Un mezzo bluff. Che sembra far contenti tutti, opposizione e parlamento. E anche assessori che non sembravano pensarla allo stesso modo, come Alessandro Baccei e Antonello Cracolici. La norma sospende il turn over in attesa che venga approvata la riforma del settore. Ma fissa una scadenza obbligatoria per l'ok alla riforma. Se entro 90 giorni il governo non produrrà questa legge o se entro 120 giorni l'Ars non l'approverà, si ritornerà al vecchio sistema.

“È stata data una risposta importante e positiva al mondo dei forestali. Apprezziamo l’impegno dell’assessore Cracolici, ora bisogna lavorare concretamente ad una riforma che possa valorizzare il comparto ottimizzando il loro lavoro di tutela e salvaguardia del territorio”. Questo il commento dei parlamentari regionali del Pd Concetta Raia, Mario Alloro, Giuseppe Arancio, Marika Cirone Di Marco, Pippo Digiacomo, Antonella Milazzo e Filippo Panarello.

LA SANATORIA PER I DOPPI INCARICHI

Apparentemente era una norma per il contenimento delle spese nella pubblica amministrazione. Invece, a guardarla bene, somiglia a una sanatoria. Nei confronti di quei burocrati che per anni hanno ricevuto i compensi per i propri "doppi incarichi" negli enti regionali, nonostante un chiaro divieto espresso prima da un decreto nazionale del 2010, poi dalla Finanziaria regionale del 2012. E' bastata un breve emendamento voluto dal governo Crocetta, col quale si fornisce l'"interpretazione autentica" di quella norma del 2012, sulla quale, a dire il vero, si era già espresso il Cga escludendo l'erogazione di quelle indennità per tutti i dirigenti. Un parere al quale era seguita una circolare del Ragioniere generale Sammartano che aveva obbligato gli enti regionali a bloccare quegli stipendi e ad avviare il recupero delle somme degli anni scorsi. L'emendamento del governo capovolge quindi l'interpretazione del giudice amministrativo, apre per il futuro ale retribuzioni per i doppi incarichi e pone le basi per una "sanatoria" almeno per gli incarichi dal 2012 in poi.

Tra l'altro, il governo Crocetta ha anche ampliato la platea degli enti esclusi dall'obbligo della gratuità degli incarichi. Dalle società partecipate all'Aran, passando per le Camere di Commercio e i soggetti contenuti nell'Allegato 1 della Finanziaria. Tra questi, gli enti economici, l'Irsap, il Ciapi, l'Istituto Vite e vino, l'Istituto incremento ippico, l'Esa, enti parco e teatri.

PRECARI

L'articolo che riguarda i precari siciliani dà il via libera alla copertura finanziaria per garantire un anno di proroga ai lavoratori degli enti locali. Entro il 30 giugno del 2016 ogni ente approva il piano programmatico triennale delle assunzioni. Gli enti che avranno ri risorse disponibili per assumere e posti liberi in pianta organica, ma non procederanno con le assunzioni, subiscono una decurtazione del cinquanta per cento dei contributi per i precari. Le spese per le assunzioni non entreranno nel computo relativo al rispetto del Patto di stabilità. Prevista anche la copertura per i precari dei Comuni in dissesto. Tra qusti, i Comuni di Bagheria e Augusta. I Comuni potranno usare per il 2016 le somme non utilizzate nel 2015. Polemica in Aula per la scelta della presidenza dell'Ars di non ammettere alcuni subemendamenti relativi ad altre categorie sdi precari. Tra questi, gli oltre 1.700 lavoratori degli ex sportelli multifunzionali. Alcuni di loro, presenti a Palazzo dei Normanni hanno protestato: "Avevamo ricevuto rassicurazioni dal governo. Sia l'esecutivo di Crocetta che un pezzo di Ars non hanno mantenuto la parola. Siamo stati ingannati".

CONSORZI BONIFICA

La norma prevede un finanziamento da oltre 36 milioni di euro per i Consorzi. Il primo comma prevede un aumento del contributo di circa 3 milioni rispetto all'anno scorso. Previsti però anche alcuni obblighi per i Consorzi: gli enti dovranno, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria, presentare il rendiconto dell'anno precedente, insieme a un Piano che preveda il taglio del 20 per cento dei costi di gestione. Gli enti che non rispetteranno questi obblighi, non riceveranno i contributi.

“Il sistema di Consorzi di bonifica è ad un punto di crisi, la riforma non va solo scritta, va applicata in tempi brevi. Bisogna ristrutturare gli enti ed aumentare le superfici irrigue in modo da poter far crescere le entrate ed avere tariffe compatibili con la condizione attuale dell’agricoltura siciliana”. Lo ha detto Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltrua, a proposito dell’articolo 32 sui Consorzi di Bonifica approvato oggi dall’Ars nell’ambito dell’esame della finanziaria, che finanzia con ulteriori tre milioni gli enti ed impegna i commissari a fornire un piano di riduzione dei costi di gestione ed a trasmettere i rendiconti anche all’Ars. “Il vero problema – ha aggiunto Cracolici - è che oggi non è chiara la situazione debitoria degli enti, né dei contenziosi anche verso soggetti esterni. Stiamo parlando di enti commissariati da vent’anni, la riforma è indispensabile”.

 

LA DIRETTA DELLA SEDUTA MINUTO PER MINUTO


19.56 La seduta termina qui. Mancano 11 articoli per l'approvazione della legge di stabilità.


19.53 Approvato l'articolo 32 sui Consorzi di bonifica: la norma prevede un finanziamento da oltre 36 milioni di euro per i Consorzi. Il primo comma prevede un aumento del contributo di circa 3 milioni rispetto all'anno scorso. Previsti però anche alcuni obblighi per i Consorzi: gli enti dovranno, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria, presentare il rendiconto dell'anno precedente, insieme a un Piano che preveda il taglio del 20 per cento dei costi di gestione. Gli enti che non rispetteranno questi obblighi, non riceveranno i contributi.


19.41 Approvato un emendamento del Movimento cinque stelle che sopprime il finanziamento da 50 mila euro per l’Associazione siciliana dei consorzi ed enti di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario (ASCEBEM).


19.21 L'assessore all'agricoltura Cracolici: "Mi sto avvicinando a questa materia complessa dei Consorzi con lo spirito di chi vuole ascoltare. Oggi abbiamo due commissari, ma non abbiamo mai sciolti gli 11 Consorzi di bonifica. Questi enti, però, da oltre 8 anni non hanno un collegio dei revisori dei conti. Ci troviamo quindi in un sistema non governato. E di enti di cui spesso si parla, conoscendo poco di essi. A cominciare dai debiti: nessuno conosce davvero la situazione debitoria di questi enti, oltre ai contenziosi in atto".


19.13 Vinciullo: "Da due anni chiediamo i conti dei Consorzi di bonifica e da due anni non riusciamo ad averli. Per questo abbiamo deciso di metterlo per legge".


19.05 Fazio (Misto): "Così non si può andare avanti. Il denaro non può più essere sprecato. Bisogna rendere funzionanti ed efficaci gli enti finanziati dalla Regione. E così non avviene. Oggi senti Baccei dire che 'bisogna fare verifiche'. Credo che le verifiche andassero fatte prima. E' inaccettabile certamente l'aumento di circa il 600 per cento dei canoni irrigui".


18.58 Milazzo (Pd): "E' giunta l'ora di fare una riforma seria dei Consorzi di bonifica. Ma credo anche che i Consorzi siano una grande risorsa e che da paradigma della malagestione debbano rappresentare un esempio positivo".


18.53 Laccoto (Pd): "Metà di questo articolo non può essere esaminato, perché alcuni commi non sono passati dalla commissione che io presiedo e che è quella competente, cioè la Commissione attività produttive".


18.48 La norma prevede un finanziamento da oltre 36 milioni di euro per i Consorzi. Il primo comma prevede un aumento del contributo di circa 3 milioni rispetto all'anno scorso. Previsti però anche alcuni obblighi per i Consorzi: gli enti dovranno, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria, presentare il rendiconto dell'anno precedente, insieme a un Piano che preveda il taglio del 20 per cento dei costi di gestione. Gli enti che non rispetteranno questi obblighi, non riceveranno i contributi.


18.46 Panepinto (Pd): "Lo stesso ragionamento fatto per i Forestali va fatto per i Consorzi di bonifica. Fermo restando la tutela dei posti di lavoro, serve una riforma che renda gli enti più efficenti".


18.36 “Non condividiamo l’intransigenza della presidenza dell’Ars che non ha permesso la trattazione di alcuni importanti emendamenti già apprezzati nelle commissioni di merito che per questioni formali non erano inseriti tra gli emendamenti ammissibili. Quando si parla di precari dei comuni, degli sportellisti e di altri lavoratori precari bisogna pensare allo sconforto in cui versano migliaia di famiglie siciliane che attendevano dall’Aula una risposta, ancora una volta rinviata per tecnicismi “variabili”, più o meno legittimi, dai quali intendiamo prendere le distanze come gruppo politico”. Lo affermano i deputati di Sicilia Futura, Giuseppe Picciolo, Edy Tamajo, Michele Cimino, Totò Cascio, Salvo Lo Giudice, Totò Lentini e Marcello Greco.


18.25 Si passa all'articolo 32 sui Consorzi di bonifica


18.22 Approvato l'articolo 29 sull'Eas.


LA NORMA PER I PRECARI

L'articolo che riguarda i precari siciliani dà il via libera alla copertura finanziaria per garantire un anno di proroga ai lavoratori degli enti locali. Entro il 30 giugno del 2016 ogni ente approva il piano programmatico triennale delle assunzioni. Gli enti che avranno ri risorse disponibili per assumere e posti liberi in pianta organica, ma non procederanno con le assunzioni, subiscono una decurtazione del cinquanta per cento dei contributi per i precari. Le spese per le assunzioni non entreranno nel computo relativo al rispetto del Patto di stabilità. Prevista anche la copertura per i precari dei Comuni in dissesto. Tra qusti, i Comuni di Bagheria e Augusta. I Comuni potranno usare per il 2016 le somme non utilizzate nel 2015. Polemica in Aula per la scelta della presidenza dell'Ars di non ammettere alcuni subemendamenti relativi ad altre categorie sdi precari. Tra questi, gli oltre 1.700 lavoratori degli ex sportelli multifunzionali. Alcuni di loro, presenti a Palazzo dei Normanni hanno protestato: "Avevamo ricevuto rassicurazioni dal governo. Sia l'esecutivo di Crocetta che un pezzo di Ars non hanno mantenuto la parola. Siamo stati ingannati".


18.12 Si passa all'articolo 29 che riguarda il finanziamento all'Ente acquedotti siciliano.


18.11 Approvato l'articolo 28 sui precari siciliani.


18.03 Rimane fuori dalla trattazione dell'articolo 28 il subemendamento che avrebbe garantito il fututo di oltre 1.700 lavoratori degli ex sportelli multifunzionali. Alcuni loro, a Palazzo dei Normanni per seguire i lavori, non nascondono la propria amarezza. "Alcuni di noi - raccontano - per 11 giorni hanno portato avanti lo sciopero della fame. Poi il governo ci ha incontrato, assicurandoci che il nostro caso sarebbe stato risolto. E invece, sia il governo Crocetta che parte dell'Assemblea, non ha mantenuto la parola data. Siamo stati ingannati".


18.00 "Esprimiamo tutta la nostra amarezza per la decisione della conferenza dei capigruppo di non ammettere l'emendamento riguardante gli ex operatori degli sportelli multifunzionali" questo il commento a caldo di Marco Falcone e Vincenzo Figuccia, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia. "Era stata presentata una norma condivisa - continuano i due parlamentari - per riavviare a un percorso lavorativo uno dei bacini di lavoratori più bistrattati dal governo regionale, ma, purtroppo, la maggioranza ha ritenuto di rinviare l'argomento a un disegno di legge di settore". "Prendiamo, ancora una volta, atto - hanno concluso Falcone e Figuccia - che, malgrado le rassicurazioni, non vi e' poi la concreta volontà di affrontare e risolvere le questioni più delicate, determinando non solo la penalizzazione di una categoria di lavoratori, ma privando o, comunque, riducendo di fatto alla Sicilia un servizio essenziale, quale il sostegno alle politiche attive e passive del lavoro".


17.55 Riprende l'Aula.


17.48 Aula sospesa per cinque minuti.


17.48 Proteste in Aula per la decisione di non ammettere alcuni emendamenti riguardanti gruppi di precari siciliani.


17.44 Tamajo (Sicilia futura) avverte che il gruppo parlamentare è pronto ad abbandonare per protesta i lavori d'Aula.


17.40 Figuccia (Forza Italia) chiede di far rientrare tra gli emendamenti da trattare, anche quello riguardante gli operatori degli ex sportelli multifunzionali.

17.19 La conferenza dei capigruppo ha deciso di inviare alle commissioni di merito gli emendamenti che non possono essere esaminati proprio perché non esaminati dalle commissioni prima di giungere in Aula. Confluiranno poi in una "legge stralcio".

17.15 Riprende la seduta. L'Aula sta ancora esaminando l'articolo 28 sui precari della pubblica amministrazione.

LA NORMA "SALVA-BUROCRATI"

Con un emendamento del governo approvato dall'Ars, l'esecutivo di Crocetta ha dato una "iterpretazione autentica" di un parere del Cga del 2014. Un parere che interveniva su una norma della Finanziaria del 2012 che sanciva la gratuità degli incarichi di amministratore o membro di cda svolti dai dirigenti regionali in enti legati alla Regione o finanziati dalla Regione stessa. Secondo il governo, quella norma va riferita solo alle cariche elettive (ovvero agli incarichi ricoperti da sindaci, consiglieri, deputati). Una interpretazione opposta a quella dei giudici amministrativi, che avevano precisato, col parere del 2014, che quelle norme non riguardavano soltanto gli eletti. Da adesso in poi, insomma, gli incarichi potranno essere retribuiti. Resta da capire come si opererà per le somme già erogate a tanti burocrati negli anni passati. Il parere del Cga, infatti, aveva spinto il Ragioniere generale a chiedere agli enti regionali non solo lo stop alle indennità per i dirigenti, ma anche di avviare il recupero delle somme erogate. La norma approvata dall'Ars, come detto, specifica che da adesso in poi si applicheranno le norme nazionali contenuto nel decreto 70 del 2010. In vigore già da allora, a dire il vero. E che disciplinava anche l'impossibilità per i dirigenti generali di essere retribuiti per incarichi conferiti dalla stessa Regione. Il governo Crocetta ha anche inserito un ulteriore "distinguo": vengono esclusi dall'obbligo della gratuità degli incarichi, una sfilza di enti. Dalle società partecipate all'Aran, passando per le Camere di Commercio e i soggetti contenuti nell'Allegato 1 della Finanziaria. Tra questi, gli enti economici, l'Irsap, il Ciapi, l'Istituto Vite e vino, l'Istituto incremento ippico, l'Esa, enti parco e teatri.

16.30 Aula sospesa. I deputati si riuniscono per una conferenza dei capigruppo.

16.29 Anche Mariella Maggio (Pd) chiede una conferenza dei capigruppo per decidere lo stralcio in un ddl autonomo delle norme sui precari.

16.22 Falcone (Forza Italia) chiede una conferenza dei capigruppo per chiarire il percorso da seguire sulla norma relativa ai precari.

16.15 In particolare l'Ars sta discutendeo sui precari del Comune di Milo, quelli delle ex Province e quelli degli ex sportelli multifunzionali.

15.50 L'Aula riprende. Discussione ancora incentrata sul tema dei precari.

15.40 Aula nuovamente sospesa.

15.15 Riprende la seduta.

15.00 La norma approvata dall'Ars, di fatto, esclude dall'obbligo della gratuità degli incarichi gli amministratori di tantissimi enti regionali. Tra questi, gli enti economici, l'Irsap, il Ciapi, l'Istituto Vite e vino, l'Istituto incremento ippico, l'Esa, enti parco e teatri e società partecipate.

14.40 “Mi sono impegnato a presentare una proposta di riforma sulla forestazione che metta al centro le attività che i lavoratori faranno a servizio della Sicilia: valorizzazione produttiva dei boschi, gestione delle riserve e dei siti a finalità turistico ambientale, istituzione del servizio di prevenzione civile per monitorare il nostro territorio a rischio dissesto”. Così l’assessore regionale assessore all'agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea Antonello Cracolici commenta la riscrittura dell’articolo 19 della finanziaria, che prevede la sospensione delle graduatorie nell’attesa di una riforma da votare entro 120 giorni. Termine oltre il quale, qualora non venisse approvata, tornerebbero a vigere le norme preesistenti. “La sospensione del turnover in attesa della riforma serve a fotografare la situazione calcolando la forza lavoro ed il numero di giornate effettuate. La Sicilia – sottolinea Cracolici - ha il dovere di restituire dignità ad un lavoro che costituisce un pezzo essenziale della tutela ambientale del nostro territorio. Con la legge che faremo, - continua - concertandola innanzitutto con i sindacati che costituiscono gli interlocutori principali del processo di condivisione, renderemo evidente che tanta demagogia alimentata si è fondata esclusivamente su pregiudizi, a partire dal numero di addetti, compresivi anche del servizio antincendio, che in Sicilia sono circa 9000 unità uomo anno (Il numero di giornate degli attuali 24 mila corrisponde infatti a 9000 unità uomo anno), numeri simili ad altre regioni che utilizzano per le stesse tipologie di lavoro l'affidamento a cooperative e a imprese private”.

14.15 "Questa mattina con il voto favorevole di tutti i partiti è stato approvato l'allegato emendamento che io ho firmato a nome di tutta la commissione e che pone le basi per la riforma del sistema forestale in Sicilia". Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio Vincenzo Vinciullo.

13.56 “E’ un grande risultato, abbiamo votato una norma che apre la strada alla prima vera riforma del settore forestale che possa aumentare le competenze dei lavoratori finalmente utilizzati appieno per la tutela del patrimonio boschivo e naturalistico dell’isola”. Lo dicono il presidente del gruppo parlamentare Alice Anselmo, ed i parlamentari Mariella Maggio, Baldo Gucciardi e Giovanni Panepinto a proposito della riscrittura dell’articolo 19 della finanziaria proposto dai capigruppo ed approvato all’unanimità, che prevede la sospensione delle graduatorie nell’attesa di una riforma da votare entro 120 giorni. “ I lavoratori – sottolineano i parlamentari Pd – hanno pagato fino a questo momento le conseguenze dell’assenza di una vera riorganizzazione. Siamo chiamati a votare nel più breve tempo possibile una legge che consenta di offrire opportunità di reale stabilizzazione agli operai finalmente impiegati in lavori di tutela e valorizzazionedel patrimonio boschivo”.

13.45 Aula sospesa.

13.21 Anche Panepinto e Panarello (Pd) chiede l'abolizione del comma che prevede sanzioni per i Comuni che non stabilizzeranno i precari.

13.20 Milazzo (Forza Italia) chiede l'abolizione del comma che prevede un taglio delle risorse per quei comuni che, pur avendo le risorse e i posti liberi in pianta organica, non stabilizzerà i precari. "Alcuni enti - spiega - sono in oggettiva difficoltà di assumere, anche a causa del superamento del patto di stabilità".

13.13 Alloro (Pd): "Serve un intervento destinato ai precari delle Province. La legge di stabilità nazionale non ha menzionato questi lavoratori".

13.09 Grasso: "Abbiamo assistito ad annunci di Agenzie, di stabilizzazioni, di contributi decennali ai Comuni e invece ecco la solita proroga. Questo governo ha dimostrato la propria incapacità".

13.07 Si riprende dall'articolo 28, che prevede le norme relative ai precari siciliani.

13.05 Aula sospesa

13.03 Approvato l'articolo 20 sulla spending review negli enti regionali.

13.02 Col via libera del governo, abolito il limite di tre mesi per i commissariamenti negli enti regionali.

12.54 In pratica, l'articolo 20 prevede la cancellazione dei compensi per gli incarichi extra di dirigenti e amministratori. Una norma, a dire il vero, in vigore dal 2010 ma spesso ignorata in Sicilia. Ma governo e maggioranza, come detto, hanno inserito una lunghissima fila di enti esclusi da questi interventi.

12.51 La norma prevede l'allineamento con la normativa regionale. In particolare il comma di un decreto legge del 2010, nella parte in cui prevede che "la  partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonche' la titolarita' di organi dei predetti enti e' onorifica; essa puo' dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora siano gia' previsti i gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. La violazione di qua nto previsto dal presente comma determina responsabilita' erariale e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati".

12.45 Dalle norme di riduzione della spesa, però, sono eslcusi gli enti dell'"Allegato 1" della Finanziaria. Decine di soggetti, insomma, che non verranno sfiorati dalla norma.

12.40 Dal riordino degli enti vengono escluse le Ipab. Giuffrida (Sicilia democratica): "Vorrei sapere dal governo perché ha escluso quegli enti".

12.30 Il comma prevedeva il limite di tre mesi ai commissariamenti negli enti regionali. Il governo quindi è contrario.

12.29 Crocetta propone la soppressione del comma che prevede le nuove norme per i commissariamenti. "E' più utile parlarne all'interno della discussione sulla legge riguardante la semplificazione amministrativa".

12.09 Laccoto (Pd): "Abbiamo verificato che nelle partecipate ci sono sprechi molto più grandi rispetto ai Forestali. Penso ad esempio all'Irsap, dove si spende tantissimo per gli incarichi legali".

12.03 Si passa alla norma che prevede interventi di spending review negli enti regionali.

11.56 Figuccia (Forza Italia): " “Sul blocco del turn over per i forestali abbiamo inchiodato alle sue responsabilità il governo Crocetta. Ora l’esecutivo ha novanta giorni di tempo per varare una riforma che metta fine al ricatto nei confronti di questo personale, bistrattato e trattato come merce elettorale da troppo tempo. Personalmente ho poca fiducia che Crocetta e il suo governo rispettino questo impegno, ma in una situazione davvero assurda è già un risultato avere imposto questo aut aut. Vigileremo perché ai forestali venga data dignità ed affinchè si passi alla logica del bosco produttivo rispetto a quello assistenziale. Siamo di fronte a una grande opportunità: la fruibilità di riserve naturali, aree protette a fini turistici e produttivi, con il coinvolgimento dei siti archeologici e dei comuni attraverso l'impiego dei forestali”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars.

11.53 Approvata la riscrittura.

11.49 La norma sospende il turn over in attesa che venga approvata la riforma del settore. Ma fissa una scadenza obbligatoria per l'ok alla riforma. Se entro 90 giorni il governo non produrrà questa legge o se entro 120 giorni l'Ars non l'approverà, si ritornerà al vecchio sistema.

11.46 Il governo presenta un emendamento col quale riscrivere la norma. Baccei: "Questo emendamento obbliga il governo a presentare la riforma entro i 90 giorni e una scadenza chiara anche per l'approvazione da parte dall'Assemblea. Nessuno vuole togliere giornate ai Forestali. Ma vogliamo che le giornate siano utili e producano un reddito".

11.30 Tanti gli interventi stamattina dei deputati regionali che hanno criticato la scelta del governo di istituire il "blocco del turn over".

Archiviati, non senza polemiche, gli articoli che riguardano i Comuni, le province e i dipendenti regionali, l'Assemblea regionale riparte dal tema scottante dei Forestali, in una insolita domenica di lavoro che rappresenta anche la vigilia dell'ultima giornata utile per l'approvazione della legge di stabilità.

E si riparte anche in questo caso tra le polemiche. In particolare, sulla norma dell'articolo 19 sulla forestazione che riguarda il cosiddetto "blocco del turn over". Che significa? Questa categoria di lavoratori è suddivisa in “giornate annue”: 151, 101 e 78, oltre agli assunti a tempo indeterminato, che lavorano 310 giornate l'anno. Il turnover consente il ricambio, appunto, in seguito al pensionamento di uno dei lavoratori. Se, ad esempio, ad andare in pensione è un lavoratore a 151 giornate, a sostituirlo sarà un forestale della categoria sottostante, e così via. Ovviamente ogni “salto di categoria”, si traduce in un guadagno economico per il lavoratore. Ma il governo ha deciso la sospensione di questo blocco, in attesa di una riforma organica del settore. Una decisione che già durante l'esame in Commissione bilancio ha scatenato proteste e malumori.

Durante qui giorni di esame in seconda commissione, a dire il vero, emersero anche i dubbi sugli effettivi numeri dei forestali in Sicilia. Ma adesso l'attenzione dei deputati è su quella norma che "frena" le progressioni. E non sono mancati in questo senso gli attacchi politici all'assessore all'Economia Baccei, costretto a precisare che "quella legge è stata proposta dall’assessore al ramo (Cracolici, ndr), con la condivisione del sottoscritto. La norma che consente di fotografare l’effettiva consistenza del bacino ed avviare così la riforma”. Perché la fotografia “dell'effettiva consistenza” di quel bacino è al momento molto sfocata. “La vicenda dei Forestali – spiega l'assessore all'Economia - è per certi aspetti assimilabile ad altri comparti della Regione. Penso ad esempio ai Consorzi di bonifica. Serve una ricognizione molto attenta, per capire effettivamente quanti sono i lavoratori”. Si riparte da qui.