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Riscossione, via 2 membri del Cda
Salta Fiumefreddo: "Arma finale"


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, Politica

Antonio Fiumefreddo (nella foto) decade da presidente di Riscossione Sicilia dopo le dimissioni dei due consiglieri del Cda. E commenta: "L'ho saputo per ultimo, hanno usato l'arma finale contro di me".

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PALERMO - Si sono dimessi i consiglieri di amministrazione di Riscossione Sicilia Spa Maria Filippa Palagonia ed Eustachio Cilea. E con le dimissioni decade anche il terzo componente del Cda, il presidente Antonio Fiumefreddo. La notizia delle dimissioni dei due consiglieri del Cda è arrivata a Palazzo dei Normanni proprio mentre l'Ars stava discutendo l'emendamento di riscrittura della norma della finanziaria (art.33), firmato dal governatore Rosario Crocetta e dall'assessore all'Economia Alessandro Baccei. E proprio mentre in Aula non si risparmiavano pel critiche per l'attuale management della società. 

"Ho sentito i due consiglieri alle 14 di oggi, non mi risultano le loro dimissioni". Diceva nel pomeriggio il presidente del Cda di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo, rispondendo sulle dimissioni dei due consiglieri. Per poi apprendere infine come stavano le cose. "L'ho saputo per ultimo, hanno usato l'arma finale contro di me. Ho appreso tutto dall'ANSA", diceva Fiumefreddo in serata, decaduto dall'incarico.

Intanto, in Aula negli stessi minuti si sbloccava la norma per la ricapitalizzazione della società. Dopo che nel dibattito erano state mosse critiche a Fiumefreddo, che da tempo era entrato in rotta di collisione con l'Assemblea. “Il problema di Riscossione Sicilia non è di far quadrare i bilanci, quanto nella capacità di gestione del suo vertice", attaccava Totò Lentini di Sicilia Futura. Questo mentre Rosario Crocetta, conversando con i cronisti, lanciava l'ipotesi di contratti di solidarietà per gli 800 dipendenti di Riscossione Sicilia Spa. "C'è un problema di costi - dice Crocetta - Me ne occuperò personalmente, voglio fare chiarezza".