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La città (s)Favorita
e Orlando l'illusionista


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Il traffico è un carnaio. La disorganizzazione regna: il caos della Favorita è solo l'ultimo esempio. Sporcizia e violenza la fanno da padrone. Eppure per il sindaco Leoluca Orlando...

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Secondo il poeta maledetto Charles Baudelaire: “La più grande astuzia del diavolo consiste nel farci credere che non esiste”. Parafrasando, la più grande astuzia del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – illusionista e narratore sommo, abilissimo come pochi – consiste nel farci credere che questa sia una città vivibile.

Sì, certo, con qualche piccola difficoltà: per esempio, talvolta, l'impossibilità di prendere la macchina per compiere un'azione ribalda e trasgressiva come recarsi al lavoro. Sì, certo, l'assessore comunale e comunista alla (im)Mobilità, Giusto Catania, bacchetta sovente, spalleggiato da una curva di ultrà radical chic, i panormitani che si ostinano a utilizzare la capitalistica auto, non disponendo di un cocchio. Cattivi e cattivi, perché non si accontentano di un carinissimo tram - disfattisti - o di un bus chiamato desiderio? E si può non affermare in coscienza che la vivibilissima Palermo diventerà bellissima, come ripete il sindaco dal ciuffo perennemente spettinato, quando si rifugia nel 'divenire' che è il suo più autentico marchio di propaganda?

Infatti, è ovunque un fiorire di selfie celebrativi e di onorificenze, nella capitale ricostruita dall'ammirevole illusionista a sua immagine e somiglianza. La foto col presidente Mattarella in visita per l'anno accademico, la via dedicata a Elvira ed Enzo Sellerio, le congratulazioni per il premio a 'Fuocoammare'. Orlandopoli è un Olimpo abitato da divinità dall'animo culturalmente orientato, una galleria di ritratti pensosi e nobili, una parrucchino sulla calvizie dei fatti. Né manca la frecciatina continuata nei confronti di Palazzo d'Orleans, contro il presidente dimezzato Rosario Crocetta. Hai visto mai che dopo Palazzo delle Aquile....

Nel frattempo, quaggiù, si agonizza. Il traffico ha raggiunto proporzioni che costringerebbero al più attonito mutismo perfino il loquace zio di Johnny Stecchino. Le strade sono appannaggio dei posteggiatori abusivi. La sporcizia regna sovrana. I cantieri soffocano la circolazione. La violenza offre spunti di cronaca quotidiani. Il centro cade a pezzi. Palermo è brutta, sporca e anche cattiva. Ma il suo primattore, con scenografica astuzia, riesce a spiegarci ogni giorno che la piaga ha la stessa labilità del fumo. Non c'è chi alzi la voce a 'Orlandopoli', tra intellettuali o sedicenti tali, per inaugurare un vero e, all'occorrenza, durissimo dibattito su questo sindaco, su questa giunta, su questa politica.

Sono dunque preda dell'illusionismo? Hanno subito la seduzione del 'divenire' che mai si completa? Indossano la livrea di chi ha scelto di appartenere alla casa regnante? Eppure, con Diego Cammarata sul trono – con i suoi evidenti torti – non passava ora senza che il Solone di turno si alzasse per motteggiarlo, sfotterlo e crocifiggerlo. Ai sedicenti, per ritrovare la favella, forse sarebbe bastato un soggiorno nei dintorni della Favorita l'altra mattina, quando centinaia di ribaldissimi automobilisti sono rimasti intrappolati nella calca per ore e ore a motivo della straordinaria opera di pulizia del suddetto parco reale.

I maligni e feticisti del volante hanno subito protestato contro “l'ennesima prova di inefficienza del Comune” a cui è seguito un pronto rimedio. Stiano zitti, per piacere. E che nessuno si permetta di svegliare Palermo, la brutta addormentata.