Live Sicilia

La lettera

Ma quella dieta protegge


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, Cultura e Spettacolo

La Dieta Smartfood si basa su migliaia di ricerche scientifiche e sugli studi all’avanguardia di nutrigenomica, la disciplina che si occupa delle relazioni tra il cibo e il nostro patrimonio ereditario.

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Gentile direttore,

il professore Adelfio Elio Cardinale, nel suo articolo su Live Sicilia, inserisce la Dieta Smartfood in una «babele, ove guru, santoni, nutrizionisti, masterchef, social media confondono le idee». Ci teniamo a precisare che non ha nulla a che vedere con le altre diete citate, e cioè Weight Watchers, Scarsdale e Dukan. Smartfood, raccontata in un libro appena edito da Rizzoli, è la prima dieta italiana con un marchio scientifico: è approvata dallo Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano.

È presumibile che il professore non abbia ancora avuto modo di leggere il volume, anche perché è andato esaurito il primo giorno di uscita (25 febbraio scorso) in quasi tutte le librerie d’Italia ed è stata avviata la terza ristampa. Sarà nostro piacere fargliene omaggio di una copia. Forse ha letto la notizia sulla prima pagina del Corriere della Sera, che comunque definisce Smartfood come «dieta certificata» e che già nel titolo, «I trenta cibi intelligenti per vivere di più (e meglio)», chiarisce come non si tratti di un programma di dimagrimento per tagliare chili alla svelta. Al contrario, è una cultura alimentare che punta alla salute e alla prevenzione di cancro, patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative.

La Dieta Smartfood si basa su migliaia di ricerche scientifiche e sugli studi all’avanguardia di nutrigenomica, la disciplina che si occupa delle relazioni tra il cibo e il nostro patrimonio ereditario, ossia il DNA. Si è scoperto che certe sostanze degli alimenti influenzano l’espressione dei geni e quindi lo stato di salute. Non solo: sembra proprio che alcune molecole riescano a imbavagliare i geni che ci fanno invecchiare, come p66 e Tor, e ad attivare i geni che allungano la vita, come Sirt. I cibi che le contengono sono intelligenti perché capaci, potenzialmente, di allungare la vita. Non si tratta di prodotti industriali creati ad hoc per fare arricchire un’azienda. I 20 Longevity Smartfood sono cibi comunissimi, già patrimonio della Dieta mediterranea: dalla lattuga alle arance rosse, dalle melanzane alle ciliegie, dagli asparagi alle prugne nere.

Nel libro La Dieta Smartfood, proponiamo di armonizzarli con altri 10 cibi e categorie di cibi, i Protective Smartfood, che proteggono l’organismo, allontanando sovrappeso e molte malattie croniche: aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d’oliva, oli di semi spremuti a freddo, semi oleosi, verdura. Alla fine del suo articolo su Live Sicilia, il professore Cardinale scrive: «Recenti ricerche condotte ad Harvard e pubblicate su The Journal of Nutrition hanno riscontrato grandi vantaggi nel nutrirsi, 2 o 3 volte a settimana con alimenti di origine vegetale: verdura, frutta, cereali integrali». Nella Dieta Smartfood mutuiamo proprio il pasto intelligente elaborato all’Harvard Medical School di Boston: prevede che pranzo e cena salutari siano formati per metà da verdura e frutta (più verdura che frutta), un quarto da cereali (meglio se integrali) e un quarto da proteine. Qui il link http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/healthy-eating-plate/

Cordialmente,

Eliana Liotta, giornalista e scrittrice

Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca allo Ieo e professore ordinario all’Università degli Studi di Milano

Lucilla Titta, nutrizionista, coordinatrice del gruppo SmartFood allo Ieo di Milano