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i dati del ministero della giustizia

Corti d'appello e prescrizioni
Palermo tra le più 'virtuose'


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Trento la sede in cui si riesce a ridurre al minimo il numero dei procedimenti penali prescritti, al secondo posto il capoluogo siciliano.

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di Lara Sirignano (ANSA)
PALERMO - La "classifica" viene da fonte autorevole: il ministero della Giustizia. E indica le corti d'appello italiane più "virtuose", quelle in cui cioè si riesce a ridurre - azzerare è ancora una chimera - il numero dei procedimenti penali prescritti. In testa c'è Trento, che sul carico nazionale incide solo per lo 0,04%: dieci casi di prescrizione nel 2014, 5 nel primo semestre del 2015, rispettivamente su 698 e 401 definiti. In coda troviamo Venezia, che grava per il 7,42% sul dato italiano e su 3724 affari trattati ne ha dichiarati prescritti 1804, cioè quasi la metà. Per una volta il Sud non detiene il record dei dati negativi. Anzi al secondo posto, in termini di efficienza, c'è Palermo: 5385 casi trattati nel 2014, 282 le prescrizioni. L'1,16% del carico italiano. Mentre Perugia, ad esempio, corte d'appello di dimensioni molto più ridotte, quindi con numeri ben minori (1731 nel 2014), segna il 2,11% dei casi nazionali. Altro dato da sottolineare è che circa la metà delle prescrizioni nazionali si concentrano a Roma (il 31,20% dei procedimenti finisce con un nulla di fatto), Torino (il 31,30), Napoli (il 39,87) e Venezia. Dato spiegabile in parte con le dimensioni delle corti d'appello e, spiegano i tecnici, con gli organici ridotti di certi uffici giudiziari. Soddisfatto del posto in classifica si dice il presidente della corte d'appello di Palermo Gioacchino Natoli che ha realizzato una vera e propria mappatura dei fascicoli, dando direttive precise sulla necessità di definire prioritariamente quelli più datati. "Sembra un criterio logico - commenta fornendo i dati del ministero - ma evidentemente così non è stato finora".

"Quello che si deve comprendere - spiega - è che il problema della prescrizione non è generale, ma localizzato e va affrontato dunque nelle sue specificità". Interessanti anche i dati relativi al lavoro dei 139 tribunali italiani. In cima alla graduatoria, con lo 0% di fascicoli prescritti, questa volta sono in 40. E anche qui la geografia non conta. C'è Aosta, come Campobasso, come Verbania. E pure diversi tribunali siciliani e calabresi: Termini Imerese, Trapani, Marsala, Sciacca, Crotone e Locri. In fondo, a sorpresa viste le dimensioni e quindi i carichi di lavoro, troviamo Potenza, dove si prescrivono il 37,1 % dei fascicoli, Larino (31,3), Lagonegro (21,4) e Avezzano (31). Diversi i dati del giudice monocratico. Un esempio: se a Palermo in tribunale sono solo 3 i casi di prescrizione accertati nel 2104, sempre nel capoluogo siciliano davanti al giudice monocratico se ne sono contati 979, il 15% di quelli trattati. Come si spiega? "Intanto dipende dal fatto che nei collegi l'organizzazione è centralizzata - spiega Natoli - Poi è anche vero che al monocratico finiscono le contravvenzioni che hanno tempi di prescrizione più brevi rispetto ai delitti generalmente di competenza dei collegi".