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Monsignor Staglianò

Da Mengoni a Pascal, su whatsapp
la catechesi del vescovo di Noto


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Antonio Staglianò, noto, vescovo, Cronaca, Siracusa
SIRACUSA - Riflessioni teologiche a misura di contemporaneità. Su whatsapp. A chi poteva venire un’idea del genere se non a monsignor Antonio Staglianò, il vescovo di Noto diventato famoso per aver spiegato il Vangelo cantando Mengoni e Noemi? E difatti il prelato della diocesi netina, che è anche membro della commissione Cei per la Cultura e le comunicazioni sociali, da qualche tempo – smart di messaggio e di strumento - s’è messo a spiegare il divino con il linguaggio della contemporaneità. Da Patty Pravo a Bauman. E su whatsapp. Dapprima ha cominciato inviando i messaggi ai religiosi della diocesi, poi ai giornalisti nei contatti dell’ufficio stampa: ne è nato un tam tam, come funziona per i gruppi su whatsapp, e adesso chiunque nella diocesi del Sudest di Montalbano la mattina si sveglia, e il primo messaggio ricevuto è quello di “don Tonino”, come si firma il vescovo. Per spiegare il “viaggio della conversione quaresimale” è tornato a citare Marco Mengoni: “Mi vengono in mente le belle espressioni in Ti ho voluto bene veramente – ha scritto monsignor Staglianò – “La meta non è un posto, ma quello che proviamo e non sappiamo come e quando ci arriviamo””. ha proseguito in punta di pentagramma. Non è mancato Bauman e la sua società liquida. E nemmeno incursioni nell’etica come quelle di stamattina: “C’è gente oggi – ha scritto il vescovo Staglianò - che decide chi deve vivere e chi deve morire, stabilisce cosa è bene e cosa è male (per sé, dentro le logiche dell’interesse individuale e del proprio piacere) inneggiando alla libertà di pensiero, e con il plauso della ormai diffusa cultura relativistica”. Riflessioni sull’umano, come le spiega lui: “Mi faccio interpellare dai fatti che accadono. Per esempio – spiega ancora - le canzonette di Sanremo: servono per sviluppare messaggi ma anche per entrare in un dibattito. La canzone di Patti Pravo – prosegue anticipando uno dei prossimi messaggi – dice che i cieli sono immensi: nel profilo dei messaggi che sto mandando, che lavorano alla scoperta del divino nell’uomo, io direi invece che l’uomo è immenso. Il cielo può essere letto come immenso perché corrisponde all’immensità che è nell’essere umano”. L’idea non è casuale. Nasce dal convegno di Firenze dello scorso novembre: “Un nuovo umanesimo – lo spiega Staglianò – rivolto anche all’interno della Chiesa. Nei messaggi entro in un dibattito contro l’individualismo e il narcisismo, temi che dovranno dettare la riforma della vita del clero”. Insomma, a Noto quest’anno la Quaresima passa anche da whatsapp. E non chiamatele omelie: “Potrebbero essere solo Pensieri alla Blaise Pascal – dice lui stesso - o una specie di Zibaldone alla Leopardi (con meno pessimismo) o ancora un Diario di bordo alla Herder (senza pretesa filosofica)”.