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Palermo

Escluso dal concorso vince al Tar
Sarà assunto dai vigili del fuoco


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Il Ministero dell’Interno condannato dai giudici amministrativi del Lazion al reclutamento del giovane palermitano nel corpo nazionale.

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PALERMO - I titoli sì, ci sarebbero stati, ma la vista no. E il cavillo gira tutto intorno ad un problema di miopia, che è la causa per cui un trentacinquenne palermitano, dopo aver partecipato al concorso pubblico per il reclutamento come vigile del fuoco risultando in un primo momento idoneo per titoli ed esami, sarebbe poi rimasto escluso. Un rospo troppo grande da ingoiare. Per questo, presenta e vince il ricorso al Tar del Lazio, che condanna il Ministero dell’Interno al reclutamento del ragazzo nel corpo nazionale.

Al primo step, M.G., giovane palermitano col sogno di entrare a far parte del corpo dei vigili del fuoco, si sarebbe qualificato. Ottimi i titoli, validi gli esami. Come da protocollo, però, avrebbe dovuto aspettare lo scorrimento della graduatoria concorsuale per cui erano previsti soltanto ottocentoquattordici posti. Una convocazione, nel frattempo, per l’accertamento dei requisiti di idoneità psicofisica e attitudinale, e la sorpresa. Il ragazzo viene giudicato non idoneo, dunque non ammesso. Tutta colpa di un deficit dell’acutezza visiva naturale.

Una miopia che gli è valsa l’esclusione dal concorso. Così, con il patrocinio di Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il Ministero dell’Interno, per l’annullamento, previa sospensione, del giudizio di non idoneità che gli è costato l’espulsione dalla selezione. La difesa ha presentato ai giudici amministrativi un intero fascicolo medico in grado di attestare il possesso dei requisiti specifici richiesti dal bando di concorso, certificato da Charles Anthony Martorana, direttore di oftalmologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca.

Il Ministero dell’Interno, difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, ha chiesto il rigetto del ricorso. Il Tar del Lazio, ha però disposto una verifica presso la direzione di sanità del dipartimento di pubblica sicurezza dando la possibilità ad entrambe le parti di avvalersi di un consulente di fiducia. Il tutto per accertare, in effetti, l’idoneità del trentacinquenne. E l’esito è stato positivo. Perché il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del giovane, condannando il Ministero dell’Interno, oltre al pagamento delle spese processuali, il rimborso del contributo unificato e le spese di verificazione clinica, anche al reclutamento del ragazzo come vigile del fuoco.