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La protesta del Brass Group
Concerto a Palazzo d'Orleans


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brass group, Cronaca

La finanziaria ha azzerato i trasferimenti alla Fondazione. E il maestro Garsia ha protestato suonando il piano in piazza davanti alla Presidenza della Regione. La solidarietà di Orlando.

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PALERMO - Sulle note dei grandi brani jazz, intonate dal maestro Ignazio Garsia, è andata in scena stamane, davanti Palazzo d’Orleans, la simbolica protesta del Bass Group di Palermo, dopo l’azzeramento dei fondi stabilito nella manovra di bilancio regionale. Il presidente della storica fondazione jazzistica palermitana si è infatti presentato davanti la Presidenza della Regione Siciliana insieme con il proprio pianoforte per rappresentare, suonando celebri brani di Duke Ellington, di Satin Doll e di Quincy Jones, il proprio disappunto al taglio dei finanziamenti destinati all’ente: “Nella recente manovra regionale soltanto i fondi per il jazz sono stati cancellati”, dichiara Ignazio Garsia, che aggiunge: “il problema è la parità tra forme d’arte, infatti non si comprende come la lirica e la sinfonica vengono finanziate regolarmente dal Governo, mentre il jazz subisce continui tagli ed ora anche l’azzeramento di tutti i fondi ”. Ed aggiunge: “Per la Regione Siciliana il jazz e la Fondazione Brass non hanno gli stessi diritti di altre orchestre, come quella del Teatro Massimo di Palermo o del Bellini di Catania, che ogni anno ricevono regolarmente fondi e finanziamenti per le proprie attività”.

L’azzeramento dei 300 mila euro di fondi regionali destinati al Bass Group avrà imponenti ripercussioni non soltanto per gli oltre 50 dipendenti, tra musicisti, coreografi ed artisti che operano nelle due storiche sedi palermitane della Fondazione: “Dopo i tagli subiti negli ultimi anni - commenta il Presidente del Bass Group - avevamo approvato un piano di ristrutturazione del debito che attraverso varie attività accessorie come la caffetteria, la ristorazione, la scuola di musica e la biglietteria avrebbe avviato un vero e proprio rilancio della fondazione e del jazz siciliano, ma con l’azzeramento dei fondi - aggiunge Garsia - sia gli oltre 50 dipendenti sia le attività del gruppo non potranno più proseguire”.

Anche i concerti in programmazione per la stagione 2016 rischiano di scomparire dal cartello di eventi della Fondazione. “Per la mancanza di fondi – chiarisce Garsia - abbiamo dovuto già cancellare i concerti d’orchestra e le altre attività che comportavano spese ingenti per l’ente”. E conclude: “Riusciremo soltanto a mantenere i concerti internazionali come quello di domani al Teatro Santa Cecilia, per cui erano già stati sottoscritti i contratti”.

Messaggi di solidarietà arrivano dal mondo sociale e della politica. Come il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando che ha commentato così il taglio dei fondi regionali diretti allo storico ente del capoluogo: “La Fondazione - commenta il sindaco - costituisce un importante riferimento di internazionalizzazione artistica della nostra città ed è per questo che deve andare avanti”. Anche i sindacati hanno espresso la propria vicinanza alla Fondazione: “Così come esiste il Teatro Massimo per la lirica e la Foss per la musica sinfonica – ha affermato il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo - così deve esistere la Fondazione Brass Group per il jazz. Non può esserci differenza”. Anche il vicesegretario regionale di Idv e consigliere comunale di Palermo, Paolo Caracausi, si è recato davanti Palazzo D'Orleans. “Ritengo che escludere il Brass Group dai finanziamenti regionali sia l'ennesima dimostrazione che questa amministrazione regionale non è adeguata ai bisogni della nostra Sicilia - dice Caracausi - Crocetta e tutta l'Assemblea regionale vadano a casa e lascino che i siciliani eleggano una nuova classe politica all'altezza del ruolo”.