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palermo, il duplice omicidio di falsomiele

Parla un amico di Bontà:
"Era una persona buona"


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La disperazione davanti alla scena del delitto: "Dovevamo mangiare una pizza insieme. Non avrebbe fatto male a una mosca. Adesso chi lo dice alla moglie e alle tre figlie?".

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PALERMO - "Adesso chi lo dice a Daniela e alla tre bimbe? Come è possibile che quello a terra sia Vincenzo. Non ci credo. Fatemi avvicinare voglio vederlo per l'ultima volta". Un amico di Vincenzo Bontà arriva in via Falsomiele davanti ai nastri rossi e bianchi che delimitano la scena del duplice omicidio a Palermo. "Vincenzo è una persona buona. Non avrebbe fatto male a una mosca. Si portava il marchio di avere sposato una Bontade, ma lui a Falsomiele non frequentava e non voleva frequentare alcuno'' aggiunge commosso l'amico che chiede alla polizia di potere andare a toccarlo e baciarlo per l'ultima volta. ''Lo avevo chiamato ieri dovevamo mangiare una pizza insieme. Ci conosciamo da anni. Vincenzo Bontà ha provato a fare l'imbianchino. Si occupava di animali. Terribile. Non ci credo che sia lui ucciso per terra. Lui con queste cose non c'entra. Glielo giuro è una persona buona", prosegue. "Povero anche Giuseppe Vela - aggiunge -. Lui fa il giardiniere e il tagliaerba nella zona. Anche a me ha tagliato l'erba nella mia campagna. A maggior ragione lui non c'entra nulla in questa storia. E' tutto terribile".